Chi non ha mai fatto l’incubo di perdere tutti i denti? Una brutta esperienza, certo, ma che quando è realtà non deve essere motivo di sconforto: l’estetica del sorriso e la funzionalità masticatoria, grazie ai progressi in ambito odontoiatrico, possono rendere l’edentulia solo un passaggio momentaneo.

Le conseguenze dell’edentulismo

L’effetto antiestetico dato dalla mancanza di uno o più denti (edentulismo) è un aspetto evidente e visibile a occhio nudo da parte di tutti. Quelle che troppo spesso vengono ignorate sono invece le conseguenze che la mancanza di denti ha sulla massa ossea, sulla masticazione e sui denti sani rimasti.

Ne parliamo con gli specialisti del Centro odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Effetti dell’edentulismo sulla massa ossea

Ogni dente, con la sua radice, svolge una funzione di sostegno naturale per l’osso dell’arcata in cui risiede. Quando questa funzione viene meno inizia un processo naturale che porta l’osso a ritirarsi: ciò può comportare, nel lungo periodo, anche cambiamenti evidenti della fisionomia facciale e ovviamente aumentare le complicazioni in caso si voglia intraprendere una terapia implantare.

Effetti dell’edentulismo sulla masticazione

Come tutti sappiamo una delle funzioni principali dei denti è svolta durante il processo di masticazione. La mancanza di uno o più denti obbliga a cambiare la corretta masticazione: dal momento che alcune zone dell’arcata dentale sono inutilizzabili per questo scopo si tenderà per forza di cose a concentrare la masticazione sulle zone dove i denti sono presenti, andando a sovraccaricarli e rischiando di causare ulteriori problematiche.

Nel caso di mancanza di più denti molto spesso si è costretti addirittura a variare la propria alimentazione, orientandosi su cibi morbidi e facili da masticare.

Effetti dell’edentulismo sui denti sani

La mancanza di un dente rende meno stabili i denti che un tempo gli erano vicini: a causa di un normale processo fisiologico infatti questi ultimi tenderanno a muoversi cercando di riempire lo spazio lasciato dal dente mancante, con un evidente effetto a cascata su tutti gli altri denti dell’arcata.

Edentulismo: impianti e protesi sono la soluzione

Gli impianti dentali sono una valida soluzione al problema dell’edentulia:

  • consentono di risolvere problemi causati dalla mancanza sia di un singolo dente che di un’intera arcata
  • nel caso di impianto singolo i denti sani non vengono in alcun modo coinvolti nel processo riabilitativo (cosa che invece accade nel caso di ponti su denti naturali)
  • grazie al processo di osteointegrazione svolgono in tutto e per tutto le funzioni normalmente svolte dalla radice del dente

Le protesi: l’alleato per sostituire i denti mancanti

Le protesi sono dei dispositivi medici utili a riabilitare le funzioni orali sia dal punto di vista estetico che funzionale nei pazienti che hanno perso uno o più elementi dentari. Le protesi hanno quindi il compito di sostituire i denti del paziente in maniera duratura.

Le protesi possono agganciarsi a:

  • denti naturali (supporto dentale), quando presenti;
  • a denti e gengive (supporto misto);
  • agli impianti (ibride e a supporto implantare).

Possono essere:

  • protesi complete: quando sostituiscono tutti i denti di una o entrambe le arcate
  • protesi parziali: quando sostituiscono solo alcuni elementi dentari

Inoltre si differenziano in:

  • protesi fisse o non rimovibili: questa tipologia di protesi può essere inserita e rimossa solamente dall’odontoiatra poiché è agganciata ai denti o agli impianti con cementi o viti.
  • protesi mobili o rimovibili: il paziente può rimuovere e inserire la protesi autonomamente. Si fissano con attacchi su denti, impianti, ganci o sono poggiate sulle mucose.

Le protesi fisse

Grazie alle protesi fisse è possibile riacquistare estetica, masticazione e fonazione in maniera ottimale. La protesi può essere realizzata limando i denti residui e costruendo e cementando su di essi il manufatto. Nel caso in cui i denti naturali non fossero presenti si possono inserire degli impianti e avvitare a essi corone o ponti.

Delle protesi fisse fanno parte le corone (che sostituiscono un unico dente), i ponti (che sostituiscono più elementi dentari grazie alla cementificazione su denti naturali o artificiali di sostegno), protesi su impianti (che riabilitano sia i tessuti gengivali che dentali). Ricordiamo che l’impianto è una radice artificiale utilizzata per sostituire gli elementi dentali mancanti. Dal momento in cui viene inserito nell’osso mascellare o mandibolare, prima di procedere con la cementificazione della protesi, è necessario attendere circa 3-6 mesi in modo che l’impianto si osteo-integri.

Quando è indicata la protesi fissa? La situazione ideale si presenta quando il paziente possiede denti di supporto sani o quando la struttura ossea mandibolare o mascellare è salda.

Le protesi mobili

La protesi dentali mobili si suddividono in:

  • parziali: si ancorano ai denti naturali residui o artificiali attraverso ganci e sono solitamente formati da una struttura metallica chiamata scheletrato. Gli attacchi metallici rendono la protesi stabile.
  • totali: la protesi totale si utilizza in mancanza totale di denti naturali. Questo tipo di protesi è comunemente chiamata dentiera o protesi totale e si appoggia sulle mucose e sull’osso. I materiali in composito e resina garantiscono al paziente di riacquistare la validità funzionale ed estetica.
  • combinate: la protesi combinata permette di ripristinare le arcate dentarie grazie al supporto di denti naturali o impianti osteointegrati. Questo tipo di protesi sono rimovibili ma sono ancorate a dei dispositivi come perni artificiali che ne assicurano maggiore stabilità.