La vertigine è un sintomo sempre più diffuso ed è una condizione talvolta invalidante e sempre più di frequente motivo di consultazione medica, come sottolinea la dottoressa Paola Merlo, responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Quali sono le forme in cui si può presentare la vertigine?

«La vertigine ha origine da una distorsione dei rapporti che di norma sono esistenti fra il nostro schema corporeo e l’ambiente che ci circonda. Può presentarsi in forma ”oggettiva”, quando si ha la sensazione che lo spostamento riguardi l’ambiente rispetto al corpo, o “soggettiva” quando, al contrario, lo spostamento apparente riguarda il corpo rispetto all’ambiente circostante.

È per lo più di un sintomo da considerarsi nel contesto generale del paziente e che deve essere distinto dalla sensazione di instabilità dell’equilibrio, che è una problematica differente. La vertigine vera e propria a volte è l’espressione di una patologia d’organo o può essere il sintomo di alcune malattie neurologiche, soprattutto quando è accompagnata da segni e sintomi che sono propri di un danno neurologico».

Quale origine ha, per essere precisi, la vertigine?

«Si discute da tempo se si tratti di un disturbo a carico dal sistema nervoso centrale o se piuttosto abbia un’origine periferica. E qui nasce la reale necessità della stretta collaborazione integrata dei vari specialisti per la corretta gestione del paziente. Tra le patologie neurologiche che possono avere la vertigine come sintomo c’è la patologia cerebrovascolare sia ischemica sia emorragica, in particolare a carico del circolo cerebrale posteriore.

Anche alcune forme di cefalea di tipo emicranico possono manifestarsi senza dolori al capo ma con la presenza di vertigine. Esistono poi patologie neurologiche con prognosi più severa  – come alcune neoplasie e patologie infiammatorie – che si manifestano con questo sintomo associato ad altri. Dibattuta e controversa, infine, rimane poi la cosiddetta vertigine cervicale legata a problematiche artrosiche del rachide cervicale. In questo caso forse sarebbe più corretto parlare di instabilità dell’equilibrio».

Com’è valutata, dal punto di vista medico, la vertigine?

«Un’anamnesi accurata, il profilo temporale di presentazione e l’esame neurologico sono punti fondamentali per poter raggiungere il corretto inquadramento di questa sintomatologia che deve essere valutata in un contesto multidisciplinare che coinvolga diversi medici, tra i quali gli specialisti della medicina e gli otorinolaringoiatri».