Tumore alla prostata – Trattamento radioterapico

In che cosa consiste il trattamento radioterapico del tumore alla prostata?

Il trattamento del tumore alla prostata rappresenta al meglio le potenzialità che l’Unità Operativa di Radioterapia di Humanitas Gavazzeni Bergamo è in grado di mettere in campo.

In questo settore, infatti, la radioterapia si pone in modo complementare ma anche, in una quota elevata di pazienti, alternativo alla chirurgia. Con risultati definitivi: quando si sostituisce alla chirurgia assicura analoghe probabilità di successo terapeutico con un quadro di tossicità diverso, che può essere considerato in molti pazienti più vantaggioso.

La radioterapia, in particolare, trova una sua indicazione:

  • quale terapia esclusiva, in alternativa alla chirurgia, o quale terapia adiuvante, cioè complementare alla chirurgia, qualora dopo l’intervento chirurgico emergessero fattori di rischio che aumentino la probabilità di recidiva o di progressione, negli stadi iniziali della malattia;
  • quale terapia di scelta nei casi in cui la chirurgia non abbia impedito una ripresa biochimica o clinica della malattia, con la cosiddetta “radioterapia di salvataggio”;
  • quale terapia di scelta nelle forme definite localmente avanzate o ad alto rischio, in combinazione con la terapia ormonale;
  • come terapia sintomatica o palliativa in tutte le manifestazioni metastatiche della malattia.

Dal punto di vista tecnico, in Humanitas Gavazzeni Bergamo il trattamento del tumore della prostata prevede l’utilizzo delle più moderne tecniche di radioterapia, utilizzando la IMRT (la radioterapia a intensità modulata, che permette una differente, voluta disomogemeità della dose durante l’irradiazione) e l’IGRT (la radioterapia guidata da immagini), che assicurano elevata riproducibilità del trattamento, incremento dell’efficacia e riduzione della tossicità.

Vengono utilizzate modalità di trattamento quali il “boost” simultaneo integrato, che permette di erogare nella stessa seduta di radioterapia dosi differenti ai diversi volumi identificati nel bersaglio da irradiare e l’ipofrazionamento, che consente di erogare la dose ritenuta efficace in un numero inferiore di sedute.

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