Scintigrafia delle ghiandole salivari con 99mT

(Codice SST 6192041)

 

Che cos’è la scintigrafia delle ghiandole salivari?

La scintigrafia delle ghiandole salivari è un esame di medicina nucleare che si basa sulla somministrazione, per via endovenosa, di un radiofarmaco che si distribuisce a livello delle ghiandole salivari, consentendo di valutazione la funzionalità delle stesse.

 

A che cosa serve la scintigrafia delle ghiandole salivari?

La scintigrafia delle ghiandole salivari viene utilizzata nei casi di sospetta sindrome di Sjögren e per la valutazione della funzionalità delle ghiandole salivari in paziente con sintomi connessi alla secchezza della mucosa orale.

 

Come si svolge la scintigrafia delle ghiandole salivari?

La scintigrafia delle ghiandole salivari prevede, subito dopo la somministrazione endovenosa del radiofarmaco, un’acquisizione di immagini della durata di circa 30 minuti. Durante l’acquisizione delle immagini viene somministrato al paziente del succo di limone per via orale per valutare la risposta delle ghiandole salivari a uno stimolo acido.

La gamma-camera rileva il segnale emesso dal paziente, che, elaborato da una workstation o server dedicato, fornisce dati riguardanti la funzionalità delle ghiandole salivari.

 

Quanto dura la scintigrafia delle ghiandole salivari?

La durata complessiva della scintigrafia delle ghiandole salivari è di circa 1 ora.

 

Preparazione del paziente per la scintigrafia delle ghiandole salivari

Per l’esecuzione della scintigrafia delle ghiandole salivari non è necessario il digiuno.

Per l’esecuzione della scintigrafia delle ghiandole salivari non è necessario la sospensione di alcun farmaco.

Si raccomanda al paziente di portare la documentazione clinica (lettera di dimissione, visite specialistiche, esami radiologici, ecc.) ed eventuali precedenti.

 

Controindicazioni alla scintigrafia delle ghiandole salivari

La scintigrafia delle ghiandole salivari non può essere eseguita da donne in stato di gravidanza (accertata o presunta), o in fase di allattamento.

Per motivi di radioprotezione, è sconsigliato essere accompagnati da persone minorenni e da donne in età fertile, in particolare se in gravidanza. Per lo stesso motivo, per le 24 ore successive all’esame, è bene non avere contatti con queste categorie di persone.

È richiesta la presenza di un accompagnatore nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia, condizione che richiede l’assunzione di ansiolitici da parte del paziente. In questo caso, dopo l’esame, è sconsigliabile la guida di veicoli. Un accompagnatore è inoltre necessario in caso di soggetti non auto-sufficienti (compresi i minori) o con barriere linguistiche o cognitive.

 

Area medica di riferimento per la scintigrafia delle ghiandole salivari

Per avere maggiori informazioni sulla scintigrafia delle ghiandole salivari, vedi l’Unità Operativa di Medicina Nucleare di Humanitas Gavazzeni Bergamo.