Svezzamento vegetariano o vegano? Solo con i consigli del pediatra

Il passaggio dal latte materno o formulato all’alimentazione complementare è una fase importante e delicata non solo per il bambino, ma per tutta la famiglia. Il cosiddetto svezzamento è il momento in cui il bambino, con serenità e gradualità, integra i propri pasti a base di latte con altri alimenti. Pian piano, con il passare dei mesi, l’alimentazione solida prenderà il posto del latte. L’alimentazione riveste un ruolo importante nel benessere e nella salute di adulti e bambini e accompagnare i propri figli alla scoperta del cibo è una bella avventura, da compiere un passo alla volta, nel rispetto dei tempi del bambino e dei suoi gusti. Ogni famiglia compie quotidianamente scelte alimentari, dettate da fattori etici, personali, culturali o religiosi e sono in crescita le persone che scelgono un’alimentazione vegetariana o vegana.

Confrontarsi sempre con il pediatra

È possibile crescere i propri figli seguendo un’alimentazione vegetariana o vegana, ma tenendo sempre presente delle loro precise necessità nutrizionali. I bambini infatti sono in una fase di crescita e sviluppo e pertanto hanno bisogno di seguire una alimentazione diversa da quella degli adulti. È fondamentale dunque non improvvisare, ma confrontarsi con un pediatra esperto in alimentazione, in grado di suggerire gli alimenti da offrire ai più piccoli, le combinazioni alimentari che possano assicurare loro i nutrienti necessari e indicare eventuali integrazioni. Le vitamine e i minerali infatti giocano un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo, come per esempio calcio, ferro, vitamina B12, vitamina D e zinco.  I genitori che non offrono ai propri figli determinati alimenti devono sapere come sopperire (con quali altri alimenti) ai nutrienti che andrebbero a mancare. Affidarsi a un pediatra esperto consente di assicurare al proprio bambino tutto ciò di cui ha bisogno per crescere sano, nel rispetto delle scelte alimentari familiari. In Humanitas San Pio X è attivo l’Ambulatorio Baby Green che si propone di accompagnare la mamma durante l’allattamento al seno e lo svezzamento del proprio bambino, con un consiglio nutrizionale esperto e personalizzato. La Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale spiega le novità del Punto Nascita di Humanitas San Pio X all’interno dello speciale del TG5 Salute che troverete all’interno del video qui di seguito.

Vasino, quando è il momento giusto?

Insegnare al proprio bambino come usare il vasino può essere motivo di stress per molti genitori che lo vorrebbero autonomo dal pannolino il prima possibile. “Si tratta di una importante conquista che aiuta il bambino ad acquisire maggiore sicurezza e autonomia. Il ruolo dei genitori – spiega il Dott. Marco Nuara, Pediatra esperto in Allergologia dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale di Humanitas San Pio X– è fondamentale per supportare con entusiasmo questi progressi facendo attenzione che le proprie aspettative non siano causa di forzature e delusioni.” Nonostante non ci sia un’età stabilita per imparare ad utilizzare il vasino, è maggiormente probabile avere successo verso i 3 anni del bambino. “Vedere i genitori o i fratelli maggiori utilizzare la toilette può essere da stimolo per il desiderio di imitazione del bambino. Una volta che la famiglia ritenga i tempi maturi per l’introduzione del vasino – continua il Dott. Nuara – sarà necessario che tutti coloro che si prendono cura del bambino perseguano l’obiettivo con costanza e uniformità al fine di non confonderlo.” Gli ‘inconvenienti’ e bagnare il letto la notte potrebbero comunque presentarsi fino ai 5 anni e oltre.

Perché è bene non imporre l’utilizzo precoce del vasino?

Insegnare a un bambino l’uso del vasino richiede tempo e pazienza. Precorrere i tempi imponendo  al bambino un comportamento più maturo può causare dei problemi, tra cui:

Problemi alla vescica

Molti bambini imparano precocemente a controllare lo stimolo e a non bagnarsi, ma questo non significa che abbiano acquisito la capacità di recarsi in bagno quando necessario. Togliere il pannolino precocemente può indurre il bambino a trattenere i bisogni troppo a lungo favorendo episodi di minzione involontaria (enuresi) e infezioni del tratto urinario. I bambini dovrebbero urinare 5 o 6 volte durante il giorno, ogni due o tre ore: sarebbe utile guidarli verso l’abitudine di sedere sul vasino dopo il risveglio, i pasti, le merende e prima del sonno.

Stress

Insegnare ad utilizzare il vasino troppo presto può essere più faticoso di quanto lo sarebbe normalmente. Forzare il bambino a fare qualcosa per cui non è pronto gli procura ansia e frustrazione, le quali possono avere degli effetti negativi sullo sviluppo e sul rapporto genitori-figlio. Imparare ad utilizzare il vasino è un processo naturale che normalmente si compie entro i 4 anni. Se a 5 anni il bambino presentasse ancora difficoltà ad andare in bagno è invece necessario consultare il pediatra o rivolgersi allo specialista urologo pediatrico.