11 febbraio, scopri il nostro Punto Nascita

Sabato 11 febbraio si terrà il prossimo open day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X, per le future mamme e i futuri papà. Durante la mattinata sarà possibile visitare gli spazi dedicati alla maternità (reparto, ambulatori, sale parto, nido) e conoscere gli specialisti che seguiranno la coppia durante tutto il percorso. Sarà inoltre possibile conoscere tutti i servizi del Punto Nascita (pre e post parto) incontrando direttamente il team multidisciplinare di ginecologi, ostetriche, neonatologi e anestesisti dell’ospedale. L’evento è gratuito, alcune attività sono su prenotazione. A breve sul sito www.sanpiox.net  il programma completo e il form di registrazione per le visite guidate.

Giornata mondiale del sonno, i consigli per una buona nanna

I neonati dormono almeno 16 ore al giorno, spesso suddivise in riposini di qualche ora. Sebbene inizialmente sembra non vi sia una regola, con il passare del tempo i ritmi tenderanno a regolarizzarsi, anche in armonia con le poppate. In occasione della giornata mondiale del sonno, la dottoressa Suzanne Veehof dell’Unità Operativa di Neonatologia di Humanitas San Pio X ci spiega perché insegnare ai bambini a dormire bene è importante per il loro sviluppo. “I neonati – spiega la dottoressa Veehof – così come anche il feto negli ultimi mesi di vita intrauterina, alternano fasi di sonno e di veglia di breve durata, fasi che via via si raggruppano nel corso del primo anno portando abitualmente a un periodo di sonno notturno più lungo e alcuni periodi di sonno più brevi durante il giorno. Nel secondo e terzo anno il sonno diurno si riduce al solo pomeriggio e dai quattro anni in poi di solito scompare. A partire dai 3-4 mesi, o anche prima, i piccoli possono dormire anche cinque ore di fila e, sebbene ogni bambino sia diverso, entro il primo anno di età è possibile che dorma tutta la notte. Per il primo anno di vita, o almeno per i primi sei mesi, è bene che i piccoli dormano nella stessa stanza dei genitori; questo non solo aiuta la gestione delle poppate notturne, ma previene anche la SIDS, la sindrome della morte in culla. È consigliabile, dunque, posizionare la culla o il lettino nella camera matrimoniale, in modo da avere il bimbo sempre vicino a sé”. “Dopo i 10-12 mesi di vita – continua la dottoressa – il bambino comincia ad essere più cosciente del mondo che lo circonda. L’avventurarsi nel mondo esterno è indispensabile alla crescita e allo sviluppo però comporta inevitabilmente difficoltà, ansie e paure che richiedono una base sicura cui restare collegati e da cui poter tornare. Come in ogni fase di crescita, il bambino deve essere accompagnato ad affrontare la nuova esperienza e incamerarla nel suo apprendimento. Se prematura o non sufficientemente gestita, la separazione dall’ambiente e dalle persone conosciute, come l’andare all’asilo nido ma anche l’addormentamento, può essere un’esperienza traumatica”.

I nostri consigli

Alcuni accorgimenti, soprattutto se si comincia ad instaurarli fin dall’inizio, possono aiutare i piccoli a vivere serenamente il momento della nanna e a stabilire un buon ritmo sonno-veglia.

Vivere a pieno la giornata

Quando i piccoli sono svegli durante il giorno, è bene stimolarli con attività a loro misura. È importante parlare, cantare e giocare con loro. Attenzione però a non sovra-eccitarli e a non “bersagliarli” di novità, i bambini hanno bisogno di certezze e conferme.

Costruire il rito della nanna

È importante stabilire una routine che accompagni il bambino al sonno. Si può fare un bagnetto, cantare o ascoltare musica tranquilla, leggere una storia, fare le coccole. Il bambino assocerà pian piano queste attività alla quiete e al riposo e si predisporrà al sonno notturno.

Ambientarsi nel lettino

I neonati hanno bisogno del contatto fisico e spesso si addormentano in braccio, magari dopo aver mangiato. Se sono rilassati e si stanno addormentato, si può anche provare ad adagiarli nella culla o nel lettino e stando loro accanto, lasciare che si addormentino. “Il bambino – sottolinea la dottoressa – dovrebbe fin dall’inizio avere un suo posto specifico per dormire: dalla culla nei primi mesi, al lettino a cancelli dal secondo semestre fino ai due tre anni e infine un vero e proprio letto singolo in una camera diversa da quella dei genitori. Esclusi i primi 6 mesi, il lettone dei genitori non è un tabù (se non diventa una regola), ma resta un’eccezione legata a comodità di allattamento, stanchezza dei genitori, occasioni particolari, malesseri e malattie, la domenica mattina per stare insieme ecc. Ma è bene appunto che resti un’eccezione e che non si imponga come un’abitudine”. Non sempre è facile per i piccoli dormire nel lettino, ma è importante far sentire la propria presenza, coccolarli e rassicurarli, accarezzandoli e sussurrando parole di rassicurazione. “Per ambientarsi – consiglia la dottoressa – può essere utile metterli nel lettino anche qualche minuto quando sono svegli così che possano iniziare a riconoscerlo”. La fase dell’addormentamento è bene che venga vissuta nel proprio lettino, con gli aiuti e la compagnia dei genitori a turno, preceduta da una diminuzione dell’attività, con rituali di separazione tranquillizzanti che avvicinino al momento dell’andare a letto (lavarsi i denti, mettersi in pigiama, racconto di fiaba, lettura di breve brano di un libro, bacio della buonanotte). È bene fargli compagnia stando accanto e non nel letto col bambino. “Così facendo – spiega la dottoressa Veehof – il bambino può abituarsi a essere da solo nel letto e nella stanza, per periodi progressivamente più lunghi, anche se è sveglio, abituandosi anche alla situazione di ‘solitudine’, che non vuol dire ‘abbandono’: sa che i genitori sono nell’altra stanza, disponibili, ma a una giusta distanza, che è forse la parola chiave dello sviluppo normale”.

Un aiuto dal ciuccio

Alcuni bimbi si rilassano grazie al ciuccio; la sua introduzione – una volta che l’allattamento è ben avviato – può essere di aiuto nel rito del sonno. Il ciuccio, così come il posizionamento dei bambini a pancia in su nella culla, contrasta, inoltre, il rischio SIDS.

Sonno movimentato

Può capitare che durante la notte i piccoli piangano, si muovano o si agitino. Sebbene le mamme tendano a svegliarsi al minimo rumore, non sempre è necessario alzarsi per intervenire. È consigliabile infatti aspettare qualche secondo e ascoltare cosa sta succedendo, in molti casi, la situazione torna tranquilla da sola.

La notte è la notte

Se il bambino ha bisogno di mangiare o di accudimenti particolari durante la notte, è bene comunque ricordargli che è notte. Per farlo, è consigliabile parlare piano, utilizzare luci soffuse, fare il minimo rumore possibile.

Effetti dei disturbi del sonno

“La quantità e la qualità del sonno, oltre che essere segno degli aspetti educativi e di contenimento psichico ambientali, si rispecchiano – conclude la dottoressa Veehof – nel benessere quotidiano dei bambini o, viceversa, la loro insufficienza si riflette in altre difficoltà durante la vita diurna. La carenza di sonno è una delle possibili cause di iperattività e difficoltà di attenzione. Spesso il miglioramento del sonno e delle regole educative diminuisce i disturbi diurni senza rischi e effetti collaterali. Cattive abitudini come dormire regolarmente nel lettone con un genitore sopra i cinque, sei anni o addirittura durante l’adolescenza sono spesso causa di problemi scolastici o comportamentali, in quanto creano una confusione di ruoli e di spazi che nell’adolescenza è particolarmente dannosa”. Accompagnare i bambini a dormire bene è importante per la loro salute e il loro benessere e anche per quello dell’intera famiglia. Se nonostante le accortezze, si fa fatica a vivere serenamente il momento della nanna, è bene chiedere consiglio al pediatra.

Humanitas MAMA, grande successo per lo speciale Open Day del Punto Nascita

Grande successo per il primo Humanitas MAMA, lo speciale open day di Humanitas San Pio X dedicato alla salute delle mamme di oggi e di domani che sabato 15 ottobre ha dato vita a tanti corsi ed eventi.

Una giornata dedicata dai nostri esperti alle mamme di oggi e di domani

Per tutta la giornata ginecologi, neonatologi, anestesisti e ostetriche di Humanitas San Pio X hanno risposto ai dubbi e alle curiosità delle tante coppie e mamme con passeggini o pancione. Sold out le iscrizioni alle visite guidate al Punto Nascita, le sedute di osteopatia neonatale e le ecografie 3D offerte alle famiglie. Grande interesse per i corsi di massaggio neonatale, yoga in gravidanza, riabilitazione del perineo, i laboratori musicali per piccolissimi e per i futuri genitori realizzati con l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale (AIGAM) e il corso sul linguaggio segreto dei neonati in collaborazione con il Gruppo di Educazione Pediatrica e Ostetrica (GEPO). Mamme, papà e nonni hanno imparato le manovre salvavita pediatriche insieme alla Croce Rossa Milano e a come trasportare in maniera sicura in auto il proprio bebè, grazie ai consigli della Polizia Locale.

Spazio ai più piccoli

Per l’occasione, l’area accettazione dell’ospedale si è trasformata in MAMAPLAY dove i bambini da 2 a 8 anni hanno disegnato, ascoltato le storie raccontate dai lettori della Libreria dei Ragazzi, e imparato a seguire stili di vita sani nel grande Gioco dell’Oca della Salute.

Noi ci vogliamo bene

Nel pomeriggio, invece, spazio alla corretta alimentazione in pre-concepimento, gravidanza, allattamento e svezzamento nel talk show “Noi ci vogliamo bene”, insieme a Marco Bianchi, chef e divulgatore scientifico di Fondazione Veronesi, la nutrizionista Simona Ferrero, la Dott.ssa Paola Marangione, responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, e il Dott. Alessandro Bulfoni, responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Un ricordo speciale

Infine ogni pancione ha avuto la sua foto, da solo, in coppia o in famiglia. All’interno del video troverete alcuni dei momenti più belli raccontati da chi ha partecipato in prima persona a questa giornata unica per raccontare tutte le novità del Punto Nascita.

Humanitas San Pio X al Baby Shower di FattoreMamma

Negli Stati Uniti, il Baby Shower è il tradizionale festeggiamento con il quale si accoglie la futura nascita di un bambino. Il termine shower si riferisce alla doccia di regali, utili al bambino, che le future mamme ricevono durante questa festa. Partendo da questa idea, FattoreMamma, in collaborazione con PeriodoFertile, ha organizzato la seconda giornata dedicata alle future mamme e neomamme con bambini fino a sei mesi per aiutarle a prepararsi con serenità all’arrivo del neonato.

Il programma

La giornata prevede numerose iniziative, laboratori, attività e interventi di professionisti che risponderanno alle domande e alle curiosità delle partecipanti. Per scoprire di più, consulta il PROGRAMMA COMPLETO della giornata.

Humanitas San Pio X tra i partner dell’evento

All’evento parteciperanno anche gli specialisti di Humanitas San Pio X con tre incontri:
  • alle 11.30, la Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, e il Dott. Valeriano Genovese, ginecologo dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, si occuperanno di nutrizione in gravidanza, svezzamento e allattamento.
  • alle ore 12.00, la Dott.ssa Paola Marangione spiegherà come ridurre i rischi legati alla SIDS (Sudden Infant Death Syndrome)
  • dalle 14.30 alle 15.15, Maria Assunta Facchi, ostetrica senior consultant dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia illustrerà  la ginnastica specifica per la riabilitazione del pavimento pelvico (laboratorio riservato alle gestanti)

Dove e quando?

Il Baby Shower Party si terrà domenica 4 dicembre dalle ore 10 alle 16.30 presso l’Hotel Westin Palace di Milano (Piazza della Repubblica 20) Per partecipare basta iscriversi e registrarsi sul sito. Vi aspettiamo numerose.

Il bagnetto ai neonati

I neonati non hanno la necessità di essere lavati quotidianamente per questioni di igiene, tuttavia un bagnetto giornaliero è un momento molto piacevole per il bambino, poiché ricrea la situazione di immersione nel liquido amniotico che lo ha accolto per nove mesi; è, inoltre, un’occasione di contatto tra il genitore ed il bambino. Non c’è un orario ideale durante il quale fare il bagnetto, ma è preferibile in ogni caso farlo lontano dal pasto per non disturbare la digestione e in un momento di calma anche per la mamma. Occorre preparare tutto l’occorrente a portata di mano e soprattutto non lasciare mai solo il bambino sul fasciatoio.

Come si svolge?

La dimostrazione all’interno del nostro video.
  Il bagnetto può durare fino a quando il bambino mostra di gradirlo, controllando di tanto in tanto che l’acqua sia sempre sufficientemente calda. Questo, naturalmente, dopo la caduta del moncone ombelicale, perché fino a quando il moncone ombelicale non è caduto, occorre evitare il bagno ad immersione ed il bagnetto non va prolungato oltre i 5 minuti.

Il massaggio neonatale, un modo di stare con il proprio bambino.

Il massaggio neonatale costituisce uno strumento efficace che favorisce il legame di attaccamento e rafforza la relazione genitore-neonato: è realmente un modo di comunicare profondamente con il proprio bambino. L’evidenza clinica e i recenti studi presenti in letteratura hanno confermato l’effetto positivo del massaggio sullo sviluppo e sulla maturazione neurocomportamentale del neonato a diversi livelli; ogni genitore può apprenderlo facilmente, adattandolo alle esigenze del proprio neonato: è possibile, in questo modo, accompagnare, proteggere e stimolare la crescita e la salute del nostro bambino, privilegiando la comunicazione ed il contatto con lui.

I benefici del massaggio neonatale

Infatti, il massaggio neonatale:
  • Favorisce uno stato di benessere nel bambino
  • Lo aiuta a scaricare e dare sollievo alle tensioni provocate da situazioni nuove, stress o piccoli malesseri,
  • può rivelarsi un buon sostegno nei disturbi del ritmo sonno-veglia
  • favorisce nel bambino la conoscenza delle varie parti del corpo sostenendo lo sviluppo dell’immagine di sé, così da far sentire il bambino aperto, sostenuto ed amato
Secondo alcuni studi, il massaggio stimola, fortifica e regolarizza il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare, gastro-intestinale, prevenendo e dando sollievo a quel fenomeno così diffuso che sono le coliche gassose. Un’altro importante beneficio del massaggio neonatale è la stimolazione: principalmente viene stimolato il tatto come organo di senso, in quanto la pelle stimolata manda, attraverso le vie nervose, afferenze al cervello dove vengono elaborate e riceve efferenze creando così un rapporto con l’ambiente.Una conseguenza diretta di questa stimolazione è l’accelerazione della mielinizzazione (processo non ancora completo nel neonato) delle fibre nervose. Oltre a ciò, il massaggio gioca un ruolo importante nella stimolazione sensoriale. Viene coinvolta la
  • Vista: durante il massaggio c’è un diretto contatto visivo con la madre; il bambino osserva il volto (contorni e particolari), nota le espressioni. Se tenuto nella posizione a culla col capo allineato con il resto del corpo riceve stimolazioni simmetriche e ciò naturalmente acuisce la capacità visiva e la messa a fuoco, accelerando la mielinizzazione del nervo ottico e quindi la funzionalità visiva (secondo il principio che la funzione crea l’organo).
  • Udito: infatti, sempre nella posizione a culla simmetrica, la madre (o il padre) parla al bambino con una voce adatta (cioè ad alta frequenza) che conosce (o riconosce) istintivamente. Il bambino riceve simmetricamente lo stimolo uditivo e comincia a misurare le distanze. Parlare al bambino diventa anche un rinforzo del linguaggio. Il bambino, quando la madre parla, per imitazione produce dei suoni e la madre (o il padre) li rinforza creando così un primo dialogo verbale.
  • Olfatto: la vicinanza e lo stretto contatto fanno sì che la madre e il bambino si riconoscano, soprattutto nei primi mesi. Infatti si consiglia di usare un olio non profumato.
  All’interno del video, la Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X, spiega tutti gli altri benefici del massaggio.  

Open Day del Punto Nascita

Sabato 18 giugno si terrà il prossimo Open Day del Punto Nascita. L’incontro si terrà dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la sede di Humanitas San Pio X, in Via Francesco Nava 31 a Milano.

Cos’è l’Open Day del Punto Nascita?

Durante la mattinata, i futuri genitori potranno visitare le Sale Parto e il Nido e conoscere i servizi offerti da Humanitas San Pio X. Saranno presenti all’incontro: Verranno, inoltre, presentati i futuri corsi (gravidanza, nascita, post parto e allattamento). Consulta il programma della giornata. La partecipazione all’evento è gratuita. Eventbrite - Open Day Punto Nascita

Ritorna l’Open Day del Punto Nascita

Sabato 11 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 ritorna l’Open Day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X, un evento dedicato alle future mamme e ai futuri papà che durante la mattinata potranno conoscere i servizi e gli specialisti e visitare gli spazi del Punto Nascita. Sarà l’occasione per avere risposte a tutti i dubbi e le curiosità del percorso maternità. L’evento è gratuito, alcune attività sono su prenotazione.

Visite guidate al Punto Nascita

Durante le visite guidate al Punto Nascita, i futuri genitori potranno visitare gli spazi dedicati alla maternità, (il reparto, le sale parto, il nido, le sale visita e gli ambulatori), guidati dalle ostetriche di Humanitas San Pio X. Le visite sono gratuite previa prenotazione online.

Orari

Numero di posti disponibili: 15 (1 ticket a persona).
  • 10.00 – 11.00
POSTI ESAURITI
  • 11.00 – 12.00
POSTI ESAURITI
  • 12.00 – 13.00
POSTI ESAURITI
  • 13.00 – 14.00
POSTI ESAURITI
  • 14.00 – 15.00 (new)
POSTI ESAURITI
Durata: 45 minuti ca

Desk informativi

Per l’intera mattinata le future mamme e i futuri papà potranno conoscere tutti i servizi del Punto Nascita (pre e post parto) incontrando direttamente, il team multidisciplinare di ginecologi, ostetriche, neonatologi ed anestesisti.

Guarda in faccia il tuo bambino

Ecografia 3D per mamme dalla 22esima alla 30esima settimana di gestazione. Grazie all’esecuzione di un’ecografia, non finalizzata alla diagnostica della morfologia e del benessere fetale, con strumentazione bi e tridimensionale, potrai “vedere” il tuo bambino davvero da vicino e, se lo vorrai, potremo stampare alcune immagini. La prestazione è erogata gratuitamente, previa prenotazione telefonica allo 02.69517500 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 11.00).

Sushi in gravidanza? Sì, ma con le dovute accortezze

Negli ultimi anni i consumi alimentari nel nostro Paese hanno visto una notevole diffusione del pesce crudo, soprattutto nella versione “sushi”, cioè in abbinamento al riso, tipico della cucina giapponese. Una delle domande più comuni riguardo l’alimentazione delle donne incinta è proprio la possibilità di mangiare o meno il sushi e il pesce crudo più in generale. Il pesce crudo infatti può essere contaminato da diversi microrganismi (listeria, eschirichia coli, salmonelle), il rischio maggiore è però la presenza di Anisakis, un verme le cui larve possono impiantarsi nelle mucose dell’apparato gastrointestinale, con conseguenze anche importanti. A tal proposito, il Dott. Alessandro Bulfoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia di Humanitas San Pio X, ci aiuta a fare chiarezza.

Come prevenire l’infezione?

Il parassita è molto sensibile alla cottura, motivo per cui il consumo di pesce cotto non è problematico, ma anche al congelamento. Sottoporre il pesce a uno di questi trattamenti, uccide le larve e allontana il rischio di infezione. Attualmente, la legislazione europea (Regolamento CE n. 853 del 2004) obbliga chi somministra prodotti ittici crudi o sottoposti ad affumicatura a freddo, a marinatura o a salatura (procedimenti che non inattivano le larve), a utilizzare prodotti congelati o sottoposti a congelamento preventivo a -20° per almeno 24 ore. “Pertanto – spiega il Dott. Bulfoni – se il pesce è stato trattato secondo le norme previste dalla legge, non si corrono rischi”. È sempre buona norma comunque informarsi presso l’esercizio commerciale in cui si acquista o si consuma il pesce crudo, avendo cura di scegliere negozi o ristoranti di cui fidarsi, che garantiscano prodotti buoni, ben trattati e ben conservati.

Pesce crudo e toxoplasmosi

“Il pesce crudo – aggiunge il medico – non è rischioso per le gestanti risultate toxo-negative e dunque suscettibili all’infezione da toxoplasma. L’unica accortezza in questo caso è l’abbinamento del pesce alle verdure crude: queste devono essere ben lavate, per scongiurare il rischio di toxoplasmosi”.

E i molluschi?

“Anche i molluschi si possono mangiare – continua il Dott. Bulfoni. Se cotti non si corre alcun rischio, se crudi è possibile incorrere in infezioni, soprattutto da salmonella e in intossicazioni alimentari. Queste condizioni non si ripercuotono sulla salute del feto, ma richiedono comunque terapie farmacologiche, che in gravidanza è bene limitare il più possibile”. In generale comunque, è consigliabile seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che includa pesce. Non è necessario rinunciare al sushi o al pesce crudo, purché si presti attenzione e si scelgano esercizi commerciali adeguati. In caso di dubbi è sempre bene confrontarsi con il proprio medico, così come in presenza di malessere a seguito del consumo di pesce crudo.

Svezzamento vegetariano o vegano? Solo con i consigli del pediatra

Il passaggio dal latte materno o formulato all’alimentazione complementare è una fase importante e delicata non solo per il bambino, ma per tutta la famiglia. Il cosiddetto svezzamento è il momento in cui il bambino, con serenità e gradualità, integra i propri pasti a base di latte con altri alimenti. Pian piano, con il passare dei mesi, l’alimentazione solida prenderà il posto del latte. L’alimentazione riveste un ruolo importante nel benessere e nella salute di adulti e bambini e accompagnare i propri figli alla scoperta del cibo è una bella avventura, da compiere un passo alla volta, nel rispetto dei tempi del bambino e dei suoi gusti. Ogni famiglia compie quotidianamente scelte alimentari, dettate da fattori etici, personali, culturali o religiosi e sono in crescita le persone che scelgono un’alimentazione vegetariana o vegana.

Confrontarsi sempre con il pediatra

È possibile crescere i propri figli seguendo un’alimentazione vegetariana o vegana, ma tenendo sempre presente delle loro precise necessità nutrizionali. I bambini infatti sono in una fase di crescita e sviluppo e pertanto hanno bisogno di seguire una alimentazione diversa da quella degli adulti. È fondamentale dunque non improvvisare, ma confrontarsi con un pediatra esperto in alimentazione, in grado di suggerire gli alimenti da offrire ai più piccoli, le combinazioni alimentari che possano assicurare loro i nutrienti necessari e indicare eventuali integrazioni. Le vitamine e i minerali infatti giocano un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo, come per esempio calcio, ferro, vitamina B12, vitamina D e zinco.  I genitori che non offrono ai propri figli determinati alimenti devono sapere come sopperire (con quali altri alimenti) ai nutrienti che andrebbero a mancare. Affidarsi a un pediatra esperto consente di assicurare al proprio bambino tutto ciò di cui ha bisogno per crescere sano, nel rispetto delle scelte alimentari familiari. In Humanitas San Pio X è attivo l’Ambulatorio Baby Green che si propone di accompagnare la mamma durante l’allattamento al seno e lo svezzamento del proprio bambino, con un consiglio nutrizionale esperto e personalizzato. La Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale spiega le novità del Punto Nascita di Humanitas San Pio X all’interno dello speciale del TG5 Salute che troverete all’interno del video qui di seguito.