Il mal di testa è tra i disturbi che spingono più spesso le persone a farsi visitare dai medici di famiglia. Si tratta di una patologia che può rendere insopportabile la vita di molti, provocando un grande indice di disabilità.

L’emicrania è una delle più frequenti forme di cefalea. Si tratta di una forma cosiddetta “primaria” di mal di testa, non legata a un danno d’organo (le altre sono la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo). Scopriamo insieme alla dottoressa Paola Merlo di che cosa si tratta.

Che cosa si intende con emicrania?

«Con emicrania si indica un “disordine neurologico episodico spesso familiare caratterizzato da attacchi ricorrenti di cefalea, che possono variare come frequenza, durata e intensità”. Il dolore, di solito unilaterale e a carattere pulsante, può associarsi a disturbi visivi, sensitivi, motori, vegetativi, dell’umore e/o del comportamento. L’emicrania colpisce il 17% delle donne e il 5% degli uomini. La preponderanza nel sesso femminile è stata attribuita a una possibile influenza ormonale. La prevalenza dell’emicrania senza aura è pari al 10-15%, mentre quella dell’emicrania con aura è dell’8%. Il tasso di prevalenza tende tuttavia a decrescere dopo i 50 anni di età, soprattutto in rapporto alla diminuzione percentuale delle forme primarie».

Come si distinguono i vari tipi di emicrania da altre forme di cefalea?

«A livello internazionale, lo standard diagnostico unanimemente accettato è attualmente rappresentato dalla Classificazione ICHD II (International Classification of Headache Disorders dell’International Headache Society 2003/4). È altresì fondamentale distinguere fra le forme primarie e le forme secondarie che sono conseguenza di patologie organiche».

In che cosa consiste l’emicrania senza aura.

«L’emicrania senza aura è una cefalea idiopatica, cioè che sorge senza che vi sia un danno d’organo, che si manifesta con attacchi ricorrenti e lunghi, della durata di 4-72 ore. Comporta la comparsa di un dolore pulsante, a localizzazione unilaterale, di intensità moderata o severa, associato a nausea, vomito, fotofobia e fonofobia (intolleranza alla luce e al rumore) e da un acutizzarsi dei sintomi durante l’attività fisica».

Come si differenzia dall’emicrania con aura?

«L’emicrania con aurea è un disturbo idiopatico ricorrente, caratterizzato dalla presenza di sintomi neurologici focali (deficit del movimento e della sensibilità, disturbi del linguaggio e della vista, ecc.) della durata di 5-20 minuti (mai più di 60 minuti). Con il termine aura, si intende il preavviso della crisi di emicrania. La cefalea, la nausea e/o la fotofobia di solito seguono i sintomi neurologici caratteristici dell’aura, immediatamente o dopo un breve intervallo libero inferiore a un’ora. Talvolta l’aura può manifestarsi a una fase dolorosa già avanzata. La cefalea di solito dura 4-72 ore, ma può anche essere del tutto assente».

Chi soffre, soprattutto, di emicrania con aura?

«I pazienti che soffrono di emicrania con aura sono mediamente meno giovani rispetto a quelli della forma senza aura. Meno di frequente hanno un’anamnesi familiare positiva per cefalea e, non di rado, nelle donne, questa forma esordisce durante la gravidanza. Sotto la denominazione di “aura emicranica senza cefalea” si comprendono le forme nelle quali la sintomatologia neurologica dell’aura non è seguita dalla fase algica (dolorosa), ponendo così notevoli problemi di diagnosi differenziale con gli attacchi ischemici cerebrali transitori».