Rieducazione motoria

Che cos’è la rieducazione motoria?

La rieducazione motoria è una modalità di terapia che, attraverso il movimento (chinesiterapia), mira a ristabilire la normale funzionalità articolare, muscolare e la postura.

Nel trattamento della lombalgia vengono comunemente utilizzati vari esercizi, che vanno dai più semplici ai più complessi, che possono facilitare il ritorno alle normali attività quotidiane con un significativo miglioramento del dolore.

A che cosa serve la rieducazione motoria?

La rieducazione motoria si avvale di esercizi mirati e individualizzati sul paziente, che hanno l’obiettivo di allenare i muscoli, i tendini e le articolazioni a:

  • recuperare una normale mobilità e una migliore elasticità,
  • aumentare la forza e la resistenza dei tessuti,
  • incrementare la coordinazione e la propriocezione dell’individuo.

Scopo della rieducazione motoria è anche quello di:

  • dare al paziente spiegazioni e rassicurazioni sulla sua limitazione,
  • fornire informazioni sui movimenti da evitare,
  • proporre esercizi che alleviano il dolore,
  • insegnare le posture corrette.

Come si svolge la rieducazione motoria?

Per le patologie della colonna vertebrale (rachide) normalmente gli esercizi proposti sono quelli di allungamento e rinforzo della muscolatura di sostegno del tronco e del bacino.

La chinesiterapia, insieme al massaggio e all’eventuale applicazione di terapie fisiche strumentali, fa parte integrante di un programma riabilitativo che prevede sedute di circa 60 minuti. La chinesiterapia viene inizialmente proposta in maniera passiva (mobilizzazioni), quindi assistita dal fisioterapista e quindi autonomizzata sul paziente (chinesiterapia attiva).

Controindicazioni alla rieducazione motoria

Non esistono controindicazioni assolute alla rieducazione motoria se non quella dell’incapacità del paziente di collaborare attivamente e coscientemente al processo riabilitativo. È importante inoltre sottolineare che l’attività motoria e sportiva controllata, non aumenta il rischio di danni alla colonna ma, al contrario, può contribuire ad agire in senso migliorativo sugli aspetti ambientali e psicosociali tipicamente associati alla lombalgia.