L’emergenza dovuta al coronavirus in queste ultime settimane ha cambiato profondamente la nostra vita. Le indicazioni del Governo e degli operatori sanitari per fermare la diffusione del contagio sono chiare: bisogna evitare i contatti tra persone quindi, se non per ragioni di assoluta necessità, bisogna restare a casa.

Parliamo di questa condizione, inedita per moltissime persone, con la dottoressa Agnese Rossi, psicoterapeuta di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Il coronavirus ci ha chiusi tutti in casa. Come vincere la sensazione di isolamento che può nascere da questa improvvisa condizione?

«L’isolamento riguarda principalmente lo spazio: siamo costretti a stare chiusi in casa. In realtà tocca anche l’organizzazione del nostro tempo, che ovviamente risente della nostra possibilità o meno di muoverci da un luogo all’altro, in libertà. È proprio la libertà, apparentemente sottrattaci completamente in questi giorni, che dobbiamo mettere in gioco: pur avendo limiti notevoli nel muoverci e nello scegliere cosa fare, ricordiamoci che siamo comunque liberi di ascoltare la nostra interiorità, per comprendere in profondità come gestire questo tempo rallentato e sospeso, ma non per forza vuoto.

Usiamo quindi questo tempo domestico per condividere le nostre emozioni, le ansie, le sofferenze, le preoccupazioni, imparare a raccontarle, ad ascoltarci reciprocamente, a sentirci utili per qualcuno con gesti di solidarietà e attenzioni a cui non siamo più abituati. Non dimentichiamo poi quante volte sogniamo di avere tempo libero…

Riprendiamo in mano i nostri hobby e le nostre passioni, apriamoci alla nostra creatività e a nuove idee. È importante comunque mantenere una certa regolarità nelle attività che svolgiamo ogni giorno, fissando così i punti saldi delle nostre giornate».

Lavorare da casa, come renderlo un vantaggio e non un supplizio?

«Per qualcuno lavorare a casa è una comodità mai sperimentata prima, che può permettere di seguire i propri ritmi conciliando lavoro e tempo a casa. Per altri invece è una fatica notevole organizzare lavoro, figli, compiti, lezioni a casa, e lavori domestici. È importante riuscire ad avere uno spazio riservato, che permetta di concentrarsi e lavorare senza distrazioni; questo può permetterci di concentrare le ore lavorative e dedicare il resto del tempo agli affetti e ad attività piacevoli. Un altro aspetto determinante è quello di condividere il più possibile con il resto della famiglia le attività domestiche, responsabilizzando ogni familiare, dandosi l’obiettivo di poter poi condividere tutti insieme momenti più leggeri e piacevoli».

I rapporti famigliari, come approfittare di questo momento per renderli più forti (evitando che, al contrario, si indeboliscano)?

«Stare vicini tutto il giorno, anche se nel nostro luogo sicuro e protettivo come la casa, non è facile. È necessario rivedere insieme gli spazi e i tempi dandoci regole rispettose di ognuno, cercando di non essere di intralcio per gli altri e sperimentando nuove modalità di vivere insieme e ridurre gli aspetti faticosi. Ognuno può rivalutare le risorse proprie e degli altri, esprimerle reciprocamente, dedicarsi del tempo per raccontarsi e impegnarsi per trovare modi creativi di esprimere il nostro volerci bene.

Emozioni come la rabbia, lo stress, la paura, l’incertezza, l’attesa, devono trovare uno spazio condiviso in questi giorni sospesi e fragili, ma possono essere anche l’occasione per tutti di fermarci e cercare di dare qualità ai nostri affetti, creando momenti per gustare una buona cena, magari preparata insieme, ascoltare una buona musica non con le cuffie ognuno in un angolo diverso della casa, ma insieme, divertirci con un gioco di gruppo spegnendo la TV e i cellulari, spesso contagiosi di paure e ansie esagerate, talvolta più contagiose del virus».

I figli adolescenti, come convivere con loro tra le quattro mura, 24 ore su 24

«I figli adolescenti possono sentirsi frustrati e costretti a rispettare regole rigide, ma possono anche vivere un’occasione nuova per percepire che stanno crescendo e possono assumersi in modo maturo alcune responsabilità individuali e sociali: dal gestire autonomamente lo studio e le lezioni online, all’assumersi impegni in casa per condividere con il resto della famiglia le attività da svolgere per stare bene insieme, all’aiutare il fratellino nei compiti, i genitori in casa e star vicino ai nonni con una telefonata e risentire amicizie trascurate.

È importante parlare con loro di questi momenti e cercare insieme il senso da dare a questo tempo di tensione e preoccupazione, ma in cui ognuno può fare emergere le proprie risorse e contribuire attivamente al benessere di tutta la famiglia. Anche per loro, come per noi adulti, è una buona occasione per imparare ad ascoltare la noia, starci dentro, per percepire davvero come gestirla e renderla foriera di pensieri costruttivi».

Quali vantaggi trarre in generale per sé stessi da un momento così complicato e inusuale?

«In questo momento di emergenza inaspettata, la nostra società si trova disorientata e spaesata nel gestire un tempo inquietante, non preordinato dalla solita routine e che evidenzia la nostra fragilità e vulnerabilità. Questo è un tempo che ci impone di rallentare, di fermarci, di non fare-tutto-subito, di non controllo della realtà, cosa a cui non siamo abituati. Ora possiamo provare ad ascoltare in profondità il nostro tempo interiore, solitamente scandito dal tempo dell’orologio e pieno di attività che si susseguono freneticamente, e imparare a gestire la nostra quotidianità con uno sguardo diverso: decidere il più consapevolmente possibile del nostro tempo, perfino in questa situazione di incertezza e pericolo, e provare a prenderci davvero cura della qualità del nostro vivere.

Fermarci a riflettere sulla nostra vulnerabilità ci porta a chiederci se davvero la società più funzionale sia quella che ha il suo punto di forza nel correre freneticamente all’insegna della velocità, dell’efficienza e del profitto; o se proprio la nostra capacità di intessere relazioni sia il vero centro su cui metterci seriamente a lavorare a partire da oggi, in pieno coronavirus.

Rivalutiamo i nostri punti di forza che questi giorni di fatica emotiva possono rinforzare, condividiamoli in famiglia o a distanza con le persone care: parliamo e affrontiamo insieme le ansie, le paure, il nervosismo, le preoccupazioni, le insicurezze, le perdite; rendiamo autentica la nostra emotività e lasciamola fluire come scambio di reciproco arricchimento, sentiamoci vicini rinforzando il senso di utilità e di reciprocità, modifichiamo alcuni valori e le priorità sia individuali sia familiari, proviamo ad accettare la nostra vulnerabilità sentendoci più forti proprio perché è condivisibile e perché è ciò da cui parte il nostro bisogno e desiderio di creare legami autentici, e rinforziamo la voglia di ripartire con strategie innovative e creative».