Scintigrafia renale sequenziale con 99mTC-DTPA

(Codice SSR 6192033)

 

Che cos’è la scintigrafia renale sequenziale?

La scintigrafia renale sequenziale è un esame di medicina nucleare che si basa sulla somministrazione, per via endovenosa, di un radiofarmaco che si distribuisce a livello dei reni e delle vie urinarie, consentendo la valutazione della funzionalità renale.

 

A che cosa serve la scintigrafia renale sequenziale?

La scintigrafia renale sequenziale viene utilizzata nei casi di sospetta sindrome del giunto pielo-ureterale e per la valutazione della funzionalità renale, complessiva e separata per ciascun rene.

 

Come si svolge la scintigrafia renale sequenziale?

La scintigrafia renale sequenziale prevede, subito dopo la somministrazione endovenosa del radiofarmaco, un’acquisizione di immagini della durata di circa 30 minuti.

In base al quesito diagnostico può essere indicata la somministrazione anche di un farmaco diuretico (Furosemide) sempre per via endovenosa.

La gamma-camera rileva il segnale emesso dal paziente, che elaborato da una workstation o server dedicato, fornisce dati riguardanti la funzionalità renale.

 

Quanto dura la scintigrafia renale sequenziale?

La durata complessiva della scintigrafia renale sequenziale è di circa 1 ora.

 

Preparazione del paziente per la scintigrafia renale sequenziale

Per l’esecuzione della scintigrafia renale sequenziale non è necessario il digiuno. Per l’esecuzione della scintigrafia renale sequenziale non è necessario la sospensione di alcun farmaco.

È consigliata idratazione prima dell’esame (500 ml di acqua).

Si raccomanda al paziente di portare la documentazione clinica (lettera di dimissione, visite specialistiche, esami radiologici, ecc.) ed eventuali precedenti.

 

Controindicazioni alla scintigrafia renale sequenziale

La scintigrafia renale sequenziale non può essere eseguita da donne in stato di gravidanza (accertata o presunta), o in fase di allattamento.

Per motivi di radioprotezione, è sconsigliato essere accompagnati da persone minorenni e da donne in età fertile, in particolare se in gravidanza. Per lo stesso motivo, per le 24 ore successive all’esame, è bene non avere contatti con queste categorie di persone.

È richiesta la presenza di un accompagnatore nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia, condizione che richiede l’assunzione di ansiolitici da parte del paziente. In questo caso, dopo l’esame, è sconsigliabile la guida di veicoli. Un accompagnatore è inoltre necessario in caso di soggetti non auto-sufficienti (compresi i minori) o con barriere linguistiche o cognitive.

 

Area medica di riferimento per la scintigrafia renale sequenziale

Per avere maggiori informazioni sulla scintigrafia renale sequenziale, vedi l’Unità Operativa di Medicina Nucleare di Humanitas Gavazzeni Bergamo.