Fin dal 2013 il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati Membri dell’Unione Europea a migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini con riguardo alla rianimazione cardiopolmonare (RCP). Un argomento importante che riguarda la capacità e la possibilità di intervenire in maniera tempestiva in aiuto di una persona che sia stata colpita da un arresto cardiaco.

Ma che cosa significa potenziare la formazione degli italiani alla rianimazione cardiopolmonare? Lo chiediamo a Mauro Zanchi, istruttore del Centro Formazione dell’IRC (Italian Resuscitation Council) e Coordinatore infermieristico di Terapia Intensiva di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

«Significa informare le diverse fasce della popolazione sulla rilevanza di questo problema e sensibilizzare le persone sull’importanza di conoscere e saper eseguire alcune semplici manovre che possono salvare la vita. Questo perché non serve avere una preparazione sanitaria specifica per operare il primo soccorso di un soggetto colpito da arresto cardiaco».

Quanto è importante intervenire con la dovuta tempestività, nei minuti che seguono un arresto cardiaco?

«Non è solo importante, ma è indispensabile per la sopravvivenza della persona. Con il semplice massaggio possiamo mantenerla in vita e aumentare le probabilità di ripresa. Consideriamo che il 70% degli Arresti Cardio Circolatori (ACC) nel nostro continente avviene in presenza di testimoni, che potrebbero iniziare subito la rianimazione cardiopolmonare. Attualmente in Europa questo accade solo nel 15% dei casi di arresto cardio circolatorio».

Che cosa deve fare una persona che assista a un arresto cardiaco?

«Verificata la sicurezza dell’ambiente, accertato lo stato della vittima (incosciente-non respira e non si muove), chiamato il soccorso istituzionale 118/112, una persona che assiste a un arresto cardio circolatorio dovrà immediatamente iniziare il massaggio cardiaco su un piano rigido, con una frequenza di 80/100 compressioni per minuto. La persona che assiste a un arresto cardiaco deve pertanto garantire i primi due anelli della catena: allarme precoce-massaggio precoce».

È un’operazione semplice? Che possono svolgere tutti?

«Qui sta l’importanza della formazione. Qualora il testimone sia una persona inesperta, al fine di cercare di migliorare le percentuali di sopravvivenza della vittima, potrà solamente effettuare le compressioni toraciche in attesa dei soccorsi. La persona adeguatamente preparata, invece, potrà eseguire con la dovuta sicurezza le manovre di RCP, alternando alle compressioni toraciche anche le ventilazioni, secondo il rapporto delineato dalle linee guida internazionali, che prevedono 30 compressioni seguite da 2 ventilazioni mantenute nel tempo. La RCP iniziata dai testimoni raddoppia – se non addirittura triplica – le probabilità di successo della defibrillazione. La defibrillazione è il terzo anello della catena della sopravvivenza ed è la terapia principe nel 65% degli arresti cardio circolatori. Inutile sottolineare che con la RCP e la defibrillazione le probabilità di salvare la vita aumentano in modo esponenziale. Recenti normative hanno peraltro reso possibile a personale non sanitario/laico l’accesso a dei programmi per la defibrillazione precoce. Questi programmi – che riguardano le società sportive e gli ambienti con elevata densità di popolazione (ipermercati, hotel, aeroporti, stazioni marittime, stazioni ferroviarie, metropolitane, stadi…) – prevedono la certificazione di personale non sanitario e laico all’impiego del defibrillatore».

 

I numeri dell’arresto cardiaco

  • 15%: percentuale europea di soggetti che, colpiti  da arresto cardiaco, vengono soccorsi con la rianimazione cardiopolmonare
  • 70%: percentuale di arresti cardiaci che avvengono in presenza di altre persone (che potenzialmente potrebbero eseguire una rianimazione cardiopolmonare)
  • 90: in Europa ogni 90 secondi si registra l’insuccesso di una rianimazione cardiopolmonare perché iniziata troppo tardi
  • 1.000: numero di persone che in Europa muoiono giornalmente per arresto cardiaco
  • 60.000: numero di persone che, ogni anno, vengono colpite da un arresto cardiaco nel nostro Paese
  • 100.000: persone che potrebbero essere salvate ogni anno in Europa se si riuscisse ad aumentare l’incidenza della rianimazione cardiopolmonare immediata, innalzandola dall’attuale 15% dei casi al 50-60% dei casi
  • 400.000: persone che in Europa ogni anno vengono colpite da arresto cardiaco.