Intolleranze e allergie alimentari: come distinguerle?

Parte oggi l’iniziativa SpecialmenteDonna di Humanitas San Pio X: una settimana di visite mediche ed esami gratuiti mirati alla prevenzione e alla salute delle donne in occasione della loro festa. Tra le proposte rivolte alle pazienti, un colloquio personale riguardo a intolleranze e allergie alimentari con la dottoressa Alessandra Piona, Responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Generale e specialista in allergologiala quale sarà disponibile mercoledì 8 marzo dalle 15.30 alle 17.00 e giovedì 9 dalle 16.30 alle 20.00 per fare un’anamnesi e fornire consigli personalizzati per prevenire i disturbi derivati dall’alimentazione.

Intolleranze e allergie alimentari, che cosa sono?

Sempre più spesso si sente parlare di disturbi alimentari quali allergie e intolleranze. Effettivamente, avere una qualche reazione a un determinato cibo è un fenomeno molto diffuso, ma nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a un’intolleranza piuttosto che a una vera e propria allergia. Poiché però entrambe presentano alcuni sintomi comuni quali nausea, dolore allo stomaco, diarrea e vomito, spesso vengono confuse. L’allergia, tuttavia, è più rara e può rappresentare un problema più serio.

La differenza nei sintomi

Le allergie si manifestano immediatamente, o quasi, in seguito all’ingestione anche di minime quantità di un determinato alimento. Si tratta di una reazione di difesa del sistema immunitario, che scambia queste sostanze per agenti esterni pericolosi per l’organismo e dunque li attacca, provocando diversi tipi di sintomi sparsi per tutto il corpo come: Gli alimenti che scatenano la stragrande maggioranza delle allergie sono: frutta secca, pesce, molluschi, latte, uova, soia e grano. Le intolleranze, invece, si sviluppano gradualmente e dipendono dalla quantità e dalla frequenza con cui si assumono determinati cibi. Si tratta di problemi, più o meno acuti, di digestione e perciò comportano più che altro irritazioni allo stomaco e all’intestino, con disturbi localizzati quali aerofagia, gonfiore, crampi e acidità, e altri disturbi ad esse legati come emicrania, irritabilità e nervosismo. I diversi sintomi spiegati dalla dottoressa Alessandra Piona all’interno del video.

Le cause delle intolleranze alimentari

Tra le più comuni intolleranze alimentari c’è quella al lattosio, che è causata dall’assenza di un particolare enzima necessario alla completa digestione di un cibo, nel caso del lattosio di uno zucchero presente nel latte e nei latticini. L’intolleranza al glutine (proteina presente nel grano e nei cereali), presenta alcune caratteristiche proprie dell’allergia perché è causata da una reazione immunitaria. Tuttavia, i sintomi sono per lo più gastrointestinali e le persone colpite da celiachia non rischiano lo shock anafilattico. Tra le altre cause di intolleranza ci sono la sindrome dell’intestino irritabile, un disturbo cronico che può provocare crampi, costipazione e diarrea, l’intossicazione alimentare, causata da tossine presenti in cibi avariati che possono provocare gravi problemi digestivi, sensibilità ad additivi alimentari, come per esempio i solfiti, che possono scatenare attacchi d’asma nelle persone sensibili a questa sostanza. In aggiunta alle intolleranze si osserva sempre anche una disbiosi intestinale, vale a dire un’alterazione della flora intestinale con conseguente infiammazione cronica, che acuisce i sintomi della sensibilità a un dato alimento.

Prevenzione e cura

Per qualsiasi disturbo alimentare sospetto è consigliabile rivolgersi a un medico, che in base a specifici esami stabilirà se si tratta di allergia o intolleranza. In Humanitas San Pio X è possibile eseguire un test su un’ampia batteria di alimenti che consente di individuare gli alimenti che determinano i disturbi nei pazienti. Sempre seguendo le indicazioni mediche, in caso di allergia occorre eliminare completamente dalla propria dieta i cibi che la scatenano e verificare con il medico la necessità di tenere sempre con sé dosi iniettabili di epinefrina (adrenalina) per emergenza da anafilassi. In caso di intolleranza, oltre che evitare o ridurre i cibi mal digeribili, si possono scegliere prodotti particolari come latte privo di lattosio o gli innumerevoli prodotti senza glutine commercializzati, insieme a integratori di enzimi. Anche per curare la disbiosi intestinale associata alle intolleranze possono venire prescritti integratori e fermenti probiotici per ristabilire la flora intestinale. In generale, per evitare disturbi bisogna prendere la buona abitudine di identificare e riconoscere i cibi e le dosi che provocano i sintomi e informarsi sempre circa gli ingredienti contenuti nelle pietanze.

Il medico risponde

Tutti gli approfondimenti della dottoressa Piona all’interno del video.
   

Test delle intolleranze alimentari, le novità di Humanitas San Pio X

Le reazioni del nostro organismo causate dai cibi sono piuttosto comuni, ma spesso sono dovute a un’intolleranza alimentare piuttosto che ad una vera e propria allergia. Quelle più comuni sono le allergie alimentari; l’allergia alimentare causa una reazione del sistema immunitario, compare dopo pochi minuti dall’ingestione dei cibi provocando una vasta serie di sintomi e in alcuni casi la reazione può essere grave e pericolosa per la vita. Ma, altrettanto controverso e dibattuto è il tema delle intolleranze alimentari.

Che cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari sono reazioni infiammatorie causate da “allergie ritardate” ad alimenti ripetutamente ingeriti. I cibi “reattivi” stimolano il sistema immunitario, innescando la formazione di anticorpi IgG che provocano una reazione infiammatoria con sintomatologie di difficile inquadramento.

Quali sono le cause?

L’assunzione, la digestione e l’assorbimento del cibo nel tratto gastroenterico, è regolata da equilibrio fra mucosa intestinale, flora batterica e sistema immunitario. L’alterazione di questo equilibrio determina l’assunzione di macromolecole antigeniche capaci di raggiungere la circolazione e stimolare in maniera anomala la formazione degli anticorpi igG. La prima causa dell’alterazione dell’equilibrio dell’apparato intestinale è rappresentata dalla disbiosi, un’alterazione quantitativa/qualitativa della flora intestinale che determina l’assorbimento di macro molecole alimentari reattive che stimolano infiammazioni locali e sistemiche.

Sintomi delle intolleranze alimentari

I sintomi più comuni delle intolleranze alimentari sono: I disturbi dell’apparato digerente quali difficoltà digestive, gas intestinale, dolori, stipsi e diarrea, sono i primi a comparire; successivamente, i disturbi dell’intero organismo compaiono con manifestazioni croniche sopracitate. Negli ultimi anni, è stata validata una nuova patologia causata dal glutine. Il glutine è la proteina di grano, orzo, segale e avena. Può causare allergia, celiachia (malattia che ha predisposizione genetica e molto pericolosa perché distrugge l’intestino) o sensibilità al glutine non celiaca. La non celiachia o sensibilità al glutine è stata proposta durante una “consensus conference” a Londra nel 2011. Il ricercatore principale è il Dott. Alessio Fasano dell’Università del Maryland insieme ad altri studiosi nazionali e internazionali. La sensibilità al glutine causa sintomi gastroenterici così come la celiachia: Si manifesta con sintomi extraintestinali (dermatosi, mal di testa, dolori muscolari sino alla stanchezza cronica) e, mentre la celiachia colpisce l’1% della popolazione, la non celiachia può colpire sino al 7% della popolazione. Per diagnosticare la non celiachia secondo molti studiosi occorre seguire una procedura complessa:
  • individuare il paziente
  • sottoporlo ad una dieta senza glutine osservando la scomparsa dei sintomi
  • reintrodurre il glutine e individuare il ritorno dei sintomi.
Esistono, però, studi nazionali e internazionali che hanno rinnovato l’importanza di un test anti-gliadina nativa IGg che era stato abbandonato dalla diagnostica clinica e che invece si è scoperto positivo in circa il 60% dei soggetti che soffrono di sensibilità al glutine.

La diagnosi in Humanitas San Pio X

A partire dal 21 novembre 2016, presso Humanitas San Pio X di Milano verrà effettuato un test estremamente sensibile e specifico per la diagnosi e l’inquadramento delle intolleranze alimentari. Il test dosa, con un semplice prelievo del sangue, le IgG contro numerosi alimenti specifici della dieta e delle consuetudini alimentari del nostro Paese. Rappresenta un valido test di riconoscimento degli alimenti “reattivi” che più comunemente causano ipersensibilità alimentare.

Test delle intolleranze alimentari, le novità

Tra le principali novità:
  • il test delle intolleranze alimentari di Humanitas San Pio X sarà sempre correlato dal test anti-gliadina. In tal modo, oltre alla scoperta di intolleranze alimentari, con il medesimo prelievo è possibile comprendere se il paziente ha una sensibilità al glutine
  • per il paziente che si sottoporrà al test delle intolleranze alimentari, il referto non sarà sempre correlato da consigli dietetici, ma avrà sempre un colloquio con lo specialista ed otterrà consigli dietetici e di stili di vita personalizzati.