GLi interventi più richiesti di dermatologia estetica sono quelli naturali, basati sulla rigenerazione delle cellule cutanee, che permettono di raggiungere ottimi risultati senza alterare l’aspetto complessivo della persona.

Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento del senso e della percezione della bellezza che nel settore della dermatologia estetica si traduce nell’offerta e nella richiesta di trattamenti il più possibile naturali, finalizzati a migliorare il proprio aspetto senza stravolgere le proprie caratteristiche individuali. La dermatologia estetica, di fatto, si occupa della cura della pelle sana anche se questo può sembrare un paradosso; può infatti contribuire a ristabilire l’equilibrio cutaneo migliorandone la sua condizione, ma anche attenuare alcuni inestetismi legati all’età o a fattori esterni dovuti, ad esempio, al fumo, allo smog e alle esposizioni solari.

«Un viso maturo diventa e resta giovane quando il dermatologo interviene per rigenerare le cellule cutanee, quando le stimola, le nutre, le idrata, aiuta il ricambio delle cellule morte superficiali con cellule più giovani – spiega Marzia Baldi, dermatologa, responsabile dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni –. E questo si ottiene con diversi trattamenti, dall’acido ialuronico naturale alla biorivitalizzazione tramite la tecnica del picotage, all’utilizzo di fonti energetiche come la radiofrequenza o il laser».

Nell’ambulatorio dedicato di Humanitas Gavazzeni, che garantisce l’utilizzo di prodotti riconosciuti in ambito scientifico e completamente riassorbibili (e il cui accesso è riservato a persone di età superiore ai 18 anni), vengono proposti più trattamenti: dal peeling con varie sostanze alla biostimolazione con acido ialuronico e aminoacidi, dall’intralipoterapia alle infiltrazioni di tossina botulinica per l’iperidrosi passando per l’utilizzo di sostanze riempitive (filler e acido polilattico).

I fili di trazione, una novità per la dermatologia estetica

Tra le ultime novità della dermatologia estetica ci sono anche i fili di trazione. «Si tratta di veri e propri fili che possono essere sottilissimi, riassorbibili in materiali biocompatibili – aggiunge la dottoressa Baldi – che permettono di risollevare le “zone”, i ptosi di cedimento/caduta di alcune aree del volto, ma anche del corpo (interno braccia, interno coscia e addome). Va fatta una distinzione tra fili riassorbibili capaci di indurre una biorivitalizzazione della zona trattata, con la stimolazione di produzione di collagene e un miglioramento della circolazione locale. Questi trattamenti danno buoni risultati sul volto e sul décolleté e si possono associare a fili “liftanti” che risollevano piccoli cedimenti. I fili che invece hanno un’azione più “tirante“ possono essere utilizzati sul corpo, anche associati a sedute di radiofrequenza per ottimizzare il risultato».

L’importante nel prendersi cura della propria pelle è comunque evitare correzioni troppo “spinte” che vanno ad alterare l’aspetto complessivo della persona.

«Esistono oggi tecniche “biologiche” che utilizzano le proprie cellule staminali che si ottengono da un banale prelievo del sangue, e che vengono iniettate nella pelle e riattivate con un trattamento laser – afferma la dottoressa –. A differenza dei normali prodotti iniettivi che ripristinano i volumi come l’acido ialuronico, i risultati non sono immediati: ci vuole tempo prima che le cellule ripristinino i tessuti persi, ma il risultato è notevole».

Articolo pubblicato il 10 maggio 2015 sul quotidiano “Eco di Bergamo”.