Le ragadi anali tendono a scomparire in fretta se curate entro tempi brevi dalla loro comparsa. Stile di vita sano e igiene aiutano a prevenirle.

La ragade anale è una piccola lacerazione o abrasione della pelle o della mucosa dell’ano. Una situazione che può provocare un certo fastidio – contraddistinto da prurito e sanguinamento all’inizio, ma anche da forte dolore nella sua fase più avanzata – e che «se non è tenuta sotto controllo può generare complicazioni in grado di influire sul normale svolgimento della vita di tutti i giorni», come sottolinea il dottor Sergio Agradi, responsabile dell’Unità Operativa di Proctologia e Pelviperineologia di Humanitas Gavazzeni.

Dottor Agradi, che cosa è importante fare quando si avverte la presenza di una ragade anale?

«Bisogna intervenire in modo tempestivo, perché la terapia anti ragadi che può essere adottata tramite applicazione di creme contenenti piccole percentuali di nitroglicerina o utilizzo di dilatatori anali a caldo è tanto più efficiente quanto più precoce».

Ci sono comportamenti che possono prevenire o comunque aiutare a guarire la formazione di ragadi anali?

«Contro le ragadi è importante curare l’alimentazione, che deve essere ricca di fibre – contenute soprattutto nei cereali, nella frutta e nella verdura – e di liquidi. Bisogna inoltre dedicarsi in modo costante a un’attività fisica, anche moderata. Da non dimenticare è il fatto che una situazione di sovrappeso può agevolare la formazione di ragadi. Se poi queste si sono già formate, diventa fondamentale fare impacchi caldi o utilizzare il bidet con acqua calda più volte nel corso della giornata. Utili possono essere farmaci antidolorifici da affiancare a lassativi blandi, cui è affidato il compito di rendere meno dure le feci».

Le ragadi anali colpiscono in particolare i bambini. Come possono essere preservati i nostri piccoli?

«Contro la formazione di ragadi nei bambini è importante soprattutto una cosa: stare attenti all’aspetto legato all’igiene, mantenendo costantemente pulita e fresca la zona anale».