Negli ultimi anni il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) in anestesia si è affermato come uno dei modelli più innovativi nella gestione del paziente chirurgico.
Nato per ridurre lo stress fisiologico legato all’intervento e migliorare gli esiti clinici, ERAS non è una singola procedura, ma un percorso strutturato che coinvolge tutte le fasi della cura: dalla preparazione preoperatoria fino alla dimissione. In questo modello, l’anestesista assume un ruolo sempre più centrale e trasversale. Una figura che non si limita più alla sola cura del paziente in sala operatoria, ma alla sua intera gestione, dalla preabilitazione al ritorno nel suo “baseline” in fase post-operatoria.
Scopriamo in che cosa consiste il protocollo ERAS con l’aiuto del dottor Matteo Parrinello, Responsabile di Anestesia e Terapia Intensiva in HumanitasGavazzeni a Bergamo.
Protocollo ERAS, un nuovo approccio alla chirurgia
Il protocollo ERAS ha cambiato profondamente l’approccio alla chirurgia. Non si tratta solo di svegliare prima il paziente, ma di accompagnarlo lungo un percorso che riduca al minimo l’impatto dell’intervento sull’organismo.
Il percorso ERAS inizia già prima dell’ingresso in sala operatoria. Una corretta informazione del paziente, la riduzione del digiuno preoperatorio e l’attenzione allo stato nutrizionale sono elementi fondamentali.
Un paziente preparato e consapevole affronta meglio l’intervento. L’anestesista ha un ruolo chiave anche in questa fase, perché contribuisce a valutare i rischi e a personalizzare il percorso. In sinergia con l’ERAS ha poi guadagnato importanza negli ultimi anni la cosiddetta “prehabilitation”: una serie di interventi mirati che migliorano la resilienza del paziente per renderlo più adatto ad affrontare uno stress chirurgico.
Misure come l’esercizio fisico, una corretta alimentazione e l’interruzione del fumo hanno dimostrato una riduzione delle complicanze e della degenza. L’approccio al paziente è radicalmente cambiato. La domanda non è più se il paziente è operabile, ma con quali riserve arriverà dopo l’intervento.
Anestesia: minima invasività e massima efficacia
Durante l’intervento chirurgico, l’anestesia viene gestita secondo criteri di minima invasività e massima efficacia. ERAS promuove un uso più razionale dei farmaci, il mantenimento dell’equilibrio fisiologico e il controllo accurato del dolore.
La gestione del dolore è uno dei pilastri del protocollo. Attraverso tecniche multimodali e, quando possibile, l’anestesia loco-regionale, può essere ridotto l’utilizzo di analgesici e possono essere limitati gli effetti collaterali come la nausea, la sonnolenza o il rallentamento della ripresa.
Il ruolo dell’anestesista non si esaurisce però in sala. Anche nel periodo post-operatorio il controllo del dolore, la stabilità clinica e il supporto alla mobilizzazione precoce sono determinanti.
Muoversi prima, respirare meglio e riprendere l’alimentazione in tempi rapidi significa recuperare più velocemente. Tutto questo ha un impatto diretto sulla qualità di vita del paziente.
I benefici del protocollo ERAS
I benefici del protocollo ERAS sono confermati da numerosi dati clinici: riduzione delle complicanze, minori infezioni, degenze più brevi e una diminuzione delle riospedalizzazioni.
ERAS non migliora solo l’esperienza del singolo paziente, ma rende l’intero sistema più efficiente. Alla base del successo del protocollo c’è il lavoro multidisciplinare: chirurghi, anestesisti, infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti condividono obiettivi e strategie. L’anestesista diventa una figura di raccordo, con competenze cliniche, organizzative e comunicative sempre più ampie. È questo approccio integrato che rende ERAS un modello moderno e sostenibile.
Il “Corso di ultrasuoni in anestesia loco-regionale” in Humanitas Gavazzeni
Sia per la corretta applicazione del protocollo ERAS, sia per il resto delle delicate attività in carico al medico anestesista, la formazione continua è fondamentale. Al giorno d’oggi l’anestesista deve essere capace di padroneggiare anche tecniche avanzate – come l’anestesia loco-regionale ecoguidata –, che migliorano il controllo del dolore e riducono l’impatto farmacologico.
È in quest’ottica che si inserisce il Corso teorico-pratico di ultrasuoni in anestesia loco-regionale, in programma dal 9 al 12 marzo 2026 in Humanitas Gavazzeni e rivolto a medici anestesisti, che prevede lezioni frontali, sessioni pratiche su modelli e tutoraggio diretto.
Occasione concreta per acquisire strumenti immediatamente spendibili nella pratica clinica, il corso ha una partecipazione a numero chiuso, così da garantire agli iscritti un apprendimento efficace.
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