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Humanitas University e Humanitas Gavazzeni per BergamoScienza 2026: imparare la medicina giocando

Una trentina di ragazzi e ragazze a formare due équipe mediche, un caso clinico da affrontare e un ospedale da conoscere attraverso gli occhi di chi ogni giorno vi lavora.

Questi i contenuti dell’’esperienza vissuta domenica 4 ottobre in Humanitas Gavazzeni, nell’ambito di BergamoScienza 2026, grazie all’iniziativa promossa da Humanitas University e rivolta anche ai figli e alle figlie dei dipendenti delle strutture Humanitas a Bergamo.

Il cuore del pomeriggio vissuto nell’ospedale di Bergamo è stato Sottopelle, il gioco di ruolo dal vivo ideato da Humanitas University e inserito nel programma del festival: un modo nuovo e divertente per avvicinare i ragazzi alla medicina e, soprattutto, alle persone e alle competenze che ne fanno parte.

L’appuntamento è iniziato in Villa Elios, con la guida di Federica e Silvia, divulgatrici scientifiche che portano da oltre un anno il gioco nelle scuole italiane.

Due équipe, un caso clinico e tante decisioni da prendere

I partecipanti sono stati divisi in due équipe mediche e a ciascuno è stato assegnato un ruolo all’interno del gruppo di professionisti che, in ospedale, prendono in carico un paziente e collaborano lungo il suo percorso di diagnosi e cura.

Per l’occasione, ogni ragazzo ha indossato un camice, diventando così parte dell’équipe e assumendo responsabilità e informazioni specifiche legate al proprio ruolo: medico, infermiere, OSS, fisioterapista, personale di staff.

Il punto di partenza è stata la lettura condivisa della cartella clinica di un paziente. Da quel momento è iniziato un vero e proprio percorso a tappe, nel quale le decisioni delle équipe hanno determinato i passaggi successivi.

Imparare la medicina attraverso il gioco

Tra una scelta e l’altra, il gioco di ruolo ha permesso ai ragazzi di scoprire che dietro ogni percorso di cura ci sono molte figure professionali, chiamate a lavorare insieme e a condividere informazioni e responsabilità.

Un modo ludico, quindi, per affrontare temi tutt’altro che semplici: il lavoro in équipe, il valore delle diverse competenze, l’ascolto del paziente e la complessità delle decisioni in medicina.

Proprio attraverso la dimensione del gioco, i partecipanti hanno potuto avvicinarsi alla medicina da una prospettiva diversa, non soltanto scientifica ma anche profondamente umana. Perché prendersi cura di una persona significa conoscere, osservare e decidere, ma anche saper ascoltare e confrontarsi con gli altri.

Alla scoperta di Humanitas Gavazzeni

Al termine dell’attività “ludica”, l’esperienza di Sottopelle è proseguita con una visita guidata all’interno dell’ospedale Humanitas Gavazzeni. I ragazzi hanno così potuto conoscere più da vicino alcuni spazi della struttura, tra cui la “sala ibrida” dell’Emergency Center, e scoprire elementi che ne raccontano la storia e la dimensione scientifica e culturale.

Attraverso il racconto e le spiegazioni delle infermiere Aurora Liberto e Claudia Boccieri, coordinate da Danilo Maggio, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino il lavoro degli operatori sanitari e di soddisfare le tante curiosità emerse durante la visita. Un pomeriggio all’insegna della curiosità, del gioco e della divulgazione scientifica, che ha trasformato l’ospedale in un luogo da esplorare e conoscere da un nuovo punto di vista.

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