Alloro

L’alloro, nome scientifico Laurus Nobilis, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Lauraceae le cui foglie sono utilizzate come erbe aromatiche. Si ritiene sia originaria dell’Asia Minore e si sia sviluppata in seguito nelle regioni del Mediterraneo e in altre parti dell’Asia.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’alloro?

In un cucchiaio di alloro tritato, circa 1,8 g, c’è un apporto di circa 6 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti: L’alloro è fonte di oli essenziali ricchi in particolare di cineolo.  

Quando non bisogna mangiare alloro?

Il consumo di alloro può interferire con l’assunzione di farmaci narcotici e sedativi. In presenza di dubbi meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’alloro?

Foglie e bacche di alloro hanno proprietà diuretiche, astringenti e stimolanti dell’appetito. Le sue parti verdi sotto forma di infuso vengono utilizzate per alleviare i sintomi o i dolori associati all’ulcera gastrica o per curare coliche e flatulenza. L’olio essenziale è invece utilizzato in molte medicine per il trattamento di dolori muscolari, artrite, bronchiti e sintomi dell’influenza. Il consumo di quest’erba aromatica favorisce il buon funzionamento del sistema immunitario (grazie alla vitamina C), è importante per lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione (acido folico), assicura proprietà antiossidanti (vitamina A), favorisce il buon funzionamento del metabolismo (vitamine del gruppo B) Tra i minerali, il potassio è alleato del cuore, calcio fosforo e magnesio sono utili per la salute di ossa e denti, ferro e rame intervengono nella produzione di globuli rossi. L’alloro contiene acido laurico, molecola che risulta essere repellente nei confronti degli insetti.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dolore in sede ombelicale

Che cos’è il dolore in sede ombelicale?

Il dolore in sede ombelicale è un malessere che viene avvertito nell’area dell’addome dietro all’ombelico. Si tratta di un dolore che può essere continuo o alternato e più o meno intenso.

 

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore in sede ombelicale?

Al dolore in sede ombelicale possono associarsi altri sintomi come gorgoglio addominale, flatulenza, nausea, vomito, eruttazioni, febbre e muco o sangue nelle feci.

 

Quali sono le cause del dolore in sede ombelicale?

In genere il dolore in sede ombelicale può essere causato da un trauma o da disturbi che riguardano il sistema gastro-intestinale. Tra le patologie che possono provocare questo sintomo ci sono: appendicite, diverticolosi, diverticolite, ernia ombelicale, gastrite, peritonite, sindrome dell’intestino irritabile, ulcera duodenale, ulcera gastrica.

 

Quali sono i rimedi contro il dolore in sede ombelicale?

Per poter curare il dolore in sede ombelicale è necessario individuare e intervenire sulla patologia che ne rappresenta la causa.

 

Dolore in sede ombelicale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore in sede ombelicale deve essere sottoposto all’attenzione del medico di fiducia quando deriva da un trauma, se è accompagnato da sangue o muco nelle feci o se si è in presenza o a rischio di una delle patologie che possono essere associate a questo sintomo (vedi elenco sopra).

 

Area medica di riferimento per il dolore in sede ombelicale

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore in sede ombelicale è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Ematemesi

Che cos’è l’ematemesi?

Con ematemesi si indica quella situazione in cui si vomita sangue, che può avere una colorazione rossa più o meno intensa e che può essere mischiato a residui di cibo.

 

Quali sono le cause dell’ematemesi?

L’ematemesi può derivare dalla presenza di varie patologie, tra cui ci sono: diverticoli esofagei, esofagite, gastrite, tumore alla bocca, tumore all’esofago, tumore allo stomaco, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcera peptica, varici esofagee.

 

Quali sono i rimedi contro l’ematemesi?

Per curare l’ematemesi è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. A seconda della gravità il medico disporrà una cura farmacologica o, nei casi più gravi, una serie di trasfusioni.

 

Ematemesi, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di ematemesi è sempre bene contattare al più presto il proprio medico o recarsi al più vicino pronto soccorso.

 

Area medica di riferimento per l’ematemesi

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per l’ematemesi è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Gonfiore addominale

Che cos’è il gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale è una condizione dovuta a un accumulo di gas a livello di stomaco e intestino, spesso associato a un intenso dolore addominale.

 

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere associato, nelle sue forme più gravi, ad altri sintomi come: dolori addominali, dolore al petto, diarrea, sangue nelle feci, cambiamento del colore delle feci, perdita di peso senza apparente motivo.

 

Quali sono le cause del gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere causato da alcuni cibi, da bevande gassate, dal mangiare troppo in fretta, dal fumo, dallo stress, dall’ansia e anche dalla masticazione di gomme da masticare.

Il gonfiore addominale può anche essere causato da varie patologie, tra le quali ci sono: appendicite, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, colecistite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, tumore colon-retto, tumore dell’ovaio, ulcera gastrica.

 

Quali sono i rimedi contro il gonfiore addominale?

In genere il gonfiore addominale, quando si presenta con episodi isolati, si risolve da sé. Nel caso in cui il gonfiore non accenni a diminuire può essere utile evitare di assumere alimenti e bevande che possano contribuire alla formazione di gas all’interno dell’apparato digerente (tra questi: fagioli, broccoli, mele, pere, cipolla, lattuga, cereali integrali e bibite gassate).

A volte può essere utile limitare o evitare l’uso di latte o suoi derivati.

 

Gonfiore addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore addominale deve essere posto all’attenzione del proprio medico quando non accenna a diminuire nonostante gli accorgimenti alimentari messi in atto e se si accompagna ai sintomi sopra riportati.

 

Area medica di riferimento per il gonfiore addominale

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore addominale è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Tetraciclina

La tetraciclina è un antibiotico che agisce prevenendo la crescita e la diffusione dei batteri impedendo loro di sintetizzare le proteine.  

A che cosa serve la tetraciclina?

La tetraciclina viene utilizzata per curare le infezioni della pelle, l’acne, le infezioni delle vie aeree, quelle delle vie urinarie e genitali e le infezioni da Helicobacter pylori associate a ulcera gastrica.  

Come si assume la tetraciclina?

La tetraciclina viene assunta per via orale, con 2-4 dosi giornaliere da assumere a stomaco vuoto, con acqua abbondante (da evitare è la somministrazione contemporanea all’assunzione di latte, formaggi, gelato e altri latticini)  

Quali effetti collaterali ha l’assunzione di tetraciclina?

L’assunzione di tetraciclina può generare vari disturbi quali: dolore alla bocca, cambiamenti del colore della pelle, problemi di stomaco, diarrea, prurito vaginale, prurito a livello di retto, ustioni. È bene rivolgersi a un medico nel caso in cui si manifestino effetti collaterali come: rash cutaneo, orticaria, prurito, difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire, mal di testa intenso, vista appannata, ittero, urine scure, feci chiare, vomito, confusione, piaghe in gola, febbre, stanchezza e brividi.  

Quali sono le controindicazioni all’uso di tetraciclina?

La tertaciclina non deve essere somministrata a minori di 8 anni. Il suo effetto può contribuire a diminuire l’efficacia di alcuni contraccettivi orali. Il suo effetto può essere invece diminuito in caso di assunzione congiunta con antiacidi, integratori di ferro o di calcio e lassativi a base di magnesio. Prima della sua assunzione, è comunque sempre bene informare il proprio medico della presenza di:
  • allergie al principio attivo o ad altri farmaci
  • assunzione di altri medicinali, fitoterapici o integratori, soprattutto di anticoagulanti, antiacidi e penicilline
  • disturbi presenti o passati per asma, allergie, diabete, orticaria, febbre da fieno, malattie renali o malattie epatiche
  • gravidanza o allattamento al seno.
È bene informare sempre chirurghi e dentisti di un trattamento in corso a base di questo principio attivo. Durante il trattamento è bene inoltre proteggere la pelle con indumenti e filtri solari adatti e gli occhi con occhiali da sole.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Vomito

Che cos’è il vomito?

Il vomito è il meccanismo fisico per cui attraverso la bocca si verifica un’improvvisa fuoriuscita, parziale o totale, del contenuto gastrico.

Tale uscita è provocata da una contrazione dei muscoli del diaframma e dell’addome accompagnata da una contrazione antiperistaltica – cioè con movimento che parte dal basso e si dirige verso l’alto – della parete gastrica.

 

Quali sono le cause del vomito?

Il vomito può avere molte cause, tra le quali ci sono:

  • intossicazioni da cibo, respiratorie o da farmaci
  • affezioni gastrointestinali, epato-biliari o renali
  • mal d’auto
  • situazioni di ansia o stress
  • problemi di vista
  • gravidanza.

Numerose sono anche le patologie che possono esserne la causa. Tra queste ci sono: angina pectoris, appendicite, botulismo, calcoli alla cistifellea, calcoli renali, cefalea, colite, emicrania, epatite, ernia iatale, esofagite, fibrosi cistica, gastrite, gastroenterite, glaucoma, indigestione, infarto miocardico, insufficienza renale, labirintite, malaria, meningite, morbo di Crohn, occlusione intestinale, otite, pancreatite, peritonite, reflusso gastroesofageo, tumore al pancreas, tumore allo stomaco, tumore al colon, ulcera duodenale e ulcera gastrica.

 

Quali sono i sintomi che procedono o accompagnano il vomito?

I sintomi principali che precedono o accompagnano il vomito sono la nausea, la salivazione intensa (scialorrea), la pressione sanguigna arteriosa bassa (ipotensione).

 

Quali sono i rimedi contro il vomito?

I rimedi contro il vomito sono legati alla patologia o alla causa che ne rappresenta l’origine. In genere il medico prescrive l’assunzione di farmaci anti-emetici (da “emesi”, termine medico con cui si indica il vomito) e di sali minerali che hanno il compito di ristabilire l’equilibrio idro-eletrolitico dell’organismo quando gli episodi si dovessero ripetere per più giorni consecutivi.

 

Vomito, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di vomito è il caso di rivolgersi al proprio medico quando gli episodi emetici si ripetono per almeno due giorni o quando facciano seguito alla diagnosi di una patologia che sia in grado provocarlo, come sottolineato dal medico curante.