Il tumore alla prostata è una delle patologie oncologiche più diffuse nella popolazione maschile, ma spesso la sua diagnosi precoce è resa difficile dalla natura dei suoi segnali. Molti uomini tendono a trascurare i primi fastidi, confondendoli con normali effetti dell’invecchiamento o con disturbi meno gravi. Saper riconoscere quando è il momento di consultare uno specialista è fondamentale per una gestione efficace della salute urologica.
Abbiamo approfondito l’argomento con il Dott. Luca Di Gianfrancesco, specialista dell’unità di Urologia di Humanitas Gavazzeni, che ci ha spiegato quali sono i campanelli d’allarme e l’importanza degli esami di controllo
Esistono sintomi specifici che indicano un tumore alla prostata?
Purtroppo non ci sono sintomi specifici per il tumore della prostata. Molto spesso, i segnali che il paziente avverte sono condivisi anche con altre condizioni cliniche comuni, come un’infezione delle basse vie urinarie o un’infiammazione prostatica.
Quali sono i disturbi generici a cui prestare attenzione?
Sebbene aspecifici, alcuni sintomi ricorrenti possono includere:
- Un’aumentata frequenza minzionale;
- Un flusso urinario debole, con l’incapacità o l’impossibilità di svuotare correttamente la vescica;
- Presenza di sangue nelle urine o nello sperma;
- Dolori localizzati al basso ventre o alla schiena;
- Difficoltà nell’erezione.
Cosa fare se si presentano questi sintomi?
Nel caso in cui il paziente lamenti questa sintomatologia, è sempre indicata una valutazione urologica. Lo specialista potrà approfondire il quadro clinico e suggerire i passi successivi.
Qual è il primo passo per un controllo efficace?
Sicuramente la prima indicazione urologica, in presenza di dubbi o sintomi, è quella di eseguire il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) tramite un semplice esame del sangue. È un tassello fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce.

