Piedi e gambe gonfie e pesanti, spesso uniti a episodi di fastidiosi crampi notturni: il caldo improvviso nuoce parecchio alla circolazione, soprattutto per chi è affetto da insufficienza venosa, che sia più o meno rilevante. Disturbi che possono essere controllati seguendo alcuni semplici regole: evitare la sedentarietà, mangiare in modo sano e bere molto (1 litro e mezzo o 2 al giorno di acqua).

«L’errore che compiono di solito gli individui che soffrono di pesantezza e gonfiore delle gambe – spiega il dottor Marco Setti, responsabile della Chirurgia vascolare di Humanitas Gavazzeni Bergamo – è bere poco. È invece necessario introdurre nell’organismo liquidi e quindi acqua – meglio se naturale – anche tramite un’alimentazione più ricca di verdura e frutta. Utile può essere anche assumere, su indicazione medica, dei farmaci flebotonici che migliorano la circolazione venosa (sfruttando i principi attivi dei bioflavonoidi, della vite rossa e della centella asiatica): le creme specifiche – che contengono flebotonici ed eparinoidi per ridurre il “calore” che si manifesta soprattutto ai polpacci – possono dare un contributo anche se non di grande efficacia».

Alcuni consigli per stare meglio se le gambe ci fanno male

«Il consiglio per stare meglio quando si soffre di piedi e gambe gonfie è quello di svolgere dell’attività fisica, stare in movimento, bere molta acqua e, di notte, tenere le gambe in posizione sollevata, appoggiandole a un semplice cuscino – aggiunge il dottor Setti –. Purtroppo le donne, per questioni ormonali, spesso legate a una gravidanza, per l’utilizzo della pillola anticoncezionale o per familiarità, sono più soggette degli uomini all’insufficienza venosa. Ne soffrono ben 7 donne su 10».

Per quanto riguarda invece gambe e viaggi lunghi (in aereo, auto o treno), dove i nostri arti sono costretti in spazi ridotti o ad assumere posizioni rannicchiate, sarebbe buona abitudine indossare durante la durata del viaggio calze elastiche riposanti (70 denari) allo scopo di migliorare la circolazione venosa. Chi ha invece familiarità con episodi trombo flebitici, è consigliabile che si rivolga allo specialista.

«Sul fronte sole – conclude il dottor Setti –, sì all’esposizione ma con moderazione e divieto assoluto, invece, qualora siano in atto infiammazioni di tipo flebitico. Al mare il consiglio è di camminare in acqua o nuotare, attività che producono una sorta di “idromassaggio” naturale e salutare».