Gli abbracci sono una buona medicina. Avvertire il calore degli altri sul proprio corpo è una valida difesa contro ansia, stress e perfino infezioni come il raffreddore. Ad affermarlo in uno studio condotto su 404 adulti e pubblicato su Psychological Science, è un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University e dell’Università della Virginia (USA).

In passato gli abbracci sono finiti altre volte sotto la lente d’ingrandimento degli studiosi. Diverse ricerche hanno evidenziato gli effetti benefici sulla salute psicofisica di una terapia a base di abbracci. Secondo un lavoro dell’Università di Vienna, qualora si stringa tra le braccia un caro amico, viene rilasciata nel sangue l’ossitocina, un ormone che riduce lo stress e l’ansia, oltre alla pressione sanguigna, e che contribuisce a migliorare la memoria.

L’abbraccio stimola la produzione di endorfine

Ma come può un semplice gesto a scatenare questi benefici?

«Durante l’abbraccio viene innescata una risposta a livello dei neurotrasmettitori attivati tramite il contatto di due corpi che si stringono – spiega la dottoressa Agnese Rossi, psicoterapeuta di Humanitas Gavazzeni Bergamo –. Si stimola la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che riducono la soglia del dolore e favoriscono il benessere, il respiro si sincronizza, il battito cardiaco diminuisce, si attivano altri ormoni e neurotrasmettitori che procurano un senso di appagamento e si rafforza il sistema immunitario, allontanando così stress, ansie e timori».

L’abbraccio, quindi, tocca corpo e psiche: «Nella nostra società tecnologica, è il caso di ricordarci talvolta l’importanza di gesti che siano ricchi di significati simbolici: siamo così abituati a rapidi contatti virtuali in cui non mettiamo in gioco la nostra corporeità, da dimenticare quanto siano inscindibili la nostra mente e il funzionamento del corpo. Oltre a esprimere un senso di protezione e di accudimento che ci riporta all’infanzia e al primo contatto con la madre – aggiunge la psicologa – l’abbraccio può trasmettere vicinanza affettiva, condivisione di emozioni, accoglienza, fiducia nel creare legami ed empatia. Con l’abbraccio si possono comunicare vissuti emotivi spesso molto più intensi e profondi delle parole: è la ricchezza e la profondità della comunicazione non verbale. Riscopriamo allora la pregnanza di piccoli e autentici gesti di affetto che possono colorare e arricchire la nostra quotidianità, le nostre relazioni e rinforzare la nostra salute psicofisica», conclude la dottoressa Rossi.