Che la diminuizione o la perdita della memoria colpisca le persone anziane è un aspetto che in genere viene considerato normale e fisiologico. Un po’ meno normale è, invece, quando questo disturbo interessa individui con età più giovani. In questi ultimi casi la condizione di riduzione “soggettiva” di alcune funzioni mentali, come appunto la memoria e l’attenzione, può spesso essere attribuita a una condizione di particolare tensione emotiva o, ancora, a una vera e propria stanchezza fisica.

«Il lavoro intenso – spiega la dottoressa Paola Merlo, responsabile dell’Unità operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni – anche quando procura grande soddisfazione, può procurare un senso di malessere e una stanchezza fisica e mentale che, in genere, definiamo stress e che talvolta può procurare sensazioni come “difficoltà a ricordare” o “fatica a concentrarsi”».

Lo stress e il calo dei livelli di attenzione

Una condizione, questa, che può interessare coloro che rivestono ruoli professionali di una certa importanza, caratterizzati da grandi responsabilità e che richiedono una continua ed elevata concentrazione. I carichi importanti di lavoro e di attività possono infatti portare a situazioni di stanchezza fisica e mentale in grado di generare disturbi minori come quelli che interessano il tono dell’umore e i livelli dell’attenzione.

«Si parla di un coinvolgimento cognitivo – sottolinea la dottoressa Merlo – che può essere tale da comportare un soggettivo disagio nel soggetto stesso. Si tratta però di una condizione che normalmente non arriva a determinare una reale compromissione funzionale dello svolgimento delle attività abituali, e rappresenta un disturbo benigno che può essere facilmente risolto».

Un ambulatorio dedicato alla “cura” della memoria

Un disagio e disturbo di questo tipo merita un controllo specialistico mirato presso centri come quello attivato in Humanitas Gavazzeni, dedicato a coloro che presentano disturbi della memoria. Perché, come conclude Paola Merlo, «è importante indagare questi aspetti, per poter eventualmente fornire un aiuto adeguato alle persone che lamentano disturbi cognitivi e della memoria, in modo che possano essere rassicurate in merito alla natura degli stessi».