Come proteggere i bambini dal caldo

I bambini si adattano meno facilmente dell’adulto alle alte temperature e per questo risultano più vulnerabili al caldo. In particolar modo, la sensibilità alle ondate di calore è maggiore per quei bambini con problemi di salute come malattie cardiache o respiratorie (asma).

Qualche consiglio per un’estate sicura

Vediamo insieme alla Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, qualche suggerimento utile per riparare il bambino dal caldo soffocante:
  • Evitare di portare il bambino in locali chiusi, caldi e poco ventilati. “In queste condizioni – spiega la Dott.ssa Marangione – il colpo di calore è in agguato. Per i viaggi in auto, il consiglio è quello di areare l’abitacolo e idratare il bambino”.
  • Per areare al meglio i locali, tenere aperte le finestre quando i raggi solari sono meno forti (mattino presto e sera) o quando il sole è tramontato. Durante le ore più calde della giornata meglio oscurare le finestre più esposte al sole.
  • Idratare spesso il bambino con acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi. “I bambini – aggiunge la Dott.ssa Marangione – non grondano sudore come gli adulti, ma con il caldo perdono molti sali e liquidi anche quando non ce ne rendiamo conto. Insegnare loro come idratarsi è importante perché impareranno un gesto prezioso per tutta la vita”.
  • Allattare spesso. “Fino a 6 mesi – continua la Dott.ssa Marangione – il lattante probabilmente chiederà più pasti al seno per placare non solo la fame, ma anche la sete. La mamma deve tenersi pronta a soddisfare la richiesta”.

Idratazione è la parola chiave

Non solo acqua, anche la dieta ha un ruolo importante per l’integrazione di sali e liquidi. “La frutta di stagione, ma anche la verdura, sono degli ottimi alleati in estate per restituire al bambino quanto perso con la sudorazione – sottolinea la Dott.ssa Marangione. Bene tagliare il consumo di snack, alimenti troppo calorici, bevande gassate e cibi con grassi animali”. Per proteggere i più piccoli dall’esposizione diretta al sole, scegliere vestiti leggeri e in fibra naturale che non siano aderenti al corpo e che lascino traspirare la pelle. “La protezione è efficace – continua la Dott.ssa Marangione – se i piccoli hanno la possibilità di ripararsi all’ombra, in ambienti freschi o circondati dal verde”. Per i bambini più grandi, è bene non svolgere attività fisica all’aperto durante le ore più calde del giorno e bere prima e durante le ore di gioco.  

Halloween, come trascorrerlo con i più piccoli

Festività di origine celtica, tipica degli Stati Uniti e del Canada, Halloween è, da qualche anno, diventata occasione di divertimento per adulti e bambini anche in Italia. Non solo travestimenti spaventosi; i dolciumi costituiscono l’elemento chiave della festa più mostruosa dell’anno. Con qualche accorgimento, comunque, la giornata può diventare divertente, gustosa, ma più sana.

5 consigli per un Halloween con i bambini

La Dott. Francesca Albani, dietista del Centro di Chirurgia Obesità e Malattie Metaboliche di Humanitas San Pio X ci da qualche consiglio per trascorrere questa giornata di festa con i più piccoli.
  • Ricrea momenti di divertimento che non prevedano consumo di dolci e caramelle

Sposta il focus del divertimento della giornata su travestimenti e decorazioni creative per la casa. Coinvolgi i tuoi vicini di casa per confrontare i costumi dei più piccoli. “Durante la giornata scegliete – consiglia la Dott. Albani – il momento della merenda come “spazio” dedicato al consumo dei dolcetti”.
  • Via libera a dolci salutari

Dai il buon esempio distribuendo dolci salutari come barrette ricche di fibre, frutta secca, snack di frutta o cioccolato fondente (70% cacao). Se non riesci a rinunciare ai dolci tradizionali, preferisci le scatole che prevedono porzioni più piccole. “Prepara – continua la Dott. Albani – dei dolcetti “fatti in casa”, magari dei biscotti o delle torte, utilizzando ingredienti sani, come uova, burro, latte e farina, privi di coloranti e conservanti artificiali e aiutandoti con degli stampini a tema per decorarli”.
  • Evita grassi Trans, oli idrogenati o parzialmente idrogenati

Ingredienti che si trovano spesso in merendine, barrette, snack e patatine fritte. Attenzione anche ai grassi saturi: scegli dolci che contengano al massimo 2 o 3 grammi di grassi saturi per porzione. L’etichetta nutrizionale ci aiuta a tale scopo. “Spendere qualche minuto in più al supermercato (anche se siamo sempre di fretta) – spiega la dottoressa – ci permette di poter portare in casa gli alimenti giusti. È molto importante perché ciò che mettiamo in dispensa resta a disposizione 24 h su 24″.
  • Mangia zucchero con moderazione

Zuccheri in eccesso vengono immagazzinati come grassi nel sangue sotto forma di Trigliceridi. Alti livelli di trigliceridi sono un fattore di rischio per la formazione di placche sulle pareti delle arterie. Un altro ingrediente da evitare è lo sciroppo di fruttosio, una forma di zucchero processato e altamente concentrato in dolci e caramelle. “A tal proposito – aggiunge la Dott.ssa Albani – meglio dosare il consumo di caramelle a 2-3 al massimo nell’arco della giornata, meglio favorire una bella merenda che possa saziare ed evitare ulteriori “pasticci”.
  • Salta il dessert dopo cena

Assicurati che i bambini finiscano il loro pasto e le porzioni di frutta e verdura previste prima di consumare altre caramelle, soprattutto se già mangiate durante la giornata. Con l’aumento dell’obesità tra i bambini, è importante che i genitori ricreino in casa delle abitudini alimentari corrette e salutari sin dall’infanzia. “È importante inoltre – conclude la dottoressa – insegnare ai bambini a scegliere momenti ben precisi deputati al consumo dei cibi, così da evitare comportamenti di compensazione (in caso di noia, rabbia, capricci, tristezza)”. Utilizza un’occasione di festa, come quella di Halloween, per insegnare ai tuoi bambini cos’è la moderazione. Queste abitudini corrette sicuramente “getteranno le basi” per comportamenti altrettanto adeguati anche nell’età adulta.  

Stitichezza, miniguida per combatterla

Le patologie del pavimento pelvico colpiscono prevalentemente le donne subito dopo la gravidanza o tardivamente, con diversi sintomi quali ritenzione urinaria, incontinenza, prolasso di vescica, utero e retto in varia combinazione, e alterazioni della defecazione come stipsi e incontinenza fecale, dolore pelvico. “La stitichezza o stipsi – spiega il dott. Leonardo Lenisa, medico aiuto dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale di Humanitas San Pio X – è un problema molto diffuso tra le donne, è dovuto al ridotto transito intestinale delle feci ed è meno frequente rispetto alla sindrome di ostruita defecazione che comporta invece un incompleto svuotamento dell’intestino”.

Stipsi, cause e rimedi?

Le cause possono essere un’ernia del retto (rettocele) o un prolasso rettale, frequente nelle donne che hanno avuto più parti o subito interventi ginecologici. Se la stipsi compare per variazioni occasionali della dieta o in brevi periodi di vacanza, non è necessario ricorrere a presidi particolari perché l’intestino in breve tempo si adatta alla nuova situazione e riprende la sua regolarità. “Intestino regolare – sottolinea il medico – non significa però andare in bagno una volta al giorno: è infatti considerato normale andare in bagno da 2 volte al giorno fino a 2-3 volte alla settimana e non per questo si soffre di stitichezza o si rischia di “intossicare” l’organismo”. Stipsi o stitichezza possono essere evitate seguendo alcuni consigli pratici:

Dieta e idratazione

  • Cosa mangiare: alimentazione varia, ricca di frutta fresca, verdura, prodotti a base di soia, pane integrale e cereali opportunamente aggiunti alla dieta
  • Cosa ridurre: formaggi elaborati, cioccolato, carne, fegato, riso e farina raffinata (bianca), se feci dure
  • Come mangiare: masticare bene e a lungo gli alimenti
  • Quanto bere: almeno due litri di liquidi al giorno incluse zuppe, tè e spremute

Lassativi e clisteri

  • Quali evitare: senna, liquirizia ed erbe hanno effetto irritativo. I clisteri non hanno efficacia nella sindrome di defecazione ostruita
  • Come assumerli: saltuariamente. Evitare l’uso continuativo perché impigrisce l’intestino
  • Quali preferire: in caso di necessità preferire lassativi-integratori alimentari a base di fibre tipo psillio e guar che ammorbidiscono le feci e favoriscono l’evacuazione

Corretta evacuazione

  • Cosa fare: non rinviare o trattenere lo stimolo evacuativo

Attività fisica

  • Quale preferire: passeggiare, camminare a passo moderato, tapis roulant
  • Quanta praticarne: una moderata attività fisica ogni giorno aiuta a mantenere tonici i muscoli intestinali

In caso di stitichezza, quando rivolgersi ad un medico?

“Se la stitichezza non passa – consiglia il Dott. Lenisa – è bene consultare lo specialista”, soprattutto in presenza di questi sintomi:
  • ridotta frequenza dell’evacuazione (meno di 2-3 volte la settimana)
  • senso di svuotamento incompleto e costipazione come un tappo che impedisce di liberarsi
  • stimolo alla defecazione assente o raro
  • necessità di rimanere in bagno a lungo e di ritornarci
  • dolori addominali e meteorismo
  • feci dure
  • sforzi eccessivi
  • sanguinamento intestinale
  • brusche variazioni della regolarità intestinale.