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Lofexidina

Lofexidina

 

Viene prescritta al fine di ridurre i sintomi di astinenza – per esempio sudorazioni, crampi allo stomaco, brividi, dolori muscolari, disturbi del sonno e naso che cola – durante la disintossicazione da oppiacei (ad esempio eroina o morfina). Trova anche impiego nella cura a breve termine dell’ipertensione.

 

Che cos’è la lofexidina?

Il farmaco esplica la sua azione agisce interagendo con i recettori alfa2-adrenergici.

 

Come si assume la lofexidina?

Viene di solito somministrata per via orale. Può essere assunta o da sola o in combinazione con altri farmaci (in particolare metadone o buprenorfina).

Un ciclo di trattamento a base di lofexidina dura di solito dai 7 ai 10 giorni.

 

Effetti collaterali della lofexidina

Fra i suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

capogiri

sensazione di sonnolenza

fauci secche

gola secca

battito rallentato

 

È importante rivolgersi immediatamente ad un medico in caso di:

rash

orticaria

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima di assumerla è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di battito rallentato, bassa pressione, problemi renali, depressione

in caso di ictus o attacco ischemico transitorio

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Il trattamento non deve essere mai interrotto improvvisamente perché ciò determinerebbe un rischio di aumento improvviso della pressione sanguigna.

È sempre importante far sapere medici, chirurghi o dentisti dell’assunzione di lofexidina.

Lopinavir

Lopinavir

 

Si utilizza nel trattamento dell’infezione da HIV.

 

Che cos’è il lopinavir?

Inibisce la proteasi dell’HIV. E ostacola – in tal modo – la produzione di particelle virali infettive.

 

Come si assume il lopinavir?

Si somministra via bocca in combinazione con altri inibitori della proteasi dell’HIV (in particolare con il ritonavir).

Il farmaco non ha difatti una biodisponibilità sufficiente per risultare efficace quando viene assunto da solo, ma i suoi livelli ematici aumentano in modo significativo quando viene somministrato in combinazione con il ritonavir.

 

Effetti collaterali del lopinavir

L’assunzione combinata di lopinavir e ritonavir può modificare l’accumulo di tessuto adiposo, aumentare gli zuccheri nel sangue, scatenare una necrolisi epidermica tossica o gravi problemi epatici, incrementare la reattività del sistema immunitario, e, nel caso dei bambini, provocare cambiamenti di peso. E’ altresì possibile che il trattamento riduca l’efficacia dei contraccettivi a base ormonale e che aumenti le emorragie nei pazienti affetti da emofilia.

Fra gli altri possibili effetti indesiderati della combinazione lopinavir/ritonavir si possono includere:

male alla schiena

senso di nausea

male allo stomaco

sensazione di stanchezza

conati di vomito

sensazione di debolezza

scariche di diarrea

mal di testa

dolori a livello muscolare o articolare

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

difficoltà a respirare

senso di pesantezza, oppressione o dolore al petto

febbre, brividi o mal di gola

perdita di coscienza

senso di nausea o conati di vomito forti o persistenti

sintomi di problemi al fegato

sintomi di pancreatite

emorragie o lividi

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

capogiri o sensazione di testa leggera

svenimenti

battito accelerato o irregolare

 

Controindicazioni e avvertenze

L’assunzione della combinazione lopinavir/ritonavir potrebbe essere sconsigliata in caso di sindrome congenita del QT lungo, triazolam, iperico, sildenafil (se assunto contro l’ipertensione polmonare), bassi livelli ematici di potassio o assunzione di alfusozina, avanafil, boceprevir, cisapride, diidroergotamina, ergotamina, lovastatiba, metilergonovina, midazolam, pimozide, rifampicina, rivaroxaban, salmeterolo, simvastatina, telaprevir, colchicina (in presenza di problemi renali o epatici) o qualsiasi farmaco che potrebbe aumentare il rischio di prolungamento dell’intervallo QT.

Prima di assumerlo è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco (in particolare al ritonavir), ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato, in particolare altri inibitori della proteasi dell’HIV, farmaci che possono aumentare il rischio di prolungamento dell’intervallo QT e contraccettivi ormonali

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di problemi renali, epatici, pancreatici o cardiovascolari, battito cardiaco irregolare, colesterolo o trigliceridi alti, emofilia o altri disturbi emorragici, , diabete, iperglicemia o livelli ematici di potassio o magnesio bassi

in caso di anamnesi familiare con casi di battito irregolare

in caso di donne gravide o in fase di allattamento al seno

È sempre importante far sapere a medici, chirurghi o dentisti dell’assunzione di lopinavir.

Lornoxicam

Lornoxicam

 

Viene impiegato – in particolar modo – nel trattamento dell’artrosi, della spondilite anchilosante, dell’artrite reumatoide e, in generale, del dolore.

 

Che cos’è il lornoxicam?

Il farmaco agisce inibendo la sintesi delle prostaglandine, molecole coinvolte nei processi infiammatori. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (Fans).

 

Come si assume il lornoxicam?

Può somministrarsi per via orale (tramite iniezioni intramuscolari o attraverso infusioni in vena).

 

Effetti collaterali del lornoxicam

Può causare , trombocitopenia, leucopenia, ipertensione, anemia, palpitazioni e reazioni cutanee.

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

fauci secche

dispepsia

ipotensione

sintomi depressivi

tosse

senso di nausea

conati di vomito

rinite

capogiri

vertigini

mal di testa

stato di agitazione

crampi alle gambe

stato di nervosismo

flatulenza

sensazione di sonnolenza

scariche di diarrea

mialgia

tachicardia

stato di costipazione

insonnie notturne

stato di nervosismo

acufeni

dolori a livello addominale

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza, oppressione o dolore al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

 

Controindicazioni e avvertenze

E’ controindicato in caso di ipovolemia, ulcera peptica, gravidanza, allattamento, insufficienza cardiaca, emorragie gastrointestinali o cerebrovascolari, gravi problemi renali o epatici e disidratazione. Non deve essere inoltre somministrato ai neonati e a bambini in età pediatrica.

Prima dell’assunzione è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in pregresso

se si soffre (o si è sofferto in passato) di problemi renali, convulsioni oppure ulcere o emorragie gastrointestinali

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Lutropina alfa

Lutropina alfa

 

Si prescrive a donne con problemi di fertilità al fine di stimolare l’ovulazione.

 

Che cos’è la lutropina alfa?

Essa agisce come l’ormone luteinizzante, stimolando la produzione dell’estradiolo e promuovendo quindi l’ovulazione.

 

Come si assume la lutropina alfa?

Di solito si somministra mediante iniezioni sottocutanee.

 

Effetti collaterali della lutropina alfa

Il trattamento con talee medicinale può essere associato a gravidanze multiple

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

stato di costipazione

scariche di diarrea

meteorismo

mal di testa

senso di nausea

sensazione di stanchezza

arrossamenti, dolore o gonfiori al punto di iniezione

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione o dolore al petto

dolore o gonfiore allo stomaco

ingiustificato aumento di peso

dolore al seno

ridotta minzione

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

forte dolore pelvico

nausea, vomito o diarrea forti o persistenti

fiato corto

dolore, sensibilità, arrossamenti o gonfiori alle gambe

 

Controindicazioni e avvertenze

Il suo utilizzo può essere controindicato in presenza di masse a livello del cervello, emorragie dall’utero di causa ignota, tumori agli organi o alle vie riproduttive, tumori dipendenti da estrogeni, alcuni problemi alle ovaie, disturbi non controllati della tiroide o al surrene. Non deve inoltre essere somministrata durante la gravidanza.

Prima dell’assunzione è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di problemi alla tiroide o al surrene, emorragie vaginali, sindrome da iperstimolazione ovarica o tumori

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Mecamilamina

Mecamilamina

 

S’impiega per curare forme gravi di pressione alta.

 

Che cos’è la mecamilamina?

Rilassa e dilata i vasi sanguigni. In tal modo permette al sangue di fluire più facilmente, esercitando una minore pressione.

 

Come si assume la mecamilamina?

Viene somministrata sotto forma di compresse da assumere a stomaco pieno.

 

Effetti collaterali della mecamilamina

Fra i suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

appannamento della vista

stato di costipazione

problemi alla sfera sessuale

capogiri

fauci secche

dilatazione delle pupille

impotenza

infiammazione alla lingua

sensazione di testa leggera

calo dell’appetito

senso di nausea

ritenzione urinaria

conati di vomito

 

È importante rivolgersi immediatamente ad un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

movimenti anomali

pensieri strani

difficoltà nella minzione

svenimenti

frequenti scariche intestinali molli (associate a gonfiore di stomaco e riduzione dei gas intestinali)

sintomi convulsivi

tremori

 

Controindicazioni e avvertenze

Può essere controindicata in caso di stenosi pilorica o assunzione di antibiotici o sulfonamidi, problemi cardiaci o infarti recenti, glaucoma o disturbi associati a problemi renali.

Prima della somministrazione è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (in particolare alcalinizzanti delle vie urinarie)

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di aterosclerosi o difficoltà di minzione associate a ipertrofia prostatica o stenosi del collo vescicale

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Può compromettere le capacità di guida o di manovra di macchinari pericolosi; tale effetto indesiderato può essere aggravato dall’alcol e da alcuni medicinali.

I capogiri procurati dal farmaco possono essere accentuati non solo dall’alcol e dai medicinali, ma anche dalla febbre, dall’attività fisica e dal caldo. In presenza di questi fattori è importante prestare attenzione quando ci si erge e sedersi o sdraiarsi non appena compaiono i giramenti di testa.

È sempre importante far sapere a medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di mecamilamina.

Megastrolo

Megastrolo

 

Viene prescritto per alleviare i sintomi dei tumori al seno e dell’endometrio in fase avanzata. Trova impiego altresì per far fronte alla malnutrizione, al calo di appetito, e alla grave perdita di peso nei pazienti con AIDS e – a volte – in quelli con ipertrofia prostatica, endometriosi, tumori e iperplasia dell’endometrio.

 

Che cos’è il Megestrolo?

E’ una versione sintetica dell’ormone progesterone ed esercita un’azione antitumorale, influenzando l’azione degli ormoni coinvolti nella crescita dei tumori al seno e dell’endometrio. Stimolando l’appetito, aiuta anche l’aumento di peso.

 

Come si assume il Megestrolo?

Si somministra via bocca. Le compresse vengono di solito utilizzate nel trattamento dei sintomi del cancro, mentre ai pazienti con AIDS viene prescritta la soluzione concentrata.

 

Effetti collaterali del Megestrolo?

Può interagire con il ciclo mestruale.

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

insolite emorragie vaginali

insonnie notturne

gas

impotenza

calo del desiderio sessuale

rash cutanei

 

È opportuno contattare subito un medico nel caso di:

senso di nausea

conati di vomito

capogiri

stato di debolezza

appannamento della vista

forte sete

frequente minzione

forte fame

dolore alle gambe

difficoltà a respirare

dolore, oppressione o senso di pesantezza al petto

difficoltà nel parlare

debolezza o intorpidimento ad un braccio o ad una gamba

 

Controindicazioni e avvertenze

Non deve essere assunto per prevenire il calo di appetito e di peso in soggetti che non hanno sviluppato l’AIDS.

Prima di iniziare la cura è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri farmaci o alimenti

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato, citando in particolare antibiotici e indinavir

se si soffre (o si è sofferto nel pregresso) di trombosi, ictus, diabete o malattie epatiche o renali

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

È bene far sapere a medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di megestrolo.

Infine, durante il trattamento è consigliabile evitare gravidanze; ciò utilizzando efficaci ed opportuni metodi anticoncezionali.

Mestranolo

Mestranolo

 

Viene principalmente impiegato come contraccettivo. Alcune sue combinazioni possono essere utilizzate anche ad altri scopi (ad esempio per curare emorragie uterine anomale o i sintomi dell’endometriosi).

 

Che cos’è il Mestranolo?

Il mestranolo è un derivato dell’etinilestradiolo, forma sintetica dell’ormone estradiolo. Una volta modificato all’interno del fegato, esso interagisce con i recettori degli estrogeni presenti sulle cellule-bersaglio (fra cui sono incluse quelle della ghiandola mammaria, quelle dell’ipotalamo, quelle dell’apparato riproduttivo femminile e quelle dell’ipofisi) attivandoli.

Assunto contestualmente ad un progestinico, riduce la secrezione di diversi ormoni e proteine coinvolte nella riproduzione femminile.

 

Come si assume il Mestranolo?

Si somministra in compresse all’interno delle quali è combinato ad altri principi attivi.

 

Effetti collaterali del Mestranolo

Fra i possibili effetti indesiderati dei contraccettivi orali contenenti mestranolo sono inclusi:

lieve nausea (soprattutto all’inizio dell’assunzione)

conati di vomito

gonfiore diffuso

crampi a livello addominale

sensibilità o gonfiore del seno

perdite dal capezzolo

efelidi o epidermide del viso più scura

variazioni al ciclo mestruale

problemi alla sfera sessuale

aumento della crescita dei peli

alopecia

variazioni del peso corporeo o dell’appetito

problemi con lenti a contatto

prurito o perdite a livello vaginale

 

È importante contattare immediatamente un medico in caso di:

orticaria

difficoltà a respirare

gonfiore a volto, labbra, lingua o gola

improvvisi intorpidimenti o debolezza, soprattutto se da un singolo lato del corpo

improvvisi mal di testa

cambiamento nella tipologia o nella gravità dei mal di testa di cui si soffre

senso di nausea

dolore alla parte alta dello stomaco

prurito

calo dell’appetito

urine scure

feci color argilla

ittero

gonfiore alle mani, alle caviglie o ai piedi

noduli al seno

sintomi depressivi

stato di confusione

complicanze nella vista, nel parlare o nel mantenere l’equilibrio

dolori o sensazione di oppressione al petto

dolore che si irradia al braccio o alla spalla

senso di nausea

sudorazioni

tosse

respiro sibilante

accelerazione nella respirazione

sensazione di generale malessere

sangue nell’espettorato

dolore, gonfiore, calore o arrossamento alle gambe

 

Avvertenze

Prima di assumerlo è importante informare il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, ad altri farmaci o a qualsiasi alimento o sostanza

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (citando in particolare bosentan, antibiotici, iperico, anticonvulsivanti, dantrolene, tizanidina, farmaci contro la tubercolosi, l’epatite C, l’HIV o l’AIDS, fenobarbital o altri barbiturici e acido tranexamico)

delle patologie e dei disturbi di salute di cui si soffre (o si è sofferto in pregresso)

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Metilfenidato

Metilfenidato

 

S’impiega per curare il disturbo da deficit di attenzione, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, la depressione e la narcolessia.

 

Che cos’è il Metilfenidato?

Si tratta di uno stimolante del sistema nervoso centrale che influenza il livello delle sostanze che portano all’iperattività e che controllano gli impulsi sia nel cervello che nei nervi.

 

Come si assume il Metilfenidato?

Può essere somministrato via bocca (in genere sotto forma di capsule, di compresse o di sospensioni) o transdermica.

Al fine di evitare problemi di insonnia, è consigliabile assumerlo al mattino.

 

Effetti collaterali del Metilfenidato

Può causare gravi effetti collaterali a livello cardiaco. Può altresì creare dipendenza.

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

stato di nervosismo o irritabilità

insonnie notturne

calo dell’appetito

senso di nausea

male allo stomaco

male alla testa

 

È importante rivolgersi subito un medico in caso di:

dolori al petto

difficoltà a respirare

sensazione di svenimento

stati di allucinazione

nuovi problemi comportamentali

aggressività

intorpidimento

dolore

sensazione di freddo

pensieri paranoici

sintomi convulsivi

ferite sospette

cambiamenti al colore dell’epidermide

tic

problemi visivi

erezioni dolorose o che durano da più di 4 ore

dolori o sensibilità muscolare o debolezza insolita (soprattutto se associati a stanchezza, febbre e urine scure)

problemi di crescita (nei bambini)

 

Avvertenze

Non deve essere assunto in caso di tic, sindrome di Tourette, glaucoma, ansia, tensione o agitazione gravi o se nei 14 giorni precedenti è stato assunto un MAO inibitore.

Prima di assumerlo è importante informare il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, ad altri farmaci o a qualsiasi alimento o sostanza

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (citando in particolare farmaci per la pressione, anticoagulanti, antidepressivi, medicinali contro raffreddore o allergie a base di decongestionanti e anticonvulsivanti)

se si soffre (o si è sofferto nel pregresso o se ci sono casi in famiglia) di glaucoma, tic o sindrome di Tourette, psicosi, epilessia, convulsioni, gravi forme di ansia, tensione o agitazione, problemi cardiocircolatori, pressione alta, pressione alta, depressione, malattie mentali o disturbo bipolare

di casi di morte improvvisa in famiglia

in caso di elettroencefalogrammi dal tratto anomalo

in caso di pensieri o istinti suicidi (anche fra i famigliari)

se si è mai abusato di sostanze alcoliche o droghe

in caso di donne gravide o in fase di allattamento al seno

Metirosina

Metirosina

 

Si prescrive al fine di ridurre l’aumento di catecolamine associato ad alcuni tipi di tumore (in particolare al feocromocitoma che può svilupparsi nel surrene).

Trova inoltre utilizzo sia come trattamento preliminare ad interventi chirurgici che come trattamento a lungo termine dei sintomi associabili a questa forma tumorale.

 

Che cos’è la metirosina?

Essa inibisce la sintesi di sostanze dette catecolamine, la cui produzione aumenta in modo significativo in presenza di alcune forme tumorali. Il risultato è un comprimersi delle quantità di queste molecole presenti nell’organismo.

 

Come si assume la metirosina?

Si somministra via bocca.

 

Effetti collaterali della metirosina

Tra i suoi possibili effetti indesiderati è inclusa la sonnolenza.

È importante ricorrere subito alle cure di un medico in caso di:

rash

orticaria

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

ansia

stato di confusione

presenza di cristalli nelle urine

depressione

scariche di diarrea

difficoltà a parlare

disorientamento

bava alla bocca

stati di allucinazione

minzione dolorosa

gonfiore a braccia, gambe, caviglie o piedi

tremori

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima di assumerla è importante informare il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato in particolare aloperidolo, fenotiazine e farmaci che possono indurre sonnolenza (medicinali contro l’insonnia o contro l’ansia e tranquillanti)

delle malattie e dei disturbi di salute di cui si soffre (o si sia sofferto nel pregresso)

se si bevono sostanze alcoliche

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

È importante far sapere a medici, chirurghi o dentisti dell’assunzione di metirosina.

Il trattamento può compromettere la capacità di guida o di manovra di macchinari pericolosi; tale effetto collaterale può essere aggravato dal consumo di alcol o da altri medicinali.

Metotrimeprazina

Metotrimeprazina

 

S’impiega nel trattamento delle psicosi (in particolare quelle associate alla schizofrenia e alla fase maniacale del disturbo bipolare)

Trova anche impiego nel trattamento dei disturbi del sonno, della nausea, dell’ansia o del vomito e del dolore.

 

Che cos’è la metotrimeprazina?

E’ un antipsicotico il cui effetto è principalmente riconducibile alla sua azione da antagonista dei recettori del neurotrasmettitore dopamina presenti nel cervello. Si crede altresì che ad entrare in gioco sia la sua capacità di legarsi ai recettori 5-HT2 della serotonina.

Esercita un effetto rilassante, calmante e antidolorifico.

 

Come si assume la metotrimeprazina?

Può somministrarsi via bocca, tramite iniezioni intramuscolari o infusioni direttamente in vena.

 

Effetti collaterali della metotrimeprazina

Può aumentare il livello di zuccheri nel sangue e quelli di prolattina. Può anche causare erezioni dolorose e prolungate, sindrome neurolettica maligna e discinesia tardiva. Infine, il suo utilizzo può essere associato a un prolungamento dell’intervallo QT e incrementare il rischio di colpo di calore nonchè la sensibilità della pelle alla luce solare.

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

capogiri

sensazione di sonnolenza

stato di costipazione

fauci secche

appannamento della vista

minzione difficoltosa

aumento di peso corporeo

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

difficoltà a respirare

ittero

improvvisi dolore, gonfiore o arrossamenti

svenimenti

forti capogiri

sintomi convulsivi

scariche di diarrea persistenti

sangue o muco nelle feci

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

spasmi o rigidità a livello muscolare

tremori

stato di irrequietezza

espressione del volto simile a una maschera

perdita di bava dalla bocca

lividi e emorragie

sintomi di un’infezione in corso

senso di nausea, conati di vomito o perdita dell’appetito persistenti

dolori allo stomaco o a livello addominale

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima di assumerla è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato, in particolare farmaci che possono prolungare l’intervallo QT (come dronedarone e pimozide) e medicinali che possono indurre sonnolenza (ad esempio gli antistaminici e i miorilassanti)

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di disturbi del sangue, Parkinson, convulsioni, depressione grave del sistema nervoso centrale, malattie epatiche, feocromocitoma, glaucoma, problemi cardiaci e difficoltà di minzione

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

È importante far sapere a medici, chirurghi o dentisti dell’assunzione di metotrimeprazina.

Il trattamento può compromettere la capacità di guida e di manovra di macchinari pericolosi.