La patologia oncologica della mammella è sempre più rilevante non solo dal punto di vista clinico ma anche dal punto di vista sociale, perché coinvolge donne sempre più giovani nel pieno della loro vita, lavoratrici, mamme.

Per questo, non ci si deve mai stancare di ricordarlo, è estremamente importante riuscire a prevenire questo tipo di malattia, come conferma il dottor Massimo Grassi responsabile dell’Unità Operativa di Senologia/Breast Unit di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dottor Grassi, quanto è importante fare prevenzione quando si parla di tumore al seno?

«La prevenzione è fondamentale per individuare un tumore al seno nella sua fase iniziale, così da poter garantire un’ampia possibilità di guarigione. Parliamo oggi di un 90% di sopravvivenza qualora si riesca a intervenire grazie a una diagnosi precoce».

Quali possibilità terapeutiche sono oggi a disposizione delle pazienti?

«Gli spazi di terapia sono ampi e sempre più personalizzati. E spazi di cura esistono anche per le donne metastatiche, per coloro cioè che per la seconda volta, a distanza di tempo, reincontrano la malattia. Rispetto a ieri, si può dire, possiamo offrire un’ampia possibilità di trattamenti e guardare in modo positivo al futuro».

La cura non riguarda solo il senologo…

«No, i buoni risultati arrivano soprattutto quando viene messo in campo un approccio di cura multidisciplinare. Interessati alla cura di un tumore al seno sono anche gli oncologi, gli specialisti di anatomia patologica e di chirurgia plastica, i fisiatri, gli psicologi, i radiologi, i radioterapisti, i medici nucleari e i genetisti. Un percorso diagnostico e di cura così impostato, con l’apporto di tutti, non può che portare a un reale beneficio per le pazienti».

Quali sono i vantaggi del farsi curare presso una Breast Unit?

«I dati scientifici dimostrano che affidarsi a una Breast Unit, ovvero a un Centro di Senologia specializzato e dedicato per la cura di questa neoplasia, influisce in maniera positiva sulla sopravvivenza, con una riduzione significativa della mortalità quasi fino al 20%. Se è vero che è in continuo aumento il numero dei casi, è altresì vero che sono nettamente migliorate le percentuali di guarigione rispetto al passato. Ad oggi, infatti, per tumori inferiori al centimetro la percentuale di sopravvivenza è del 97%. E le donne protagoniste del progetto Sorrisi in Rosa ne sono testimoni».

 

Prevenzione del tumore al seno, qui un approfondimento.