Ogni donna avverte l’esigenza di mantenere la bellezza delle proprie gambe, un desiderio che non risponde solo a esigenze di natura estetica. Prendersi cura delle proprie gambe cercando di prevenire quanto più possibile il comparire di vene e capillari significa infatti anche controllare il probabile segnale di qualche patologia venosa, come sottolineano le dottoresse Maria Elena Barzaghi e Alessandra Beretta dell’Unità operativa di Chirurgia Vascolare di Humanitas Gavazzeni.

Come si manifestano le patologie venose alle gambe?

«Le patologie venose alle gambe colpiscono in particolare le donne, per questioni legate alla produzione ormonale o durante gravidanza e si presentano con sintomi che vanno dai crampi notturni al formicolio alle gambe, dalla sensazione di pesantezza al gonfiore alle caviglie, dal dolore diffuso alla presenza di capillari visibili. Fino ad arrivare alle vene varicose e alla iperpigmentazione della pelle».

Che cosa indicano, questi segnali?

«Sono avvertimenti, ci dicomo che è meglio intervenire, sottoponendosi a una visita in cui verificare che cosa ci sia che non va. Non bisogna sottovalutare questi segnali: anche se possono apparire di poco conto ,possono nel tempo trasformarsi in patologie di una certa gravità. Le vene varicose, ad esempio, possono complicarsi in flebiti o trombosi».

Qual è l’esame cui ci si deve sottoporre, in presenza di patologie venose alle gambe?

«Il primo passo è effettuare un ecocolordoppler, che è un esame indolore e non invasivo con cui è possibile verificare la presenza o meno di problemi di tipo vascolare. In particolare, consente di capire se può essere sufficiente, per eliminare i sintomi, correggere il proprio stile di vita – puntando su un’alimentazione corretta e una costante attività fisica – oppure se sia al contrario necessario ricorrere a una terapia medica. Quando si è invece in presenza di situazioni più complesse, perché magari si è atteso troppo tempo prima di intervenire, è pensabile anche, a seconda del singolo caso, dover ricorrere a un trattamento chirurgico».