La Diagnosi Fotodinamica (PDD) con l’utilizzo di Hexvix è una tecnica diagnostica avanzata che migliora in modo significativo l’identificazione delle lesioni cancerose della vescica.
Che cos’è la diagnosi fotodinamica (PDD)?
La Diagnosi Fotodinamica (PDD) è una procedura diagnostica che utilizza una sostanza fotosensibilizzante, l’Hexvix (5-aminolevulinato).
Questa sostanza, che viene instillata nella vescica prima della cistoscopia, viene assorbita in particolare dalle cellule tumorali, che assumono fluorescenza quando, durante l’esame cistoscopico, vengono illuminate con una luce blu.
La PDD permette di visualizzare cellule tumorali che, a occhio nudo e con il supporto di una luce bianca, risulterebbero invisibili, soprattutto in casi di carcinoma in situ o lesioni piatte.
Vantaggi della diagnosi fotodinamica (PDD) con Hexvix
L’utilizzo della diagnosi fotodinamica (PDD) procura vari vantaggi, tra cui i principali sono:
- maggiore sensibilità diagnostica, grazie alla possibilità di rilevare anche le neoplasie piatte o di piccole dimensioni
- rilevazione precoce, che offre la possibilità di intervenire in modo più tempestivo
- riduzione del rischio di recidiva, dal momento che la resezione più accurata delle aree sospette migliora il controllo della malattia in generale.
Come si svolge la diagnosi fotodinamica (PDD) con Hexvix?
La procedura diagnostica di diagnosi fotodinamica (PDD) con Hexvix si sviluppa in tre momenti differenti:
- instillazione della soluzione di Hexvix in vescica tramite l’uso di un catetere
- attesa di circa 60 minuti per l’assorbimento selettivo della soluzione da parte delle cellule neoplastiche
- cistoscopia con luce blu, così da rendere le aree tumorali fluorescenti (di colore rosso/rosa), e ottenere una diagnosi più precisa possibile.
Presso l’Unità Operativa di Urologia di Humanitas Gavazzeni la diagnosi fotodinamica con Hexvix viene eseguita nell’ambito di un percorso diagnostico altamente specializzato per i pazienti che sono affetti da neoplasie vescicali.
