Tutti o quasi soffriamo di mal di schiena. Lo dicono i numeri: il 75% delle persone adulte dichiara di avere avuto almeno una forma di mal di schiena (lombalgia, lombosciatalgia, dorsalgia, cervicalgia) nell’arco di tre mesi.

Ma se l’auto-diagnosi è immediata – oggi ho un mal di schiena tremendo! – non è altrettanto facile risalire alla causa di quel dolore. Nel 95% dei casi è provocato da un utilizzo scorretto della colonna vertebrale, ma non sempre è facile capire se questo cattivo utilizzo abbia provocato disturbi di natura ossea, articolare, muscolare o nervosa.

Più specialisti per un unico problema

Per comprendere le cause del problema alla colonna l’approccio è multidisciplinare. Humanitas Gavazzeni ha attivato un Centro del mal di schiena proprio per risolvere disturbi e problemi, più o meno seri. Il primo passo è la visita multispecialistica.

«La prima visita è fondamentale perché ‘crea’ il percorso che dovrà essere seguito dal paziente per la cura del suo specifico problema – sottolinea Lucio Genesio, medico specialista della Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas Gavazzeni –. Nel Centro Cura Mal di Schiena il paziente incontra diversi medici: lo specialista della riabilitazione, il chirurgo della colonna e il terapista del dolore. Insieme formulano una diagnosi e decidono il trattamento che può consistere, se il caso in questione non è grave, in una terapia antidolorifica e antinfiammatoria o in sedute di massaggi e manipolazioni coadiuvati, se necessario, anche da un chiropratico».

Non sempre però il dolore è leggero e passa, e quindi è necessario effettuare un approfondimento diagnostico. «In genere nelle persone adulte – dice Regina Barbò, neuroradiologa di Humanitas Gavazzeni – esami radiologici come la Risonanza Magnetica, la TC o la radiografia della colonna, andrebbero richiesti subito solo in presenza di deficit neurologici progressivi o in concomitanza di gravi condizioni cliniche: in tutti gli altri casi soltanto dopo alcune settimane, fino a sei, di terapia antidolorifica e fisica senza effetti. Sono esami che precedono sempre un eventuale intervento chirurgico alla colonna, nei rari e selezionati casi in cui questa sia l’unica soluzione al problema».

Più che di intervento chirurgico è corretto parlare di interventi dato che le variabili, anche quando si parla di schiena, sono diverse. «La necessità e la tipologia dell’intervento è legato alla causa del mal di schiena – precisa il dottor Corrado Musso, responsabile della Chirurgia della colonna di Humanitas Gavazzeni –: erniectomia, vertebroplastica o artrodesi sono i più diffusi interventi sulla colonna; vengono eseguiti con tecniche mininvasive, accessi laterali percutanei di artrodesi e sostituzione discale con protesi, quindi con accessi chirurgici limitati e guidati da apparecchi radiologici. Questo significa minor tempo e rischi e, nel post operatorio, tempi più rapidi di recupero per i pazienti».

Quando il dolore è insostenibile

Il dolore alla schiena può essere così intenso da essere invalidante. Le procedure di terapia del dolore possono, in molti casi, restituire una buona qualità di vita. «Sono trattamenti – spiega Giambattista Villa, responsabile della Terapia del dolore di Humanitas Gavazzeni – eseguiti per via percutanea, quindi non invasivi, che hanno l’obiettivo di eliminare il dolore persistente alla schiena. Variano a seconda dell’intensità e della causa del dolore. Piccoli aghi, cateteri o elettrodi vengono posizionati fino a raggiungere e trattare i punti da cui origina il dolore. In alcuni casi, come nella decompressione discale meccanica, utilizziamo anche un piccolo ago rotante che ci permette di asportare piccole quantità di disco invertebrale, così da alleviare la pressione all’origine del dolore».