In tempi di raffreddore, tosse e prime manifestazioni influenzali, diventa importante adottare atteggiamenti e comportamenti preventivi, come il più semplice e facile: tenere le mani pulite.

DI questo comportamento di buona abitudine alla salute parla Maurizio Galbussera, responsabile del Pronto Soccorso di Humanitas Gavazzeni.

Una stretta di mano non pulita può trasmettere germi e virus di comuni malattie?

«Purtroppo sì. Il virus del raffreddore ad esempio, che prioritariamente si trasmette attraverso le vie respiratorie, può essere trasmesso anche attraverso mani poco pulite. L’esempio classico è quello di una persona raffreddata che si soffia il naso e poi stringe la mano a una persona sana: se non ha lavato le mani è possibile che gli passi il virus. E lo stesso discorso vale per l’influenza. Altri “colpevoli” sono alcuni batteri come gli stafilococchi e streptococchi, responsabili di infezioni della cute, come pure l’escherichia coli, batterio presente nell’intestino che si trasmette con le feci e che può causare disturbi come dissenteria e infezioni del tratto urinario o, addirittura, polmonite o persino peritonite. Lavarsi le mani può ridurre di circa il 25% delle malattie dell’apparato respiratorio e in percentuale maggiore quelle dell’apparato gastroenterico».

Sembra un’azione scontata, ma è vero invece che bisogna imparare a lavarsi bene le mani?

«Sì, lavarsi bene le mani è un mezzo di prevenzione delle malattie infettive e costituisce la misura più importante per interrompere la trasmissione di agenti patogeni. Ma attenzione, non è sufficiente passare le mani sotto l’acqua con del sapone. Bisogna dedicare circa un minuto al lavaggio delle mani e seguire alcune indicazioni: bagnarle e applicare una quantità di sapone sufficiente a coprire tutta la superficie; frizionare le mani tra di loro mettendo il palmo destro sopra il dorso sinistro e viceversa intrecciando le dita; frizionare il dorso delle dita contro il palmo opposto tenendo le dita strette tra loro senza escludere i pollici; risciacquare le mani con l’acqua e asciugarle tamponandole con una salvietta monouso con la quale, poi, chiudere il rubinetto. A questo punto, una volta asciutte, le mani sono pulite».

Le soluzioni igienizzanti hanno lo stesso effetto di acqua e sapone?

«Sono un’alternativa valida, soprattutto se si è fuori casa, ma non possono essere considerate alla pari di acqua e sapone. Le soluzioni igienizzanti eliminano comunque la flora batterica superficiale attraverso appunto una soluzione che evapora a contatto con l’aria e contribuisce a ridurre la trasmissione di germi».

Quando è doveroso lavarsi le mani?

«Le mani vanno lavate quando si esce dal bagno, quando si è stati in un ospedale, quando si assistono persone malate, dopo aver cambiato un pannolino, dopo aver toccato e/o coccolato animali, dopo aver maneggiato rifiuti, dopo aver starnutito e/o tossito, dopo aver soggiornato in ambienti affollati (ferrovie, aeroporti, ipermercati, ecc.), prima di maneggiare o consumare alimenti, prima di mettersi le lenti a contatto e, ovviamente, quando sono “visibilmente sporche”. Risulta che gli italiani si lavino le mani almeno 8 volte al giorno ma solo il 17% utilizza saponi o soluzioni igienizzanti. Un’ultima raccomandazione è di utilizzare saponi delicati e adatti al proprio tipo di pelle. L’igiene delle mani, come di ogni altra parte del corpo, è importante ma attenzione a non esagerare: lavarsi le mani troppo spesso può irritare la pelle e renderla secca. In questo caso è buona abitudine prendersi cura delle mani applicando periodicamente una crema idratante».