Sole sì, ma con attenzione. Una pelle abbronzata piace a tutti ma per ottenerla non bisogna esagerare. Perché gli eccessi di un’esposizione solare non corretta potrebbero avere conseguenze negative, oltre che sull’invecchiamento della pelle, anche sull’insorgenza di tumori cutanei.

Dell’importanza della prevenzione in ambito cutaneo parliamo con la dottoressa Marzia Baldi, responsabile dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Il sole può far davvero male alla pelle?

«Se non ci si espone bene sì. Una corretta esposizione alla luce solare può ridurre l’insorgenza di tumori cutanei. Da questo punto di vista è consigliabile prendere il sole in maniera moderata fin dall’età infantile, evitando gli eccessi e le conseguenti ustioni. Gli accorgimenti utili per non danneggiare la pelle sono: indossare cappelli e occhiali da sole, applicare più volte al giorno creme protettive adeguate al proprio tipo di pelle, esporsi al sole in modo graduale nelle ore non centrali della giornata e fare attenzione anche a condizioni particolari, come ad esempio le giornate nuvolose in alta montagna, quando sembra di non essere soggetti ai raggi del sole ma invece lo si è a causa della rifrazione della neve»

Quando si sviluppano i melanomi, i tumori maligni?

«I melanomi possono insorgere su nevi pre-esistenti ma anche su una cute sana. Sono rarissimi nell’infanzia e l’età media della loro insorgenza è intorno ai 45-50anni. La tendenza degli ultimi due decenni è però orientata verso un’insorgenza in età sempre più precoci. Considerato fino a pochi anni fa una forma rara di cancro, oggi il melanoma è in crescita: il numero di melanomi, infatti, è raddoppiato negli ultimi 15 anni».

Un consiglio utile è quello quindi di osservare con attenzione la nostra pelle, le lesioni e soprattutto i nei…

«Sì, al paziente, assistito e supportato dal proprio medico curante, spetta il compito di riconoscere eventuali modifiche delle lesioni pigmentali e non della pelle e di recarsi dal dermatologo per una eventuale conferma diagnostica. È il dermatologo che pone la diagnosi di tumore della pelle o sospetto tale e che provvede, qualora sia il caso, alla sua asportazione chirurgica».

Come si controlla un neo?

«Noi siamo i migliori conoscitori della nostra pelle, e dobbiamo perciò imparare a conoscerne e ad autovalutarne le caratteristiche. Quando ci accorgiamo di un neo che prima non c’era, o registriamo un cambiamento di dimensione o di colore di nei già esistenti, dobbiamo chiamare in causa un dermatologo, per cercare di capire se la situazione richieda un intervento di tipo medico».

Oggi è possibile fare diagnosi accurate grazie alle tecniche diagnostiche sempre più affinate…

«La mappatura della pelle è la visione dell’intero mantello cutaneo con l’ausilio della dermatoscopia in epiluminescenza che cataloga e immagazzina le immagini delle lesioni. È oggi dimostrato come la dermatoscopia, anche solo manuale, incrementi la capacità di riconoscere una lesione sospetta, rispetto alla semplice visione a occhio nudo, in grado di permettere così una diagnosi sempre più precoce».

Articolo pubblicato il 12 giugno 2016 sul quotidiano “Eco di Bergamo”.