Il caldo, spesso, porta con sé anche senso di spossatezza e stanchezza e, per cercare di “tirarsi su”, si finisce con ricorrere all’uso di integratori alimentari con sali minerali.

I più quotati sugli scaffali di farmacie e supermercati sono quelli a base di magnesio e potassio. Ma sono l’unica soluzione o c’è un’alternativa più semplice e più sana? L’abbiamo chiesto a Stefania Setti, medico nutrizionista, responsabile del Servizio di Nutrizione Clinica e Dietetica di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dottoressa Setti, si parla spesso di sali minerali: che cosa sono e a che cosa servono?

«Si tratta di elementi chimici che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e, quindi, devono essere necessariamente introdotti con la dieta. I sali minerali sono essenziali per il corretto svolgimento di numerose funzioni all’interno del nostro organismo, e sono costituenti di molti tessuti: si trovano, ad esempio, nelle ossa e nei denti ma anche nel sangue e nei liquidi biologici. Magnesio, potassio e calcio sono probabilmente i più popolari, ma ci sono anche cloro, fosforo, sodio e zolfo, ciascuno con il suo ruolo. Il potassio, ad esempio, è essenziale mediatore del corretto funzionamento del muscolo cardiaco e dell’apparato muscolo scheletrico, regolatore della eccitabilità neuromuscolare, implicato nella regolazione della pressione osmotica e della ritenzione idrica».

Come ci si accorge di avere una carenza di minerali?

«I sintomi variano a seconda del minerale in cui si ha carenza, e possono essere diversi; stanchezza cronica, debolezza muscolare e crampi, sonnolenza, stato confusionale, irregolarità cardiache ma, anche, nausea e vomito. Se ne parla soprattutto in occasione della stagione estiva, perché la sudorazione aumenta e si perdono quindi non solo i liquidi ma, anche, i sali minerali».

Per gli integratori, è meglio assumerli sotto controllo medico?

«Generalmente seguendo una dieta varia, sana ed equilibrata si riescono a coprire i fabbisogni giornalieri. Ci sono però situazioni patologiche e parafisiologiche nelle quali si rende necessaria un’integrazione e, in questi casi, è sempre meglio evitare l’auto prescrizione. Il medico di base o il farmacista sono le due prime importanti figure di riferimento da consultare in questi casi e, quando necessario, è bene rivolgersi anche al medico specialista. Nel caso in cui si cerchi un integratore tra gli scaffali di un supermercato, il consiglio è leggere con molta attenzione l’etichetta».

Ma esistono rimedi naturali alla carenza di sali minerali?

«Certamente, e il nostro primo alleato naturale è l’acqua. Ad esempio, quelle ricche di calcio possono essere utili in certe situazioni di aumentato fabbisogno di questo minerale. Bisognerebbe quindi bere molto e, ovviamente, evitare le bibite zuccherate. Puntiamo quindi sull’acqua, ma vanno bene anche thè o tisane senza aggiunta di zuccheri».

Frutta e verdura?

«Non dimentichiamoci certo di consumare ogni giorno 5 porzioni tra verdura e frutta fresche di stagione, variando il più possibile le scelte e i colori: tre porzioni di verdura da consumarsi cruda, oppure cotta al vapore o nel forno a microonde così da preservare tutte le vitamine e i minerali. Due porzioni di frutta consumata cruda, quando possibile con la buccia ben lavata. Infine, anche i cereali integrali sono un’utile fonte di minerali quali ferro, ma anche rame, manganese e, in piccole quantità, calcio, selenio e zinco».

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(Articolo pubblicato sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” il 9 luglio 2017).