Nel nostro paese le condizioni di sovrappeso e obesità sono in crescita. Questo è documentato in una ricerca pubblicata di recente in cui, sulla popolazione adulta, il sovrappeso è stimato al 35% e l’obesità al 13%.

Oggi quasi la metà della popolazione maggiorenne italiana rientra in una di queste due condizioni che devono comunque essere distinte tra loro. Infatti, l’approccio medico e/o chirurgico che le riguarda varia a seconda della situazione specifica, come ci spiega il dottor Bernardo Marzano, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica del Centro Obesità di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Qual è il limite che separa il sovrappeso dall’obesità?

«Per distinguere le due distinte situazioni si fa riferimento all’indice di massa corporea (BMI), che si calcola dividendo il peso in chilogrammi di una persona per l’altezza in metri al quadrato. Quando il numero ottenuto con questa operazione sia pari o superiore a 30 dobbiamo parlare di obesità. Il sovrappeso si manifesta invece con un BMI tra 25 e 29,9. Il sovrappeso non costituisce un concreto problema di salute se non in condizioni molto specifiche legate alla patologia articolare da carico o a problemi neurologici. Mentre l’obesità è sempre una patologia da curare. Intervenire in condizioni di obesità lieve o di primo grado è molto più semplice che intervenire in una condizione più avanzata. Prima si affronta il problema e meglio è, perché poi si generano altri fattori, come l’insorgere di malattie collegate, che complicano la cura».

Quali sono i motivi che fanno sì che l’obesità sia in crescita in Italia?

«È una situazione spesso figlia di una scarsa attenzione sia agli stili di vita, sia alla dieta. Anche lo stress ambientale e sociale collegato alla crisi economica ha giocato probabilmente un ruolo chiave nel determinismo del problema. Inoltre l’aumento di casi di obesità nell’infanzia e nell’adolescenza – triplicato negli ultimi 20 anni – si traduce inevitabilmente, nel tempo, in un aumento percentuale di obesi adulti».

Come si devono comportare gli adulti per evitare di crescere dei bambini obesi?

«Devono innanzitutto preoccuparsi della loro salute già nella prima infanzia e in età scolare, perché è in quella fase che si generano quelle cattive abitudini di vita che nel lungo periodo andranno a determinare l’accumulo di peso. I comportamenti da evitare sono quelli votati a una eccessiva sedentarietà. L’impiego esagerato dei dispositivi elettronici non aiuta i nostri figli a mantenere uno stato di salute definibile “sano”. Il problema da evitare è che abbiano un contatto troppo diretto e assiduo con il computer o il cellulare piuttosto che privilegiare lo sport o quantomeno l’esercizio fisico».

E per quanto riguarda l’alimentazione?

«Si dovrebbero evitare sia le merendine confezionate sia le bibite dolci per passare ad acqua e merende a base di frutta fresca e crackers o grissini (magari integrali). L’alimentazione della famiglia, non dovrebbe essere basata su alimenti troppo calorici o abbondanti in grassi saturi. Un ottimo modello nutrizionale è quello della dieta mediterranea che, a ragione, è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Questa si caratterizza per abbondanti alimenti di origine vegetale come verdura, ortaggi, pane, cereali (possibilmente integrali), legumi e patate. Alimenti freschi, al naturale, di origine locale; frutta fresca come dolce giornaliero; olio di oliva come maggioritaria fonte di grassi. Mentre latticini, pesce, pollame, uova e carni rosse dovrebbero essere consumati in minima quantità. Come bevanda di riferimento adottare l’acqua liscia. Piccole e semplici regole che hanno però una grossa importanza perché contribuiscono a indirizzare sia i nostri figli sia noi stessi verso abitudini più salutari».