“Terapia preoperatoria del tumore della mammella: controversie e stato dell’arte” è il titolo del convegno in programma sabato 18 maggio 2013 dalle ore 9 alle ore 14 in Humanitas Gavazzeni, Auditorium di Villa Elios, evento gratuito e accreditato ECM per medici di base e specialisti.

Negli ultimi decenni il trattamento chirurgico del carcinoma della mammella è diventato sempre più conservativo. Tuttavia un approccio chirurgico conservativo non è attuabile per tutte le pazienti. L’obiettivo di una chemioterapia antecedente la chirurgia (neoadiuvante) si è sviluppato con l’intento di ridurre il diametro del nodulo tumorale onde evitare la mastectomia a favore della quadrantectomia in una più elevata percentuale di pazienti.

La conservazione della mammella non è tuttavia l’unico vantaggio della chemioterapia neoadiuvante; anticipare il trattamento chemioterapico può essere utile per trattare precocemente eventuali micrometastasi presenti in organi a distanza dalla mammella. Inoltre, in base al risultato ottenuto con la chemioterapia preparatoria, l’oncologo dispone di informazioni relative alla chemiosensibilità del tumore di cui la paziente è affetta e sulla base di queste informazioni potrà programmare in modo più “personalizzato” i trattamenti postoperatori, laddove necessario.

«Dopo oltre 20 anni di chemioterapia neoadiuvante, dalla revisione dei risultati ottenuti, – spiega Piermario Salvini, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia medica di Humanitas Gavazzeni Bergamo e responsabile scientifico del convegno – sappiamo che: una elevata percentuale delle pazienti (circa l’80%) ottiene una riduzione delle dimensioni tumorali e può essere sottoposta a chirurgia conservativa; le migliori risposte sono ottenute nelle pazienti con tumori meno differenziati, con quadro recettoriale per estrogeni negativo, con elevata frazione di crescita (Mib1 o Ki67), con istotipo duttale. Infine una quota delle pazienti trattate con chemioterapia neoadiuvante ottiene una remissione completa patologica (pCR), con un significativo miglioramento della sopravvivenza».

E aggiunge: «La chemioterapia neoadiuvante ha una storia di oltre 20 anni ma esistono ancora molti punti da chiarire: selezione dei pazienti, quali siano i migliori farmaci e schemi di trattamento, quale sia il ruolo di un’ormonoterapia preoperatoria, quale sia la strategia da attuarsi nelle pazienti non risponders, come si modifichi il trattamento radiante successivo, quale il migliore timing del sampling linfonodale. Il congresso di sabato 18 maggio si pone l’obiettivo di fornire ai partecipanti, avvalendosi della partecipazione di esperti, le più recenti acquisizioni e i programmi futuri in uno scenario di rinnovato interesse».

La partecipazione al convegno è gratuita previa iscrizione. Per informazioni: Segreteria organizzativa Formazione ECM – Humanitas Gavazzeni– Fax 035.4204381 – www.humanitasgavazzeni.it – e mail: formazione.ecm@gavazzeni.it.