Accompagnamento alla nascita, al via il nuovo corso

Il 30 giugno 2016 partirà il nuovo corso di Accompagnamento alla Nascita e post parto dedicato alle donne in gravidanza con data presunta del parto nel mese di settembre. Il corso è gratuito e suddiviso in incontri teorico-pratici che si terranno presso la sede di Humanitas San Pio X. Durante le varie giornate le future mamme avranno l’opportunità di confrontarsi con l’ostetrica, il ginecologo, lo psicologo, l’anestesista e il neonatologo della Struttura. Il calendario prevede le seguenti date:
  • 3o giugno
  • 7 luglio
  • 14 luglio
  • 21 luglio – dalle 17.00 alle 19.00 presso l’auditorium
  • 27 luglio – dalle 16:00 alle 18:00 presso l’auditorium
  • 28 luglio
  • 3 agosto – dalle 13.00 alle 15.00 presso l’auditorium
  • 4 agosto
  • 11 agosto
Per discutere dei primi bisogni e delle prime esperienze del neonato, è previsto un ulteriore incontro dopo il parto, il giorno
  • 12 ottobre – dalle 11.00 alle 13.00 presso l’auditorium
Aiutare le future mamme a vivere la nascita con serenità, consapevolezza e fiducia, e a condividere la propria esperienza con le altre partecipanti è l’obiettivo principale del corso di Accompagnamento alla Nascita. Gli incontri, inoltre, sono utili per preparare la coppia ad affrontare il delicato momento del parto nel miglior modo possibile. Il corso si terrà presso Humanitas San Pio X in Via Francesco Nava, 31, Milano presso l’Aula al III° piano dalle 13.00 alle 15.00. Eventbrite - Corso di Accompagnamento alla Nascita e post parto

Allattamento, come attaccare il bambino al seno

L’allattamento può essere una delle esperienze più difficili della vita di una mamma, ma è anche una di quelle più gratificanti e che riserva maggiori soddisfazioni. È importante scegliere la posizione che sembra più confortevole per la mamma e per il proprio neonato. Alcune mamme preferiscono stare a letto, altre in poltrona, altre ancora, specie dopo un taglio cesareo, preferiscono allattare sdraiate.

Quali sono le posizioni più favorevoli per l’allattamento?

 

La posizione a culla

La testa del bambino è appoggiata nell’incavo del braccio della mamma. È una posizione molto confortevole che permette di controllare agevolmente l’attacco perché la bocca del neonato è ben visibile. Per stare ancora più comode, ci si può anche aiutare con un cuscino per sorreggere il peso del bambino.

La posizione a rugby

La mamma é seduta e il bambino giace con il corpo accanto al fianco della mamma, la testa è appoggiata nella sua mano. È una posizione che permette di sfruttare lo svuotamento di aree del seno laterali, che normalmente non vengono svuotate. È dunque consigliata per mamme che hanno un’abbondante produzione di latte, così da evitare gli ingorghi mammari.

Sdraiata

La mamma è sdraiata sul letto sul fianco e il bambino è appoggiato pancia contro pancia alla mamma, anche lui sdraiato sul letto. È una posizione molto comoda da sfruttare soprattutto la notte o nei momenti di stanchezza perché la mamma può riposare mentre il bimbo succhia in autonomia.

L’approfondimento nel nostro video

Sperimentate le diverse posizioni fino a trovare quella in cui vi sentite più a vostro agio, permettendo così al bambino di nutrirsi meglio. Vi ricordiamo che Sabato 15 ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, si terrà il primo Humanitas MAMA, Open Day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X. Scopri il programma e vieni a trovarci!

Come proteggere i bambini dal caldo

I bambini si adattano meno facilmente dell’adulto alle alte temperature e per questo risultano più vulnerabili al caldo. In particolar modo, la sensibilità alle ondate di calore è maggiore per quei bambini con problemi di salute come malattie cardiache o respiratorie (asma).

Qualche consiglio per un’estate sicura

Vediamo insieme alla Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, qualche suggerimento utile per riparare il bambino dal caldo soffocante:
  • Evitare di portare il bambino in locali chiusi, caldi e poco ventilati. “In queste condizioni – spiega la Dott.ssa Marangione – il colpo di calore è in agguato. Per i viaggi in auto, il consiglio è quello di areare l’abitacolo e idratare il bambino”.
  • Per areare al meglio i locali, tenere aperte le finestre quando i raggi solari sono meno forti (mattino presto e sera) o quando il sole è tramontato. Durante le ore più calde della giornata meglio oscurare le finestre più esposte al sole.
  • Idratare spesso il bambino con acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi. “I bambini – aggiunge la Dott.ssa Marangione – non grondano sudore come gli adulti, ma con il caldo perdono molti sali e liquidi anche quando non ce ne rendiamo conto. Insegnare loro come idratarsi è importante perché impareranno un gesto prezioso per tutta la vita”.
  • Allattare spesso. “Fino a 6 mesi – continua la Dott.ssa Marangione – il lattante probabilmente chiederà più pasti al seno per placare non solo la fame, ma anche la sete. La mamma deve tenersi pronta a soddisfare la richiesta”.

Idratazione è la parola chiave

Non solo acqua, anche la dieta ha un ruolo importante per l’integrazione di sali e liquidi. “La frutta di stagione, ma anche la verdura, sono degli ottimi alleati in estate per restituire al bambino quanto perso con la sudorazione – sottolinea la Dott.ssa Marangione. Bene tagliare il consumo di snack, alimenti troppo calorici, bevande gassate e cibi con grassi animali”. Per proteggere i più piccoli dall’esposizione diretta al sole, scegliere vestiti leggeri e in fibra naturale che non siano aderenti al corpo e che lascino traspirare la pelle. “La protezione è efficace – continua la Dott.ssa Marangione – se i piccoli hanno la possibilità di ripararsi all’ombra, in ambienti freschi o circondati dal verde”. Per i bambini più grandi, è bene non svolgere attività fisica all’aperto durante le ore più calde del giorno e bere prima e durante le ore di gioco.  

Corso di accompagnamento alla nascita, il calendario

In Humanitas San Pio X i futuri genitori si possono preparare al giorno più bello con il supporto di un team di esperti multidisciplinare.

Perché frequentare un corso?

  • Per vivere l’attesa in modo sereno e prepararsi ad affrontare il delicato momento del parto nel miglior modo possibile
  • Per vivere con consapevolezza e fiducia l’esperienza di nascita del proprio figlio, confrontandosi con professionisti e con gli altri partecipanti agli incontri
  • Per entrare in stretto contatto con l’ostetrica, punto professionale di riferimento in tutto il percorso, dagli esami di gravidanza, al momento del parto, all’allattamento.

Il corso base

Gli incontri teorico-pratici previsti sono 11 e sono aperti alla partecipazione di piccoli gruppi di genitori I temi affrontati sono gravidanza, alimentazione, nascita, travaglio-parto, dolore (metodi naturali e farmacologici), allattamento e nutrizione neonatale, genitorialità, movimento e posizioni libere in travaglio di parto I professionisti coinvolti sono ostetrica, ginecologo, psicologo, anestesista e neonatologo.

Calendario e iscrizioni

È possibile partecipare al corso di accompagnamento alla nascita solo previa registrazione, impegnativa e pagamento del ticket. Per iscriverti consulta il calendario degli incontri qui di seguito e iscriviti online o contatta il numero 02.69517421.
  • 03 febbraio 2017 (Data Presunta Parto APRILE)
Consulta il calendario degli incontri Eventbrite - Corso di accompagnamento alla nascita
  •  07 febbraio 2017 (Data Presunta Parto APRILE)
Eventbrite - Corso di accompagnamento alla nascita
  •  03 marzo 2017 (Data Presunta Parto MAGGIO)
Eventbrite - Corso di accompagnamento alla nascita
  •  05 aprile 2017 (Data Presunta Parto GIUGNO)
Eventbrite - Corso di accompagnamento alla nascita
  •  04 maggio 2017 (Data Presunta Parto LUGLIO)
Eventbrite - Corso di accompagnamento alla nascita
 

Diagnosi prenatale, cosa c’è da sapere?

La diagnosi prenatale, che include esami di screening e test diagnostici, può fornire informazioni sullo stato di salute del tuo bambino.

È importante, però, capire quali sono le possibili opzioni per ottenere informazioni dettagliate sulla salute del futuro neonato.

Quali sono i test?

Vediamo insieme alla Dott.ssa Marinella Dell’Avanzo dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X, quali sono i possibili test di diagnosi prenatale:

 

Esami di screening

Lo screening prenatale rileva se il bambino ha più o meno probabilità di sviluppare possibili difetti cromosomici. Questi test includono esami del sangue, ecografia (ad esempio il Bitest), test del DNA fetale libero circolante (NIPT). I test di screening prenatale vengono eseguiti, generalmente, durante il primo o il secondo trimestre di gravidanza, ma non garantiscono una diagnosi certa e definitiva. In caso di risultato a rischio (positivo) è bene rivolgersi al proprio ginecologo curante per discutere dei possibili e ulteriori esami da eseguire successivamente. Importante è il counseling da seguire con la coppia all’inizio della gravidanza. “Meglio affidarsi – aggiunge la Dott.ssa Dell’Avanzo – ad un consulto pregravidico. A volte, infatti, nelle famiglie esistono malattie ereditarie, come cardiopatie, fibrosi cistica, sordità e così via, che necessitano di un counseling preconcezionale con genetista e ginecologo.”  

Test di screening del primo trimestre

Durante il primo trimestre, dopo il colloquio con il ginecologo, è possibile eseguire un esame del sangue per dosare analiti PAPP-A e Free B-hCG e un’ecografia per misurare lo spessore retronucale del feto (translucenza nucale o NIPT). Questo test prende il nome di Bitest o Ultrasceen. L’elaborazione combinata del dato biochimico (sangue) ed ecografico (translucenza nucale) permette di ottenere una stima del rischio di trisomia 13, 18 e 21. “In presenza di Sindrome di Down e di altre condizioni, come ad esempio cardiopatie, – spiega la Dott.ssa Marinella Dell’Avanzo – la translucenza nucale può, infatti, risultare aumentata”. L’attendibilità del test è del 90%. Ciò significa che il Bitest ha la capacità di identificare il 90% dei feti affetti da patologia.  

Il test del DNA fetale libero circolante o NIPT

Questo sofisticato esame del sangue esamina il DNA del feto circolante nel sangue materno (CFDNA). Il test è finalizzato alla diagnosi di alcune patologie dei cromosomi numeriche, tra cui la Sindrome di Down. Il test può fornire anche informazioni sul sesso del feto (presenza/assenza del cromosoma Y). L’esame viene consigliato se l’età (più di 35 anni), la storia familiare e quella clinica suggeriscono un incremento delle possibilità di avere bambini affetti da anomalie cromosomiche, oppure su richiesta della coppia dopo previo counseling, ma potrebbe anche essere indicato nel caso in cui altri esami di screening, come la translucenza nucale, indichino la presenza di un possibile rischio per il feto. L’attendibilità del test è del 99%.  

Test diagnostici

Se l’esame di screening (Bitest o il test del DNA fetale libero circolante) indicano un rischio aumentato per trisomina 21, 18 e 13, è possibile prendere in considerazione la possibilità di svolgere altri esami più invasivi come la villocentesi (durante la quale viene prelevato un campione di placenta) o l’amniocentesi (durante il quale viene prelevato un campione di liquido amniotico). Questi esami presentano un lieve rischio di aborto spontaneo (circa l’1%)

Gli esami di screening prenatale, invasivi e non, per la rilevazione di anomalie cromosomiche fetali sono opzionali.

“È importante – continua la Dott.ssa Dell’Avanzo – informarsi riguardo i rischi e fare una scelta ragionata. La decisione di quali esami svolgere deve essere presa consapevolmente della coppia secondo la propria etica ed è fondamentale che il medico informi la coppia con dati scientifici”.

Quali domande porsi?

Prima di proseguire con la diagnosi prenatale, considera i seguenti quesiti.

  • Perché eseguire i test?

Risultati negativi potrebbero ridurre l’ansia. D’altro canto, risultati positivi potrebbero aiutare a pianificare in anticipo esami successivi.

  • Il risultato condizionerà la tua assistenza prenatale?

Alcuni test rilevano condizioni fetali che possono essere trattate durante la gravidanza. In alcuni casi preparano la coppia ad esami aggiuntivi.

  • Quanto sono accurati i risultati?

I test di diagnosi prenatale non sono perfetti. Il numero dei risultati poco accurati, conosciuti come falsi-negativi o falsi-positivi, variano da test a test.

  • Quali sono i rischi?

Confronta i rischi di specifici test (ansia, dolore e possibile aborto spontaneo) con l’importanza delle informazioni che acquisirai.

La decisione è tua

I test di diagnosi prenatale possono fornire risultati che influenzeranno il corso dell’assistenza prenatale. È necessario, quindi, ricordare che alcuni test di screening necessitano di attente decisioni personali. Infine, la decisione di sottoporsi o meno a tali test spetta solo a te.

Discuti dei rischi e dei benefici con il tuo ginecologo di fiducia e prenditi tutto il tempo necessario per valutare le diverse opzioni e prendere la migliore decisione per te e il tuo bambino.

“Ricorda – conclude la Dott.ssa Dell’Avanzo – che il counseling prenatale è un passaggio fondamentale per prepararsi nel migliore dei modi all’evento della nascita”

 

Diagnosi prenatale, i test di screening

La diagnosi prenatale, oggi, offre uno spettro di possibilità diagnostiche assai più ampio rispetto a non molti anni fa; rimanendo infatti inalterato il valore dell’ecografia, da ormai 40 anni strumento cardine ed insostituibile della diagnosi prenatale, gli strumenti tecnologici e di laboratorio a disposizione delle coppie in attesa si è arricchito e sviluppato rapidamente in pochi anni. Di fronte ad una così ampia e specializzata offerta diagnostica, per i futuri genitori sembra più difficile individuare e scegliere, in modo davvero informato e responsabile, il percorso che si vuole affrontare nelle indagini prenatali sul proprio bambino. Vediamo insieme al Dott. Stefano Acerboni, coordinatore dell’area ostetrica dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, quali sono i possibili percorsi diagnostici (invasivi o non) a disposizione delle future mamme.

Malformazioni fetali, quali esami?

“La maggior parte dei bambini nasce sana, è bene ricordarlo, ma è vero anche che raramente il feto può essere affetto da anomalie genetiche o anatomiche che possono avere grandi ripercussioni sulla sua vita e su quella dei suoi familiari – spiega il Dott. Acerboni. Oggi, sono tante le coppie che desiderano conoscere lo stato di salute del feto e che chiedono informazioni precise al loro ginecologo per decidere cosa fare”. L’esame insostituibile per lo specialista, adatto a sospettare o a diagnosticare una malformazione fetale, è l’ecografia; la cultura e l’esperienza ecografica progressivamente aumentata in questi ultimi 30 anni e i miglioramenti tecnologici delle apparecchiature a disposizione (pensiamo alla visualizzazione 3 e 4D), hanno fatto sì che la diagnostica delle malformazioni fetali conoscesse un globale miglioramento. L’accuratezza diagnostica (“detection rate”) per ogni distretto anatomico fetale è migliorata negli anni. Così, di pari passo si registra un sostanziale miglioramento qualitativo delle consulenze post-diagnosi. A seconda delle malformazioni e dei distretti fetali interessati, è oggi possibile anticipare la diagnosi di molte anomalie fetali anche di diverse settimane, con un incalcolabile guadagno di tempo e di sofferenza. È possibile, infatti, sospettare o escludere alcune gravi ed importanti malformazioni già a 12-16 settimane (cerebrali, cardiache, scheletriche). “Ancora oggi – continua il medico – l’ecografia morfologica della 20esima settimana è il momento diagnostico irrinunciabile da parte di chi segue la gravidanza.

Quali sono i fattori di rischio per anomalie fetali?

Le condizioni considerate maggiormente predisponenti al rischio di anomalie fetali sono la presenza di anomalie nelle gravidanze precedenti, difetti genetici familiari e l’aumentare dell’età materna, in particolare se superiore ai 35 anni.

Diagnosi prenatale non invasiva

I test di screening di alcune anomalie di numero dei cromosomi sono disponibili da qualche anno, non comportano nessun rischio per mamma e bambino e impiegano solo tecniche non invasive (ecografia e prelievo venoso alla mamma). Questi test non svolgono diagnosi cromosomica, ma calcolano con elevata accuratezza il rischio di patologia di numero di alcuni cromosomi specifico per quella gravidanza. Il rischio di non ottenere un risultato o di incorrere nei “falsi positivi” o nei “falsi negativi” è sostanzialmente molto basso. L’introduzione dei test di screening ha, di fatto, permesso in questi anni di ridurre di molto il numero di villocentesiamniocentesi eseguite e, di conseguenza, la pericolosità delle diagnostiche invasive (circa il 1% può provocare la perdita della gravidanza) che oggi per lo più vengono riservate alle pazienti che presentano un rischio aumentato durante lo screening.

Traslucenza nucale – bitest e “DNA Fetale”

Questi due test, che si eseguono dalla 11esima settimana di gravidanza, sono stati messi a punto per calcolare il rischio individuale di essere affetto da un’anomalia di numero di alcuni cromosomi (la più nota e più frequente è quella che riguarda la coppia di cromosomi 21, trisomia 21, o Sindrome di Down); lo stesso calcolo viene eseguito per i cromosomi 13 e 18 ed è possibile anche per i cromosomi sessuali (X e Y), le cui alterazioni di numero configurano alcune sindromi caratteristiche. Sono entrambi test di screening che esitano in un calcolo del rischio, non in una diagnosi di malattia, con elevata accuratezza (superiore al 90-95 %) e soprattutto a rischio zero (cioè non comportano alcun rischio per mamma e feto, essendo basati su esame ecografico e/o prelievo venoso alla mamma). Si devono tenere presenti le quote di “falsi positivi” e di “falsi negativi” del test sapendo che i primi porteranno la coppia a sottoporsi alla diagnostica invasiva (villocentesi o amniocentesi) per verificare la diagnosi, mentre i secondi potrebbero portare ad una mancata diagnosi di malattia ed esitare con la nascita di un bimbo affetto. Se dai risultati del test di screening emerge un rischio aumentato per una di queste malattie, la coppia viene convocata in tempi brevi per discutere con il medico di riferimento dell’esito ottenuto e quindi decidere come proseguire con gli eventuali step diagnostici successivi, sempre personalizzando ed “individualizzando” il caso in oggetto per ogni coppia.

Ricerca del DNA fetale e translucenza

I test di screening sono esami non invasivi e dunque privi di rischio per il feto. Permettono di calcolare il rischio per quella specifica mamma che il suo bambino sia affetto da anomalie di numero di alcune coppie di cromosomi. Sebbene attendibili a più del 90 %, questi test non sono infallibili. In caso di positività, anche in seguito al confronto e alla valutazione con il ginecologo, sarà la coppia a decidere se sottoporsi a ulteriori indagini, sia ancora di screening o definitivamente diagnostiche (procedure invasive come villocentesi o amniocentesi). I principali test di screening sono la ricerca del DNA fetale nel sangue materno e la translucenza nucale. La ricerca del DNA fetale nel sangue materno serve per valutare il rischio che il bambino sia affetto da alcune cromosomopatie di numero. La gestante viene sottoposta a semplice prelievo di sangue e l’analisi di laboratorio ricerca, nel campione di sangue prelevato, frammenti di DNA del nascituro provenienti dalla placenta. La translucenza nucale invece si esegue nel corso di un’ecografia, misurando lo spessore dello spazio retronucale sottocutaneo del feto, e fornisce, insieme ad altri dati ecografici e demografici della mamma, un calcolo sul rischio di Sindrome di Down e altre sindromi a carico del feto.

Diagnosi prenatale invasiva

La villocentesi

La villocentesi è un esame diagnostico prenatale invasivo con un margine di rischio per il feto e il buon andamento della gravidanza calcolato in circa all’1%. È, pertanto, un esame delicato che necessita sempre di un’accurata valutazione in cui la coppia e lo specialista devono considerare il bilancio tra le necessità diagnostiche della coppia ed il rischio insito nella procedura. Si tratta di una specie di piccola biopsia della placenta sotto guida ecografica, utilizzando un ago che viene introdotto dal ginecologo nell’addome della gestante e che rimane in addome circa 30 secondi. L’ago preleva per aspirazione i villi coriali della placenta e non attraversa lo strato delle membrane amniotiche (la placenta ne è all’esterno). Da questo materiale, opportunamente trattato e coltivato, si ottiene il cariotipo fetale, cioè l’assetto cromosomico del feto (i suoi 46 cromosomi vengono analizzati dal citogenetista e definiti normali o no, sia per quanto riguarda il loro numero, sia per quanto riguarda la loro struttura). Attraverso la villocentesi, su indicazione anamnestica familiare, si possono ricercare, se indicato, alcune malattie genetiche ereditarie, come la Fibrosi Cistica e la Distrofia Muscolare.

L’amniocentesi

L’amniocentesi si esegue tra la 15a e la 17a settimana di gravidanza. Attraverso l’introduzione di un ago nell’addome materno (sotto guida ecografica) ed attraverso la parete dell’utero e le membrane amniotiche, si accede al sacco amniotico e si preleva (circa 1-2 minuti) una quantità, irrilevante per il feto, di liquido amniotico che contiene le cellule fetali dalle quali il citogenetista, dopo trattamento colturale in varie fasi, ottiene il cariotipo, lo studio della struttura e del numero dei suoi 46 cromosomi. Come la villocentesi, anche per l’amniocentesi viene calcolato un rischio di perdita della gravidanza di circa l’1%. “È fondamentale in questa fase – conclude il Dott. Acerboni – discutere con il proprio ginecologo dei rischi e dei benefici per valutare le diverse opzioni e prendere la migliore decisione per la mamma e il bambino”.

Humanitas MAMA, al via le iscrizioni gratuite

Sabato 15 ottobre, dalle 10.00 alle 17.00, si terrà il primo Humanitas MAMA, open day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X dedicato alle mamme di oggi e di domani  e alle loro famiglie.

Le novità di Humanitas MAMA

Durante l’intera giornata sarà possibile incontrare ginecologi, ostetriche, neonatologi e anestesisti, visitare gli spazi dedicati alla maternità e conoscere i servizi dell’ospedale, come l’ambulatorio di osteopatia neonatale e di allergologia pediatrica, l’ambulatorio babygreen sulla corretta alimentazione per le mamme vegane e vegetariane e il corso di massaggio neonatale. I bambini potranno partecipare a momenti di intrattenimento organizzati con realtà del territorio (incontri di lettura ad alta voce, concerti, laboratori di gioco…) sempre affiancati dai medici dell’ospedale, mentre i genitori potranno seguire il corso di disostruzione delle vie aeree o imparare a trasportare in maniera sicura in automobile il proprio bimbo. L’evento è patrocinato dell’ATS Città metropolitana di Milano.

Il programma

Tutto il programma sulla pagina dedicata all’evento di Humanitas MAMA.
mama salute

Su iscrizione gratuita

  • Seduta di osteopatia neonatale
  • Ecografia 3D per mamme dalla 22esima alla 30esima settimana di gravidanza
Scopri di più
mama gym

Su iscrizione gratuita

  • Corso di massaggio neonatale
  • Riabilitazione del Perineo
  • Yoga in gravidanza
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama baby

Su iscrizione gratuita

  • Musica in fasce®. Laboratorio musicale per piccolissimi secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon
  • Corso il linguaggio segreto dei neonati.
  • Musica per le nostre pance. Laboratorio musicale per futuri mamma e papà secondo il metodo Gordon.
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama play

Accesso libero

PER TUTTA LA GIORNATA DISEGNA CON NOI!
  • Storie ad alta voce. Letture animate.
  • Giocare fa bene! Segui gli stili di vita sani e vincerai nel gioco e nella vita.
Scopri di più
visita punto nascita

Su iscrizione gratuita

Visite guidate al Punto Nascita, alle sale parto e al nido dell’ospedale. Scopri di più
mama photo

Accesso libero

Fai la tua foto con il pancione o con la tua famiglia, e conserva il ricordo di una giornata speciale.
mama talk

Su iscrizione gratuita

  • Manovre salvavita pediatriche.
  • Meglio saperlo prima. Come trasportare in auto in sicurezza il tuo bebè.
  • Noi ci vogliamo bene! Talk show con lo chef e divulgatore scientifico Marco Bianchi e i medici di Humanitas San Pio X.
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama nursery Uno spazio accogliente e riservato per il cambio e la pappa del bebè.
mama bar Con centrifugati, macedonie di frutta, piatti sani e gustosi. Per una merenda o un pranzo in salute.

Humanitas MAMA, grande successo per lo speciale Open Day del Punto Nascita

Grande successo per il primo Humanitas MAMA, lo speciale open day di Humanitas San Pio X dedicato alla salute delle mamme di oggi e di domani che sabato 15 ottobre ha dato vita a tanti corsi ed eventi.

Una giornata dedicata dai nostri esperti alle mamme di oggi e di domani

Per tutta la giornata ginecologi, neonatologi, anestesisti e ostetriche di Humanitas San Pio X hanno risposto ai dubbi e alle curiosità delle tante coppie e mamme con passeggini o pancione. Sold out le iscrizioni alle visite guidate al Punto Nascita, le sedute di osteopatia neonatale e le ecografie 3D offerte alle famiglie. Grande interesse per i corsi di massaggio neonatale, yoga in gravidanza, riabilitazione del perineo, i laboratori musicali per piccolissimi e per i futuri genitori realizzati con l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale (AIGAM) e il corso sul linguaggio segreto dei neonati in collaborazione con il Gruppo di Educazione Pediatrica e Ostetrica (GEPO). Mamme, papà e nonni hanno imparato le manovre salvavita pediatriche insieme alla Croce Rossa Milano e a come trasportare in maniera sicura in auto il proprio bebè, grazie ai consigli della Polizia Locale.

Spazio ai più piccoli

Per l’occasione, l’area accettazione dell’ospedale si è trasformata in MAMAPLAY dove i bambini da 2 a 8 anni hanno disegnato, ascoltato le storie raccontate dai lettori della Libreria dei Ragazzi, e imparato a seguire stili di vita sani nel grande Gioco dell’Oca della Salute.

Noi ci vogliamo bene

Nel pomeriggio, invece, spazio alla corretta alimentazione in pre-concepimento, gravidanza, allattamento e svezzamento nel talk show “Noi ci vogliamo bene”, insieme a Marco Bianchi, chef e divulgatore scientifico di Fondazione Veronesi, la nutrizionista Simona Ferrero, la Dott.ssa Paola Marangione, responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, e il Dott. Alessandro Bulfoni, responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Un ricordo speciale

Infine ogni pancione ha avuto la sua foto, da solo, in coppia o in famiglia. All’interno del video troverete alcuni dei momenti più belli raccontati da chi ha partecipato in prima persona a questa giornata unica per raccontare tutte le novità del Punto Nascita.

I movimenti fetali, indice di benessere

Avvertire i movimenti del bambino è certamente una delle sensazioni più emozionanti legate alla gravidanza. Se la maggior parte delle donne, fin dall’inizio della gestazione, percepisce la presenza del figlio nel proprio corpo, sentirlo muovere rafforza quella primitiva sensazione e consente la costruzione di un legame unico. Tra la 16 e la 17 a settimana è possibile iniziare ad avvertire i primi fremiti anche se non sono facilmente riconoscibili e molte donne li scambiano per movimenti intestinali. Alcune gestanti descrivono questa sensazione come “bollicine nella pancia”. I movimenti fetali iniziano a essere riconosciuti come tali tra la 18a e la 20a settimana. I bambini in utero si muovono moltissimo, ma non tutti i loro movimenti vengono percepiti. Spesso le immagini ecografiche rivelano bambini che si allungano, si girano, fanno “capriole” o “giocano” con il cordone ombelicale.

Come capire se un bambino si muove abbastanza?

Vediamo insieme al Dott. Bulfoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X perché i movimenti del feto sono importanti. “Con il procedere delle settimane – spiega il Dott. Bulfoni – ogni donna impara a riconoscere i movimenti del proprio bimbo; questi diventano rassicuranti perché suggeriscono che il bambino sta bene ed è sereno”. I movimenti, infatti, sono indice di salute e benessere fetale; ciononostante, non è appropriato suggerire un numero di movimenti che il bambino dovrebbe compiere nell’arco di una giornata: ogni gravidanza differisce dall’altra, così come ogni bambino. In genere, tutti i feti alternano momenti di attività a momenti di quiete. Per ogni mamma però, con il passare dei giorni, i movimenti del bambino diventano familiari e permettono di capire quando il piccolo dorme e quando gioca, come reagisce agli stimoli esterni o a ciò che la mamma mangia o beve o alle posizioni che assume. Più che al numero di movimenti fetali dunque, l’attenzione va posta alle abitudini di movimento del proprio bambino e a eventuali cambiamenti. È bene sottolineare che se per un’intera giornata non si dovessero avvertire movimenti, occorre consultare il ginecologo o recarsi in pronto soccorso, per gli opportuni accertamenti.

Come cambiano i movimenti fetali con il procedere della gravidanza?

Tra la 26a e la 30a settimana i movimenti fetali risultano meno attutiti in seguito alla diminuzione del liquido amniotico, per cui quando il bambino si sposta si possono notare cambiamenti all’aspetto della pancia. A questo punto della gravidanza la maggior parte dei bambini è ancora a testa in su, in presentazione podalica. Tra la 30a e la 35a settimana i movimenti appaiono più vigorosi, ma più rallentati, meno vivaci, a causa della diminuzione dello spazio nella cavità uterina. In queste settimane i bambini che non l’hanno ancora fatto, si girano e assumono presentazione cefalica, si mettono cioè a testa in giù, in vista del parto. La maggior parte dei feti arriva al termine della gravidanza in posizione cefalica, mentre solo una minima percentuale ha una presentazione podalica, che rende in genere difficile il parto naturale e necessita di taglio cesareo. A causa della mancanza di spazio, superata la 36a settimana è difficile che il feto cambi presentazione. Tra la 35a e la 40a settimana i movimenti sono ancora ben percepibili, anche se gradualmente tendono a cambiare, proprio per questioni di spazio. Anche in queste ultime settimane vale la regola precedente: ogni mamma sa riconoscere i movimenti del proprio bambino e si accorge di eventuali stranezze o anomalie. “Ogni futura mamma deve controllare i movimenti fetali, soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza” afferma il Dott. Bulfoni. Se non si avvertono movimenti per qualche ora è consigliabile dapprima provare a stimolare il bambino: toccando la pancia, cambiando posizione, mangiando o bevendo qualcosa di dolce. Se la situazione non cambia, è consigliabile consultare il ginecologo o recarsi in pronto soccorso, nella maggior parte dei casi si verrà sottoposti a tracciato per verificare le condizioni di salute del piccolo. Nell’arco delle 12 ore è corretto che il feto compia non meno di 10 movimenti ( ogni calcetto o altro è considerato un movimento); nel caso in cui non si raggiunga il numero di movimenti previsti, è meglio fare un controllo attraverso un’ecografia ostetrica e/o un NST (non stress test – monitoraggio tococardiografico). “Spesso – continua il Dott. Bulfoni – la gravidanza è in regolare evoluzione, altre volte la semplice riduzione del liquido amniotico può aver ridotto la percezione dei movimenti, altre volte ancora è l’inizio dell’instaurarsi di alcune patologie del II trimestre”. “Quello che viene sempre raccomandato alla paziente – conclude il Dott. Bulfoni – è di non rimandare mai al giorno dopo il controllo in caso di assenza o riduzione dei movimenti, potrebbe essere troppo tardi”. È importante non farsi prendere dall’agitazione e ricordare che è meglio un controllo in più per eccessivo scrupolo, che uno in meno.

Mamme e Web

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Open Day del Punto Nascita

Sabato 18 giugno si terrà il prossimo Open Day del Punto Nascita. L’incontro si terrà dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la sede di Humanitas San Pio X, in Via Francesco Nava 31 a Milano.

Cos’è l’Open Day del Punto Nascita?

Durante la mattinata, i futuri genitori potranno visitare le Sale Parto e il Nido e conoscere i servizi offerti da Humanitas San Pio X. Saranno presenti all’incontro: Verranno, inoltre, presentati i futuri corsi (gravidanza, nascita, post parto e allattamento). Consulta il programma della giornata. La partecipazione all’evento è gratuita. Eventbrite - Open Day Punto Nascita

Partoanalgesia, epidurale sì o no?

Il dolore del parto è uno dei timori più comuni nelle future mamme. Chi aspetta il primo figlio, non avendo idea del tipo di dolore che la attende, teme di soffrire troppo o di non saper gestire il momento del travaglio in maniera adeguata. Chi ha già affrontato un primo parto, spesso è condizionata, nel bene e nel male, dall’esperienza precedente. La partoanalgesia, nota anche come epidurale o parto indolore, è una tecnica di anestesia loco-regionale, che permette di alleviare/sopprimere la percezione del dolore determinato dalle contrazioni uterine durante il travaglio. Il Dott. Massimo Runza, Responsabile dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione di Humanitas San Pio X, ci spiega come si svolge.

Come si svolge la partoanalgesia?

“Avendo parlato con tante donne che affrontano il parto – spiega il Dott. Massimo Runza – mi sono reso conto che la loro paura fondamentale è il dolore, o meglio, il non sapere a cosa vanno incontro”. La partoanalgesia si svolge in pochi minuti. Il medico, dopo aver praticato dell’anestesia locale nella zona mediale e posteriore della schiena, procederà, sterilmente, a posizionare, tramite un ago, un catetere molto sottile a livello dello spazio peridurale. Una volta posizionato questo piccolo cateterino, potrà, ogni qualvolta sarà necessario e dopo essersi confrontato con l’ostetrica, somministrare il giusto quantitativo di farmaco.

L’epidurale è pericolosa?

Il parto è un evento naturale. La partoanalgesia è la procedura appropriata per il controllo del dolore: è vantaggiosa, riconosciuta e convalidata a livello internazionale. Si usano farmaci sicuri, con concentrazioni molto basse che non danneggiano né la mamma né il bambino, e anche il rischio eventuale di allergia è quasi del tutto assente, così come quello di complicanze. Ciononostante – precisa il Dott. Runza – pur se convalidata ed approvata dal Ministero dalla Sanità, sarà sola la gestante a decidere se ricorrervi o meno, salvo controindicazioni o motivi ginecologici che spingano l’anestesista a proporla”. La partoanalgesia è disponibile in Humanitas San Pio X 24 ore su 24. Negli ultimi mesi di gravidanza, la gestante verrà sottoposta a una visita anestesiologica al fine di tracciarne il profilo e capire se sia idonea o meno alla partoanalgesia.  

Tutti i dettagli all’interno del video.

 
 

Ritorna l’Open Day del Punto Nascita

Sabato 11 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 ritorna l’Open Day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X, un evento dedicato alle future mamme e ai futuri papà che durante la mattinata potranno conoscere i servizi e gli specialisti e visitare gli spazi del Punto Nascita. Sarà l’occasione per avere risposte a tutti i dubbi e le curiosità del percorso maternità. L’evento è gratuito, alcune attività sono su prenotazione.

Visite guidate al Punto Nascita

Durante le visite guidate al Punto Nascita, i futuri genitori potranno visitare gli spazi dedicati alla maternità, (il reparto, le sale parto, il nido, le sale visita e gli ambulatori), guidati dalle ostetriche di Humanitas San Pio X. Le visite sono gratuite previa prenotazione online.

Orari

Numero di posti disponibili: 15 (1 ticket a persona).
  • 10.00 – 11.00
POSTI ESAURITI
  • 11.00 – 12.00
POSTI ESAURITI
  • 12.00 – 13.00
POSTI ESAURITI
  • 13.00 – 14.00
POSTI ESAURITI
  • 14.00 – 15.00 (new)
POSTI ESAURITI
Durata: 45 minuti ca

Desk informativi

Per l’intera mattinata le future mamme e i futuri papà potranno conoscere tutti i servizi del Punto Nascita (pre e post parto) incontrando direttamente, il team multidisciplinare di ginecologi, ostetriche, neonatologi ed anestesisti.

Guarda in faccia il tuo bambino

Ecografia 3D per mamme dalla 22esima alla 30esima settimana di gestazione. Grazie all’esecuzione di un’ecografia, non finalizzata alla diagnostica della morfologia e del benessere fetale, con strumentazione bi e tridimensionale, potrai “vedere” il tuo bambino davvero da vicino e, se lo vorrai, potremo stampare alcune immagini. La prestazione è erogata gratuitamente, previa prenotazione telefonica allo 02.69517500 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 11.00).

Si può viaggiare in gravidanza? I nostri consigli

Sì, si può viaggiare in gravidanza, ma non senza i dovuti accorgimenti. Vediamo quali insieme al Dott. Alessandro Bulfoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X.

Viaggiare in sicurezza

“Gli spostamenti – spiega il Dott. Bulfoni – possono richiedere maggiore accortezza, ma non sono controindicati, soprattutto se la gravidanza ha un andamento fisiologico”. È consigliabile informare le persone più care dei propri spostamenti. Se si parte per un periodo un po’ più lungo, soprattutto se distante da casa, è bene portare con sé la documentazione relativa alla gravidanza e informarsi circa la vicinanza di strutture ospedaliere adeguate. Se si viaggia all’estero, è consigliabile informarsi circa il funzionamento del sistema sanitario. “È consigliato effettuare un esame clinico presso il ginecologo curante poco prima di partire – continua il medico – in modo da verificare all’ultimo il benessere materno fetale e non trovarsi in difficolta’ una volta partiti”.

Automobile, treno o aereo?

Se si viaggia in automobile, è bene indossare le cinture di sicurezza, avendo cura a porle bene sopra e sotto il pancione; la cintura non rappresenta un rischio per il nascituro. Se il viaggio si preannuncia lungo, sarà necessario fermarsi almeno ogni paio d’ore per sgranchirsi le gambe, andare in bagno e prendere un po’ d’aria. Le donne incinta, se a proprio agio, possono guidare per tutta la durata della gravidanza. Anche viaggiare in aereo, per brevi tratte, non presenta grandi controindicazioni. I viaggi lunghi invece aumentano il rischio di trombosi venosa profonda, pertanto, prima di pianificarne uno, è assolutamente necessario parlarne con il proprio ginecologo. È importante controllare le indicazioni di viaggio della compagnia aerea: la maggior parte non accetta a bordo donne incinta dalla 34a settimana. Prima di affrontare un viaggio aereo è bene anche chiedere al proprio ginecologo un certificato di idoneità al viaggio, con indicata la data presunta del parto, richiesta da molte compagnie aeree. È consigliabile poi prenotare un posto lato corridoio, in modo da affrontare in maniera più semplice gli spostamenti (soprattutto se si ha il pancione) e per potersi alzare a fare due passi mentre si è in volo, anche solo per andare in bagno. “Sarebbe meglio – spiega il medico – associare sempre un assicurazione sul viaggio così d poter richiedere il rimborso nel caso in cui la paziente, per motivi medici, non riuscisse a partire”. Nel caso di un viaggio in treno è consigliabile scegliere un posto comodo e alzarsi di tanto in tanto per sgranchirsi le gambe. Prima di progettare o affrontare un viaggio, è bene comunque parlarne con il proprio ginecologo. Questi suggerirà le dovute attenzioni, alla luce dell’andamento della gravidanza, e consiglierà tutte le precauzioni da adottare per viaggiare serenamente e in sicurezza.  

SpecialmenteDonna, lo staff di Humanitas San Pio X si tinge di rosa

I medici e lo staff di Humanitas San Pio X sono pronti a celebrare le donne di tutte le età. Vi aspettiamo dal 6 all’11 marzo con SpecialmenteDonna, una settimana di prevenzione femminile gratuita offerta dai nostri specialisti. Perchè per noi ogni donna è speciale.   [Best_Wordpress_Gallery id=”8″ gal_title=”SpecialmenteDonna”]  

SpecialmenteDonna: visite, incontri ed esami gratuiti in Humanitas San Pio X

Dal 6 all’11 marzo 2017 arriva SpecialmenteDonna, l’evento dedicato da Humanitas San Pio X alle donne di tutte le età. Anche quest’anno, infatti, la Struttura aderisce al programma Bollini Rosa che Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, conferisce agli Ospedali Italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. Nell’ambito di questo progetto, la Struttura festeggia la Festa della Donna offrendo loro una settimana di visite, incontri ed esami gratuiti con i nostri specialisti.

SpecialmenteDonna, cosa offriamo

Di seguito il calendario completo delle visite:

Medicina Generale

Intolleranze e allergie alimentari: colloquio personale con specialista in allergologia riguardo le intolleranze e le allergie alimentari. Anamnesi e consigli personalizzati per prevenire i disturbi che derivano da una “cattiva” alimentazione. mercoledì: 15.30-17.00; giovedì: 16.30-20.00

Medicina di laboratorio

Esame misurazione adiponectina: ormone buono prodotto dal grasso addominale quando è in equilibrio. martedì, giovedì, sabato: 8.30-10.30

Neurologia

Successfull aging: tecniche scientifiche con test e decalogo di consigli per un invecchiamento felice. lunedì: 14.30-17.00; martedì: 12.00-14.30

Cardiologia

Prevenzione cardiovascolare: ecg e calcolo del rischio cardiovascolare attraverso la compilazione del test progetto cuore e consigli/indicazioni diagnostiche. martedì: 9.00-11.00; sabato: 10.00-12.00

Chirurgia vascolare

Ecodoppler venoso degli arti inferiori: screening del sistema circolatorio venoso ed identificazione del tipo di disturbo. lunedì: 17.30-20.00

Chirurgia plastica

Prevenzione e trattamento dell’invecchiamento del viso: consulto e valutazione dell’invecchiamento cutaneo con consigli su trattamenti e prevenzione. mercoledì: 18.00-20.00; venerdì: 16.00-18.00; sabato: 10.00-12.00

Centro per la diagnosi e cura della roncopatia

Consulto roncopatia: scheda Roncologica ed eventuale prescrizione di esame di accertamento. lunedì: 9.00-10.30; mercoledì: 9.00-12.30; venerdì: 9.30-11.00

Centro di senologia e Diagnostica e Immagini

Mammografia + consulto lunedì: 11:00-13.00; martedì: 17.00-20.00; mercoledì 13.00-14.00

Ortopedia/Fisiatria

Osteoporosi: test di valutazione ossea per l’osteoporosi, anamnesi e indicazioni terapeutiche. giovedì: 13.00 – 16.00; venerdì: 11.00-14.00

Ginecologia e Ostetricia

Pap test, visita ed ecografia martedì: 10.00 – 12-30

Come prenotare?

È richiesta prenotazione obbligatoria chiamando al numero 02/69517500 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00 e il sabato dalle 8.00 alle 12.00 fino ad esaurimento disponibilità.

Sushi in gravidanza? Sì, ma con le dovute accortezze

Negli ultimi anni i consumi alimentari nel nostro Paese hanno visto una notevole diffusione del pesce crudo, soprattutto nella versione “sushi”, cioè in abbinamento al riso, tipico della cucina giapponese. Una delle domande più comuni riguardo l’alimentazione delle donne incinta è proprio la possibilità di mangiare o meno il sushi e il pesce crudo più in generale. Il pesce crudo infatti può essere contaminato da diversi microrganismi (listeria, eschirichia coli, salmonelle), il rischio maggiore è però la presenza di Anisakis, un verme le cui larve possono impiantarsi nelle mucose dell’apparato gastrointestinale, con conseguenze anche importanti. A tal proposito, il Dott. Alessandro Bulfoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia di Humanitas San Pio X, ci aiuta a fare chiarezza.

Come prevenire l’infezione?

Il parassita è molto sensibile alla cottura, motivo per cui il consumo di pesce cotto non è problematico, ma anche al congelamento. Sottoporre il pesce a uno di questi trattamenti, uccide le larve e allontana il rischio di infezione. Attualmente, la legislazione europea (Regolamento CE n. 853 del 2004) obbliga chi somministra prodotti ittici crudi o sottoposti ad affumicatura a freddo, a marinatura o a salatura (procedimenti che non inattivano le larve), a utilizzare prodotti congelati o sottoposti a congelamento preventivo a -20° per almeno 24 ore. “Pertanto – spiega il Dott. Bulfoni – se il pesce è stato trattato secondo le norme previste dalla legge, non si corrono rischi”. È sempre buona norma comunque informarsi presso l’esercizio commerciale in cui si acquista o si consuma il pesce crudo, avendo cura di scegliere negozi o ristoranti di cui fidarsi, che garantiscano prodotti buoni, ben trattati e ben conservati.

Pesce crudo e toxoplasmosi

“Il pesce crudo – aggiunge il medico – non è rischioso per le gestanti risultate toxo-negative e dunque suscettibili all’infezione da toxoplasma. L’unica accortezza in questo caso è l’abbinamento del pesce alle verdure crude: queste devono essere ben lavate, per scongiurare il rischio di toxoplasmosi”.

E i molluschi?

“Anche i molluschi si possono mangiare – continua il Dott. Bulfoni. Se cotti non si corre alcun rischio, se crudi è possibile incorrere in infezioni, soprattutto da salmonella e in intossicazioni alimentari. Queste condizioni non si ripercuotono sulla salute del feto, ma richiedono comunque terapie farmacologiche, che in gravidanza è bene limitare il più possibile”. In generale comunque, è consigliabile seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che includa pesce. Non è necessario rinunciare al sushi o al pesce crudo, purché si presti attenzione e si scelgano esercizi commerciali adeguati. In caso di dubbi è sempre bene confrontarsi con il proprio medico, così come in presenza di malessere a seguito del consumo di pesce crudo.