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Con un ecografo miniaturizzato, il polmone non ha più segreti

Nonostante il tumore al polmone sia ancora la prima causa di morte per neoplasia in Italia, la sua cura negli ultimi anni offre comunque maggiori possibilità di successo rispetto al passato, sia per il miglioramento della scienza medica in ogni area coinvolta (chirurgia, oncologia, radioterapia, radiologia, pneumologia, medicina nucleare, anatomia patologica), sia per la sinergia tra le diverse competenze.

Fondamentale per la buona riuscita delle cure è una diagnosi precoce e un percorso codificato nelle terapie che permetta una tempistica breve e corretta. Nei casi di sospetto tumore al polmone il medico curante, dopo una visita e un attento esame obiettivo toracico, darà indicazione per accertamenti radiologici.

Se il dubbio di un tumore al polmone viene confermato, è bene che il paziente si rivolga a un medico specialista che in Humanitas Gavazzeni Bergamo, in collaborazione con il Giot (Gruppo Interdisciplinare Oncologia Toracica), lo prenderà in carico offrendo tutte le possibilità tecniche e scientifiche a partire dalla diagnosi, per passare poi alla stadiazione e alla cura della malattia, accompagnando il paziente in ogni fase. La chirurgia toracica di Humanitas Gavazzeni è dotata di tecnologia all’avanguardia e di competenze che permettono di prendersi cura del malato sin dall’inizio del percorso con una corretta diagnosi e stadiazione.

 

Per il tumore al polmone, strumenti di diagnosi e cura all’avanguardia

L’equipe è infatti esperta in indagini endoscopiche e biopsie trans bronchiali anche con ausilio di un ecografo miniaturizzato posto nella punta del broncoscopio (Ebus Tbna – da ottobre 2013 a oggi sono oltre 250 le procedure effettuate con questo strumento – e Tblb), biopsie chirurgiche in mediastinoscopia e toracoscopia. Questi accertamenti sono fondamentali per fare la diagnosi e per capire se la malattia tumorale è asportabile e se il paziente può essere sottoposto a intervento chirurgico. Nei primi stadi del tumore, la chirurgia rimane infatti la principale arma terapeutica con i migliori risultati di guarigione.

«La nostra Unità – dice Luigi Bortolotti, responsabile della Chirurgia toracica di Humanitas Gavazzeni Bergamo – dispone di tecniche chirurgiche avanzate che permettono ricostruzioni bronchiali (sleeve), ricostruzioni della parete toracica o ricostruzioni vascolari, utilizzando anche tecniche mini invasive (Vats lobectomy) che garantiscono al paziente un minor dolore post operatorio e una ridotta degenza ospedaliera con equivalenti risultati oncologici. La chirurgia, inoltre – conclude Bortolotti – può anche avere un ruolo palliativo nel migliorare la qualità di vita nei pazienti dove la malattia è riscontrata in uno stadio avanzato. In questo caso, grazie alle competenze presenti in ospedale, il paziente potrà essere avviato in tempi brevi ad altri trattamenti come la chemio e la radioterapia».

 

 Articolo pubblicato sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” il 18 settembre 2016.