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La meraviglia del cervello e delle sue stagioni

Anche per il 2022 la Società Italiana di Neurologia (SIN) aderisce e promuove la settimana mondiale del cervello dal 14 al 20 marzo.

Fin dalla nascita, il nostro cervello, che possiamo considerare come un computer, ha un talento unico: la capacità di imparare, apprendere, modularsi e trasformare le proprie capacità. Tutto ciò è possibile grazie alla sua struttura formata da una miriade di neuroni (le cellule cerebrali) che qualcuno ha paragonato alle stelle della Via Lattea, quasi novanta miliardi. Queste rappresentano la sostanza grigia del Sistema Nervoso Centrale e sono in grado di realizzare milioni di miliardi di connessioni (sinapsi) creando una rete “neuronale” ricchissima di collegamenti che permette a questo organo, ancora ad oggi per buona parte sconosciuto, di essere considerato come sosteneva Ippocrate “abbia nell’uomo il poter più grande: esso è infatti per noi l’interprete”.   

La complessità, a seconda delle condizioni fisiologiche e patologiche che nel corso della vita possono presentarsi, è estremamente variabile e grazie ad un fenomeno chiamato plasticità neuronale permette, per certi versi, di poter esprimere la sua capacità di compensare un danno, anche severo ed in alcuni casi irreversibile.

Le stagioni del cervello

Il cervello non è indipendente da chi lo utilizza, al contrario i circuiti che operano e comunicano al suo interno possono subire notevoli cambiamenti, a seconda delle attività per le quali viene impiegato.

La nostra materia grigia è in continua evoluzione e sviluppiamo senza sosta nuove capacità, mentre ne perdiamo altre. In pratica il vivere, il crescere, l’evolversi, l’invecchiare. Ma l’unico modo per fare si che possa avere una sua evoluzione o stabilità, è semplicemente renderlo sempre attivo e farlo funzionare.

Importante il concetto di “riserva cognitiva” che rappresenta il patrimonio personale acquisito e si correla a quanto abbiamo fatto lavorare il nostro cervello durante la vita.

L’infanzia

La strutturazione di tale organo nobile avviene già nelle prime settimane di vita prenatale ed anche gli organi di senso. Quindi un neonato presenta un cervello perfettamente strutturato ed il suo futuro sviluppo dipenderà, al di là delle patologie che potranno sopraggiungere, dalle capacità di usarlo e di saperlo gestire nelle condizioni migliori per efficienza (stile di vita, allenamento, e cosi via). Nel crescere le connessioni cerebrali aumenteranno in modo elevato fino ad una vera e propria gerarchia di maturazione delle diverse aree cerebrali.

I tempi di maturazione devono essere adeguati ed in particolar modo tutti gli eventi positivi e negativi potranno avere una influenza in età adulta. In ogni fase della nostra vita il cervello può essere considerato come una spugna.

Non dimentichiamo che molto spesso in questa età si possono sviluppare malattie quali ad esempio l’epilessia.

L’adolescenza

Un fenomeno che osserviamo anche nel periodo adolescenziale è la gerarchia nella completa e definitiva maturazione delle diverse zone cerebrali. L’area che per prima completa la sua maturazione è quella delle emozioni (sistema limbico). È tuttavia periodo di grande fragilità in quanto vulnerabile ad uso di sostanze voluttuarie (alcool, droghe, fumo, stili di vita inappropriati) e questo aspetto potrà incidere in modo imponente nella vita adulta, portando talvolta a fasi di invecchiamento precoce. Dal punto di vista neurologico tuttavia spesso proprio in questa età si possono osservare patologie severe quali le malattie demielinizzanti.

L’età adulta

Nell’età adulta e nella successiva senescenza il cervello raggiunge la sua piena maturità. Alcuni la definiscono esperienza, saggezza conoscenza, cultura e mentre ciò accade il cervello continua ad evolversi.

L’essere nel centro della massima attività cognitiva, prestazionale fisica non significa che il processo di neurogenesi (dipendente da individuo a individuo) inizi a rallentare.

Purtroppo in questa fase possono sopraggiungere eventi patologici e processi di neurodegenerazione (pensiamo a varie patologie neurologiche quali le malattie vascolari, il Parkinson, la demenza ed altre ancora). Fondamentale lo stile di vita e contrastare lo stress.

La costante ricerca scientifica sta ponendo basi di indescrivibile crescita per conoscere meglio questo organo in continua evoluzione  nel corso della vita. Il cervello umano non solo è in grado di percepire il tempo: lo inventa.

Tuttavia, al di là dello stato delle conoscenze, siamo ancora di fronte a limiti di applicazione dovuti proprio alla sua complessità. Certamente le capacità  sia di diagnosi che di terapia negli ultimi 20 anni sono state esempio magistrale, mafino a che punto ci sarà possibile usare il nostro cervello per conoscere il nostro cervello ?(Eccles, Nobel 1963)

Testo a cura della dottoressa Paola Merlo, Responsabile dell’Unità Operativa Neurologia di Humanitas Gavazzeni.

Specialista in Neurologia e in Neurofisiopatologia