Ambulatorio Baby Green, il primo per mamme vegetariane e vegane

Attenzione nutrizionale al Punto Nascita di Humanitas San Pio X

In Humanitas San Pio X é attivo l’Ambulatorio Baby Green, il primo ambulatorio a Milano che si propone di accompagnare la mamma durante la gravidanza, l’allattamento al seno e lo svezzamento del proprio bambino, con un consiglio nutrizionale esperto e personalizzato.

Quali sono le caratteristiche dell’ambulatorio Baby Green?

Nel rispetto assoluto di scelte nutrizionali particolari e sempre più diffuse, dettate da fattori etici, personali, culturali o religiosi, quale la dieta vegetariana o vegana, l’ambulatorio Baby Green, con i suoi professionisti (nutrizionista, ginecologo, pediatra) è in grado di suggerire il fabbisogno di nutrienti in epoche particolari della vita quale la gravidanza, l’allattamento al seno e lo svezzamento, prevenendo il rischio di carenze, ed offrendo combinazioni alimentari che possono assicurare loro i nutrienti necessari e indicare eventuali integrazioni. Questo è uno dei tanti nuovi servizi che Humanitas San Pio X è pronto ad offrire alle neo e future mamme di Milano. Ti aspettiamo sabato 15 ottobre all’Open Day del Punto Nascita per presentarti il nostro Punto Nascita.

Malattia di Parkinson e nutrizione, un webinar dedicato ai pazienti

Migliorare la Malattia di Parkinson conoscendo il ruolo della nutrizione”, questo il titolo del webinar che si terrà on line giovedì 19 gennaio alle ore 15, con la Dott.ssa Francesca Mancini, neurologa del Centro Parkinson e Disordini del Movimento in Humanitas San Pio X. La conferenza è organizzata dall’Accademia LIMPE-DISMOV (Accademia Italiana per lo studio della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento), l’Associazione scientifica che riunisce i neurologi italiani che si occupano di Parkinson e di disordini del movimento, del cui Consiglio Direttivo fa parte la Dott.ssa Mancini. Il ciclo di Webinar che l’Accademia LIMPE-DISMOV organizzerà nel corso dell’anno ha l’obiettivo di divulgare a pazienti e caregiver informazioni corrette sulla malattia di Parkinson e su quanto ad essa correlato. Come ci spiega la Dott.ssa Mancini: “La conferenza è un primo passo verso un più stretto legame con i pazienti, sia perché i temi che affronteremo nascono anche da alcune loro domande, sia perché potranno intervenire durante l’evento con ulteriori domande”.

Tante le domande sulla nutrizione

“Il tema è di particolare importanza per i pazienti e l’abbiamo scelto anche grazie a quanto emerso in occasione della Giornata Parkinson. Il Webinar sarà costruito dunque anche a partire dalle domande dei pazienti, che vertono in particolare su cosa mangiare, su come distribuire i pasti, sui problemi legati alla deglutizione e anche a quelli legati alla PEG, un sistema di nutrizione tramite lo stomaco, necessario in alcuni pazienti che non possono alimentarsi per via orale. L’evento sta già riscuotendo grande successo in termini di iscritti e avrà ampia risonanza. La nutrizione riguarda la quotidianità, per cui coinvolge tutti i pazienti con Parkinson e ha un ruolo fondamentale nello stato di salute generale influendo sui farmaci che il paziente assume”, spiega la Dott.ssa.

Il ruolo della nutrizione nei pazienti affetti da Parkinson

“Per le persone con malattia di Parkinson l’aspetto nutrizionale riveste un ruolo rilevante per diverse ragioni. Gli alimenti non solo influenzano l’assorbimento e il funzionamento dei farmaci dopaminergici, ma giocano anche un ruolo importante nella prevenzione delle comorbidità e nel favorire la capacità di movimento. Affinché questi farmaci funzionino correttamente, è bene che non restino troppo a lungo nello stomaco. Molti pazienti affetti da Parkinson però presentano un rallentamento dello svuotamento gastrico, con conseguente permanenza dei farmaci nello stomaco e minor efficacia. È bene, dunque, che questi pazienti siano ben consigliati dallo specialista sulla scelta degli alimenti, in modo da limitare il consumo di quei cibi che inibiscono lo svuotamento gastrico, come quelli che contengono grassi, fibre e proteine. I nutrizionisti specializzati in Parkinson non sono molti, come Accademia cerchiamo dunque di investire sulla formazione dei neurologi, al fine di sopperire a questa mancanza e aiutare così il paziente a ricevere un’assistenza completa anche dal punto di vista nutrizionale”, conclude la Dott.ssa Mancini.

Registrazione

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Obesità infantile, come intervenire?

In Europa, un bambino su tre, nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 9 anni, è sovrappeso od obeso. È questa la denuncia contenuta in un report della United European Gastroenterology che richiede un maggiore impegno da parte delle istituzioni europee nel promuovere la prevenzione, la ricerca e il trattamento dei disturbi metabolici in età pediatrica. Tra i Pesi più colpiti, l’Italia. Il report, dal titolo “La salute digestiva in età pediatrica”, mostra come in 46 Stati un terzo dei bambini ha chili di troppo. Spagna e Italia, in particolare, registrano rispettivamente il 24% delle undicenni e il 34% degli undicenni colpiti. Le previsioni vedono un futuro incremento del disturbo: dai 41 milioni attuali ai 70 milioni di bambini obesi entro il 2025. Ma, a destare ulteriore preoccupazione, sono anche i numeri relativi alle malattie a carico di intestino e fegato. Sempre più comuni nei bambini sono, infatti, le patologie epatiche: l’ epatosteatosi non alcolica, causata dall’obesità, colpisce il 10% dei bambini europei, diventando la causa principale di malattia epatica cronica più comune nei bambini e negli adolescenti. Non solo, anche le malattie infiammatorie intestinali nel 20 – 30% dei casi sorgono in età pediatrica.

Allattamento al seno come prima prevenzione

Vediamo insieme alla Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X, quali sono i rischi che possono sorgere in caso di obesità infantile. “Il bambino – spiega la Dott.ssa Marangione – rischia di diventare un adolescente e poi un adulto obeso o sovrappeso”, “per evitare che questa condizione lo accompagni nella sua crescita  esponendolo al rischio di malattie del metabolismo o a disturbi cardiovascolari – continua la Dott.ssa Marangione – è bene intervenire il prima possibile. La prevenzione di sovrappeso e obesità inizia in epoca neonatale con la promozione dell’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del bambino. Il latte materno, infatti, contiene macro e micronutrienti adeguati e bilanciati da un punto di vista nutrizionale, capaci di prevenire una sorta di imprinting metabolico che a sua volta può portare a un peso corporeo eccessivo».

Insegnare le buone abitudini a tavola

L’indagine ha rilevato un alto consumo da parte dei bambini europei di grassi saturi e trans, di zucchero e sale e un basso consumo di frutta, verdura e cereali integrali: “l’alimentazione sana deve proseguire in età pediatrica, con una dieta varia ed equilibrata, che rispetti la regola dei 4 pasti giornalieri ed escluda snack, spuntini, fuori pasto e il consumo di zuccheri semplici. Uno stile di vita corretto si basa, invece, sul giusto apporto calorico, sul movimento e un’appropriata attività fisica. Il consumo di bevande zuccherate e gassate, cibi calorici e fast food, assieme alla sedentarietà, mette a rischio la salute metabolica e la crescita armonica del bambino” – conclude la Dottoressa.

I suggerimenti della nostra dietista

“Le abitudini familiari sono importanti” afferma la Dott.ssa Francesca Albani, dietista dell’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica di Humanitas San Pio X. “Sono i genitori stessi – continua la Dott.ssa Albani – a dover guidare il bambino verso la scelta di alimenti sani e il consumo di piatti bilanciati”. Il controllo alimentare, infatti, inizia proprio nel momento in cui il cibo viene portato in casa e rimane a disposizione 24 ore su 24. Inoltre, spese frettolose e piatti preparati in poco tempo possono essere causa di pasti veloci e improvvisati con alimenti già confezionati (quindi ipercalorici). Punti cardini, quindi, sono il tempo impiegato e dedicato alla spesa unitamente al tempo impiegato e dedicato alla preparazione delle pietanze. “Una delle cattive abitudini alimentari che mi capita di vedere più spesso – afferma la Dott.ssa Albani – sono il consumo troppo frequente di tè freddi, succhi di frutta confezionati e bevande gassate, ricche di zuccheri e che potrebbero essere sostituite con spremute o centrifughe di frutta fresca, frullati o frappè con del latte magro e della frutta fresca di stagione”. “Anche per merenda – suggerisce la Dott.ssa Albani – la scelta può ricadere su una bella macedonia di frutta fresca con 1 cucchiaio di yogurt, della frutta secca oppure uno yogurt alla frutta o un tramezzino preparato con del pane integrale e del prosciutto magro; sicuramente meglio delle merendine confezionate o degli snack salati, ricchi di sale e di zuccheri. Per la colazione mi sento di consigliare 1 fetta di torta fatta in casa (ad esempio una crostata o una torta margherita allo yogurt), del pane con burro e marmellata o dei biscotti secchi o frollini (meglio ancora se fatti in casa)”. “Certo – spiega la Dott.ssa Albani – non si può togliere ad un bambino la pasta o il pane; è necessario però controllarne la quantità, soprattutto se è già presente una forma di sovrappeso o obesità. Sarà sufficiente pesare la pasta e aggiungere un secondo piatto di carne o pesce magri con delle verdure fresche come contorno”. È bene evitare i bis, soprattutto dei primi piatti e scegliere dei condimenti semplici e poco elaborati come pomodoro, pesto, verdure e legumi. “Questo modello alimentare – conclude la Dott.ssa Albani – all’apparenza sembrerebbe richiedere più impegno da parte di tutta la famiglia, in realtà si tratta solamente di impostare delle abitudini che diventeranno con il tempo meccaniche e che saranno fondamentali nelle scelte future dei figli.