Naso chiuso

Che cos’è il naso chiuso?

Il naso chiuso corrisponde a una chiusura delle vie aeree nasali che impedisce la respirazione attraverso il naso.

 

Quali altri sintomi possono essere associati al naso chiuso?

Il naso chiuso può accompagnarsi ad altri sintomi, che variano a seconda della patologia che è alla base di questo disturbo: tosse, spossatezza, lacrimazione e bruciore degli occhi, mal di gola e mal di testa.

 

Quali sono le cause del naso chiuso?

La prima causa del naso chiuso è il raffreddore, ma molte altre possono essere le patologie in grado di provocare questo disturbo. Tra queste ci sono: allergie respiratorie, influenza, poliposi nasale, rinite, sinusite.

Il naso chiuso può anche essere la conseguenza di un trauma al naso, che abbia provocato una deviazione o rottura del setto nasale.

 

Quali sono i rimedi contro il naso chiuso?

Per curare il naso chiuso occorre individuare e intervenire sulla patologia che è alla sua base.

Esistono diverse soluzioni farmacologiche in grado di offrire sollievo al naso chiuso, tutte da adottarsi su indicazione del proprio medico:

  • soluzioni fisologiche con cui detergere le fosse nasali,
  • sciroppi se si è in presenza anche di tosse,
  • analgesici quando c’è anche mal di testa,
  • antistaminici nel caso di allergie respiratorie e vasocostrittori, da utilizzare per pochi giorni, sotto attento monitoraggio medico.
 

Naso chiuso, quando rivolgersi al proprio medico?

Una condizione di naso chiuso deve essere sottoposta al medico di fiducia quando non accenna a scomparire nel tempo o quando è associabile a una delle patologie che possono essere a esso collegate.

 

Area medica di riferimento per il naso chiuso

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il naso chiuso è l’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria.

Nichel

Che cos’è il nichel?

Il nichel – noto anche come nikel o nichelio – è un elemento presente nell’organismo in piccole quantità, e per questo chiamato anche “microelemento” o “microcostituente”, pari a circa 1 mg totale. Si trova concentrato soprattutto in ossa, pancreassaliva. Il simbolo chimico del nichel è Ni.  

A che cosa serve il nichel?

All’interno dell’organismo umano il nichel attiva alcuni enzimi e facilita l’assorbimento del ferro presente negli alimenti. Alcuni studi hanno messo in evidenza un suo coinvolgimento nel metabolismo degli ormoni, del glucosio e dei lipidi e nel mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari. I composti del nichel non trovano impiego in medicina in quanto velenosi.  

In quali alimenti è presente il nichel?

Tra gli alimenti più ricchi di nichel ci sono i cereali, i semi, il grano saraceno e i frutti di mare, oltre al cavolo, al pomodoro, ai fagioli e ad altri legumi (le quantità presenti nei cibi di origine vegetale dipendono molto dal terreno su cui vengono coltivati). Anche il cioccolato è incluso tra le fonti principali di nichel (che si trova nei grassi vegetali idrogenati: il nichel viene infatti impiegato per la loro produzione).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di nichel?

Il fabbisogno giornaliero di nichel – che risulta sempre coperto dalla dieta – è di circa 100 microgrammi.  

Quali conseguenze determina la carenza di nichel?

A oggi non sono note sindromi da carenza di nichel. Si ritiene comunque che la carenza di questo minerale possa comportare insufficienza epatica, problemi di crescita, problemi all’apparato riproduttivo, alterazioni del colore della pelle e peggioramento di anemie preesistenti.  

Quali conseguenze determina un eccesso di nichel?

Un eccesso di nichel può portare ad avvelenamento. I sintomi principali possono essere nauseavomitomal di testa e vertigini, difficoltà respiratorie, tosse e dolori al toracerash cutanei.  

È vero che l’allergia al nichel fa ingrassare?

No, non è vero. I soggetti allergici al nichel hanno a che fare con evidenti gonfiori (che sono cosa diversa dall’ingrassare), per risolvere o limitare i quali è necessario provvedere a eliminare dalla dieta i cibi che contengono questo minerale.

Ossitropio

L’ossitropio è un farmaco broncodilatatore (appartenente alla categoria dei farmaci dell’apparato respiratorio) che agisce sulla muscolatura bronchiale e bronchiolare, contrastando le stimolazioni causate da eventi patologici che colpiscono le vie respiratorie contribuendo a ripristinare il normale funzionamento delle vie aeree. Ha una breve durata d’azione e un basso assorbimento sistemico.  

A che cosa serve l’ossitropio?

L’ossitropio viene utilizzato per trattare alcune malattie delle vie respiratorie come l’asma bronchiale e la broncopneumopatia cronica ostruttiva con componente asmatica.  

Come si assume l’ossitropio?

L’ossitropo viene somministrato per via inalatoria sotto forma di bromuro.  

Quali effetti collaterali ha l’assunzione di ossitropio?

L’uso di ossitropo provoca vari effetti collaterali, tra cui: tosse, broncospasmo, nausea, secchezza di bocca, mucosa nasale e occhi, tachicardia, palpitazioni, fibrillazione atriale, ritenzione urinaria, vertigini, impotenza, vomito, dolori addominali, costipazione, rash cutaneo, orticaria, glaucoma.  

Quali sono le controindicazioni all’uso di ossitropio?

L’assunzione di ossitropio deve essere tenuta sotto controllo:
  • quando si stanno assumendo altri farmaci anticolinergici, per non rischiare di aumentare l’effetto colinergico
  • quando si è coronaropatici o cardiopatici
  • in gravidanza o quando si allatta al seno.
Nei pazienti affetti da rinite secca, sindrome di Sjögren o cheratocongiuntivite secca, l‘assunzione di questo farmaco può peggiorare, anche se solo transitoriamente, la secchezza degli occhi e della mucosa orale e nasale.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Polline d’api

Che cos’è il polline d’api?

Il polline d’api è la sostanza dei fiori che viene raccolta e trasportata dalle api bottinatrici e che può contenere al suo interno anche nettare e saliva dell’insetto.  

A che cosa serve il polline d’api?

Il polline d’api viene proposto negli integratori perché eserciterebbe azioni medicinali e migliorerebbe le prestazioni atletiche ma non esistono prove scientifiche a sostegno di questa tesi. Viene proposto inoltre per molti altri usi, tra cui: stimolare l’appetito, perdere peso, rallentare l’invecchiamento precoce, contro le fiacche in bocca, la febbre da fieno, i problemi alla prostata, reumatismi, tosse, vomito, diarrea, epistassi e problemi gastrointestinali, infiammazioni da alcol e per aumentare il flusso dell’urina. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, non ha però autorizzato alcun claim che riguardi tutte queste proposte d’uso, rifiutando del tutto quelle che riguardano la prevenzione di acido lattico nei muscoli e che lo indicano come capace di agire come antiossidante o buon fornitore di energia e rinvigorente.  

Possibili controindicazioni del polline d’api?

Non si conoscono situazioni in cui il consumo di nettare d’api interferisca con l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. Il suo consumo è considerato sicuro ma si possono verificare situazioni di reazioni allergiche in genere collegate ad allergie ad altri pollini. L’ingestione di questo polline potrebbe essere controindicato in caso di gravidanza o durante l’allattamento al seno. In casi rari e non del tutto provati al consumo di questa sostanza sono stati associati problemi ai reni e al fegato.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Zenzero

Lo zenzero che viene utilizzato nel settore alimentare è il fusto dello Zingiber officinale, pianta che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dello zenzero?

In 100 grammi di zenzero c’è un apporto di circa 80 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti:  

Quando non bisogna consumare zenzero?

Il consumo di zenzero può contribuire ad aumentare l’azione dei farmaci coagulanti e può interferire con gli effetti di altri farmaci come la ciclosporina, gli antipertensivi e gli antidiabetici. In presenza di dubbio è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dello zenzero

Allo zenzero sono riconosciute proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e carminative. Contiene gingeroli, elementi dalle forte capacità antinfiammatorie, calmanti, analgesiche, antibatteriche e antiepiretiche e utili per ridurre la nausea dovuta a gravidanza o a mal d’auto oltre che per alleviare il mal di testa. Lo zingerone, altro elemento presente in questa spezia, sembra invece essere utile per combattere la diarrea associata a Escherichia coli, soprattutto nei bambini. Infine, molto utilizzati sono i decotti a base di zenzero, bevuti in caso di raffreddore, mal di gola e tosse. Sotto il profilo strettamente alimentare è una buona fonte di:
  • molecole che mettono in campo un’efficiente azione antiossidante
  • vitamine utili al buon funzionamento del metabolismo
  • potassio, buon alleato del cuore
  • calcio e fosforo, alleati della salute di ossa e denti
  • ferro e rame necessari per la produzione di globuli rossi.
 

Quali sono le controindicazioni dello zenzero

Il consumo di zenzero può contribuire ad aumentare la secrezione della bile. Nel caso in cui si soffra o si sia sofferto di calcoli alla colecisti, dunque, prima di farne uso è meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.