Rimozione di pacemaker e defibrillatori malfunzionanti o infetti

In che cosa consiste l’intervento di rimozione di pacemaker e defibrillatori malfunzionanti o infetti?

Le complicanze infettive o il malfunzionamento dei pacemaker e dei defibrillatori rappresentano una rara ma severa complicanza per i pazienti che convivono con questi dispositivi.

Quando cateteri o dispositivi si infettano, si guastano o diventa opportuno aggiungerne nuovi, viene effettuata una procedura di rimozione, nella maggior parte dei casi effettuata con una tecnica manuale, talora con dilatatori meccanici “potenziati” da una piccola “fresa” presente sulla punta del dilatatore.

L’intervento di rimozione dei dispositivi infetti richiede una struttura sanitaria completa (strumentazione adeguata, cardiochirurgia e rianimazione a disposizione), uno staff medico istruito e competente, una puntuale organizzazione dell’intervento e di seguito un monitoraggio costante del paziente nel corso della fase di degenza post intervento.

Quanto dura la degenza post intervento di rimozione di pacemaker e defibrillatori malfunzionanti o infetti?

La degenza può essere mediamente breve (circa 5 giorni) in caso di malfunzionamento dell’impianto o lunga (dai 10 ai 30 giorni) se si era in presenza di un’infezione.

L’intervento di rimozione di pacemaker e defibrillatori malfunzionanti o infetti è una procedura che viene eseguita di frequente?

No, si tratta di un intervento poco frequente dal punto di vista percentuale, interessando un 3-4% di tutti i pazienti impiantati, ma se si intravedono rischi di eventi infettivi complessi e non si interviene, c’è una percentuale di degenerazione e una probabilità di mortalità che varia dal 35 al 60%. Se si interviene, invece, i rischi si riducono drasticamente.

Qual è il grado di successo dell’intervento di rimozione di pacemaker e defibrillatori malfunzionanti o infetti?

Essendo un intervento non privo di rischi procedurali, l’esperienza dell’operatore gioca un ruolo fondamentale nella buona riuscita della procedura che, in mani esperte, ha una percentuale di successo privo di complicanze di oltre il 90%.

 

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