Comunemente vengono chiamati “mosche volanti”. Sono quei filamenti che compaiono e si muovono nel campo visivo, come se ci fossero dei capelli sovrapposti all’occhio. Un disturbo alla vista che interessa due persone anziane su tre.

«Scientificamente vengono chiamate miodesopsie – spiega Mario Romano, chirurgo responsabile del Centro oculistico di Humanitas Gavazzeni Bergamo e docente di Humanitas University, nella rubrica “Domande & Risposte Salute” del settimanale Viversani&Belli n. 33 – e si tratta di opacità mobili che si trovano nell’umor vitreo, il tessuto di composizione gelatinosa che si trova nella parte posteriore dell’occhio».

Il fatto che compaiano con continuità può essere la spia di un problema all’occhio: «La loro comparsa denuncia fenomeni degenerativi fisiologici vitreali – prosegue lo specialista – che comportano la formazione di aggregati di fibre di collagene. Alla loro comparsa è dunque meglio quindi sottoporsi a un esame del fondo oculare e, in tempi successivi, a controlli oculistici periodici».

 

Bagliori? Attenzione alla rottura della retina!

Una cosa diversa sono i cosiddetti “bagliori”, cioè le sensazioni di essere assaliti da una luce improvvisa e fulminante, simile a quella dei flash degli apparecchi fotografici.

«In questo caso parliamo di fotopsie – prosegue il professor Romano –, sintomi che possono essere causati da una trazione del vitreo sulla retina, situazione che può portare alla rottura di quest’ultima».

Per questo motivo i bagliori non vanno sottovalutati: «In caso di comparsa di fotopsie – conclude l’oculista – bisogna sottoporsi al più presto a un esame del fondo oculare per identificare eventuali aree da monitorare e trattare, per evitare guai anche seri come, ad esempio, il distacco della retina».