La primavera, con i suoi pollini, è la stagione peggiore per chi soffre d’asma. Ma questa malattia si mantiene tutto l’anno, con sintomi più lievi che bisogna imparare a riconoscere e curare, per impedire che si cronicizzi.

Per molte persone l’arrivo della primavera è uno dei momenti migliori dell’anno. Non lo è però di certo per tutti coloro che con l’arrivo della nuova stagione vedono ritornare i soliti disturbi – tra  quali uno dei più fastidiosi e senz’altro l’asma – scatenati da allergie ai pollini, di cui la primavera è particolarmente ricca.

Se per è vero che le allergie ai pollini contribuiscono ad aumentare le manifestazioni dell’asma, è altrettanto vero che questa malattia è presente tutto l’anno, magari con manifestazioni diverse o meno intense, ma che devono comunque essere riconosciute e adeguatamente trattate.

Il 5% degli italiani soffre d’asma, cerchiamo di capire meglio come e perché si sviluppa questa patologia e in quale modo può essere individuata e curata, con l’aiuto del dottor Lamberto Maggi, responsabile dell’Unità Operativa di Pneumologia di Humanitas Gavazzeni.

Qual è la prima causa dell’asma?

«L’asma è una malattia infiammatoria cronica contraddistinta da una condizione di iperattività bronchiale aspecifica che dura tutto l’anno. In pratica, i bronchi del soggetto asmatico rispondono con un broncospasmo, cioè chiudendosi, a stimoli che per le altre persone sono del tutto normali. Tra questi stimoli c’è sicuramente la presenza di pollini e di allergeni in generale nell’aria. Altre cause di asma possono essere gli sforzi, l’aria inquinata, gli sbalzi termici, le infezioni delle vie aeree, gli stati emotivi particolarmente intensi. Se ne deduce quindi che si può avere l’asma senza essere allergici e si può essere allergici senza avere l’asma. L’allergia non è la malattia, è solo un fattore di rischio per molte malattie tra le quali l’asma rientra a pieno diritto».

È quindi sbagliato identificare l’asma con le allergie…

«Purtroppo si tratta di un errore molto diffuso, molti pensano si tratti della stessa cosa e sbagliano. Come abbiamo detto, l’asma è una malattia cronica, clinicamente complessa. L’allergia può essere semplicemente uno dei fattori scatenanti dell’asma. È importante slegare i due concetti, perché l’asma deve essere curata tutto l’anno, non bisogna mai abbassare la guardia. Occuparsi della sua cura solo in alcuni periodi dell’anno, accettando di convivere per il resto dell’anno con sintomi solo in apparenza modesti, può far sì che una situazione assolutamente reversibile si trasformi in un danno cronico e irreversibile».

In primavera l’asma si manifesta in modo esplicito. Come possiamo accorgerci della sua esistenza, invece, negli altri mesi dell’anno?

«In relazione alle forme d’asma tipicamente primaverili, i sintomi durante il resto dell’anno possono essere assenti o molto più lievi, ma è importante saperli leggere e non sottovalutarli: una tosse persistente o che compare o riacutizza con gli sforzi, la percezione di un respiro lievemente sibilante, la comparsa di respiro difficoltoso in occasione delle malattie causate da virus a carico delle piccole vie aeree, sono lì a ricordarci che la nostra natura di soggetto asmatico perdura anche lontano dalla primavera e dai suoi pollini».

Come facciamo a diagnosticare l’asma?

«La diagnostica dell’asma è abbastanza semplice quando sono presenti le manifestazioni della malattia: la spirometria ci permette di rilevare la presenza di un’ostruzione bronchiale e come questa ostruzione migliora dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore. Più difficile è diagnosticare l’asma quando questa non è manifesta: in questo caso bisogna valutare se è presente la condizione di iperreattività bronchiale tipica dell’asmatico. Per farlo si dovrà eseguire un test di provocazione bronchiale nel corso del quale al paziente viene inalata una sostanza che, nei soggetti asmatici provoca, in modo assolutamente sicuro e rapidamente reversibile, una piccola crisi di broncospasmo. Solo dopo aver fatto la diagnosi di asma, possiamo decidere di andare a ricercare gli eventuali fattori di scatenamento dell’asma ed eseguire le prove allergometriche per i pollini e i principali allergeni perenni».

Quali sono le cure oggi esistenti contro l’asma?

«Oggi disponiamo di terapie sicure ed efficaci, prive di effetti collaterali. I farmaci fondamentali sono i cortisonici e i broncodilatatori. I farmaci cortisonici servono a curare l’infiammazione bronchiale tipica della malattia e vengono somministrati per via inalatoria a dosi bassissime in modo da poter essere utilizzati per periodi lunghissimi, anche tutta la vita e anche nelle fasi di apparente quiescenza della malattia, senza effetti collaterali. I farmaci broncodilatatori, come dice la parola, servono invece ad aprire i bronchi quando sono chiusi dal broncospasmo tipico della malattia: sono farmaci molto efficaci e da utilizzare soprattutto nelle fasi sintomatiche, sempre in associazione agli steroidi per inalazione. Un’ultima raccomandazione: un’asma ben curata permette di condurre una vita normalissima, senza alcuna limitazione, mentre non curare le manifestazioni dell’asma, anche se lievi, porta inevitabilmente a un peggioramento della malattia».