COME TI POSSIAMO AIUTARE?

CENTRALINO

035.4204111

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

PRENOTAZIONI

Prenotazioni telefoniche SSN
035.4204300
Prenotazioni telefoniche Private
035.4204500

LINEE DEDICATE

Diagnostica per Immagini
035.4204001
Fondi e Assicurazioni
035.4204400
Humanitas Medical Care Bergamo
035.0747000

Infertilità maschile, un problema della coppia che richiede diagnosi mirate e cure personalizzate

Quando una gravidanza tarda ad arrivare, nel 40–50% dei casi l’infertilità di coppia è legata anche – o esclusivamente – a un fattore maschile. Si tratta di un tema ancora circondato da tabù, ma che merita di essere affrontato con informazioni corrette, prevenzione e un percorso condiviso.

Ne parliamo con il dottor Walter Vena e con la dottoressa Marilina Romeo, specialisti in Endocrinologia e Andrologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Per prima cosa, che cosa si intende esattamente per infertilità di coppia?

Dott. Vena: «Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si parla di infertilità quando una coppia non riesce a ottenere una gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari non protetti. È importante sottolineare che non è un problema “di uno solo”: spesso coinvolge entrambi i partner e va affrontato insieme».

Quanto è frequente il coinvolgimento del fattore maschile?

Dott. Vena: «Molto più di quanto si pensi. In circa la metà dei casi l’uomo è direttamente coinvolto. Il problema è che spesso non ci sono sintomi evidenti: molti uomini scoprono una difficoltà solo quando iniziano a cercare un figlio».

Quali possono essere le cause dell’infertilità maschile?

Dott.ssa Romeo: «Le cause sono molteplici. Gli spermatozoi possono essere in numero ridotto, muoversi poco o avere una forma non ottimale. In altri casi ci possono essere ostruzioni dei dotti che li trasportano, alterazioni ormonali, infezioni o condizioni congenite. Ogni situazione è diversa dall’altra e deve essere valutata in modo approfondito».

Di può intervenire sulle cause dell’infertilità? Se sì, che cosa si può fare?

Dott. Vena: «Sì, si può intervenire su molte condizioni che sono reversibili o comunque migliorabili. L’importante è adottare uno stile di vita più sano, curare eventuali patologie e rivolgersi per tempo a uno specialista, accorgimenti che possono fare una grande differenza sull’ottenimento del risultato finale».

Quindi anche mantenere uno stile di vita può permettere di ottenere risultati?

Dott.ssa Romeo: «Assolutamente sì, ed è un aspetto spesso sottovalutato. Fumo, abuso di alcol, uso di steroidi anabolizzanti, sedentarietà e sovrappeso possono influire negativamente sulla produzione degli spermatozoi. Non si tratta di effetti immediati, ma di danni che si accumulano nel tempo e agiscono lentamente sul potenziale di fertilità».

Qual è il primo esame da cui bisogna partire per ottenere una diagnosi legata o meno a un’infertilità maschile?

Dott. Vena: «In genere si comincia con lo spermiogramma, un esame semplice e non invasivo che permette di valutare come “lavorano” gli spermatozoi, fornendo preziose informazioni sulla loro concentrazione, sulla loro motilità e sulla loro morfologia. È importante che lo spermiogramma venga eseguito in centri specializzati perché è un esame molto delicato. Nel Laboratorio di Seminologia di Humanitas Gavazzeni seguiamo rigorosamente le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Raccolta, consegna e analisi del campione devono avvenire secondo regole precise, perché lo spermiogramma è la base della successiva diagnosi andrologica».

È sufficiente sottoporsi a uno spermiogramma?

Dott.ssa Romeo: «No, questo esame deve sempre essere inserito in una valutazione più ampia. È fondamentale integrare i risultati con una visita clinica, esami ormonali, eventuali esami di imaging e la valutazione della coppia. Solo così è possibile avere un quadro completo della situazione».

Una volta individuata la causa dell’infertilità, come si può procedere?

Dott.ssa Romeo: «Si sceglie il trattamento più adatto al singolo caso. In alcune situazioni bastano terapie mediche o cambiamenti nello stile di vita, in altre diventa necessario ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, che oggi sono molto efficaci. Il percorso, però, deve essere sempre personalizzato, non esistono soluzioni uguali per tutti».

Quanto conta parlare apertamente di infertilità maschile?

Dott. Vena: «Conta moltissimo. Superare i tabù aiuta le coppie a vivere il percorso con maggiore serenità. La fertilità non è una questione di colpa, ma di salute e prendersi cura della propria salute riproduttiva non significa solo pensare a un futuro figlio, ma imparare ad ascoltare il proprio corpo per tempo. Per questo è fondamentale che la coppia sappia affrontare il problema in modo condiviso e sereno, nella consapevolezza che informarsi e chiedere aiuto al proprio medico o a uno specialista sia spesso il primo passo verso la soluzione».

Endocrinologia E Malattie Del Ricambio
Endocrinologia e Malattie del Metabolismo

Visite ed esami

Torna su