Iperidrosi (sudorazione eccessiva) – Trattamenti

Iperidrosi in sintesi

La sudorazione, necessaria alla regolazione della temperatura corporea, è regolata da stimoli nervosi del sistema nervoso simpatico: la sua eccessiva attività può causare un eccesso di sudorazione che prende il nome di iperidrosi.

L’iperidrosi essenziale, senza cause specifiche, inizia in età giovanile e si manifesta più frequentemente nella zona palmare e in quella ascellare. Questo tipo di disturbo spesso presenta caratteristiche di familiarità e può essere di grado così importante e severo da risultare talora invalidante, determinando difficoltà e disagio nei rapporti interpersonali.

La sudorazione patologica delle mani è generalmente la condizione più fastidiosa tra tutte le forme di iperidrosi: le mani sono più esposte più di ogni parte del corpo e svolgono un ruolo importante nelle attività professionali, nei rapporti interpersonali e nella vita sociale. Il grado del disturbo della sudorazione può variare da una semplice umidità del palmo della mano fino ad un vero e proprio gocciolare.

Si parla invece di iperidrosi secondaria quando l’iperidrosi che si associa a sintomi di una patologia nota quale ipertiroidismo o alterazioni del sistema endrocino, terapie ormonali per neoplasia (tumore alla prostata), malattie psichiatriche, obesità, menopausa.

Trattamento medico

Diversi sono i trattamenti medici per l’iperidrosi che lo specialista può suggerire al paziente in base al grado della sua malattia: terapia con antitraspiranti, ionoforesi e terapia con tossina botulinica. Questi trattamenti non hanno però effetti definitivi e necessitano di essere ripetuti a brevi intervalli di tempo.

Terapia con antitraspiranti

E’ stata per anni la terapia di prima scelta per l’iperidrosi, basata su farmaci “antitraspiranti” a base di cloruro di alluminio, glutaraldeide o tannina.

Nessuna controindicazione o effetti collaterali

Ionoforesi

Si tratta di una tecnica che consiste nell’applicare una corrente continua di bassa intensità tramite un generatore, alle palme immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo.

Nessuna controindicazione o effetti collaterali

Terapia con tossina botulinica

La tossina botulinica è indicata per il trattamento dell’iperidrosi ascellare. Il meccanismo di azione della tossina botulinica prevede il blocco delle terminazioni nervose che attivano le ghiandole sudoripare. Il trattamento è piuttosto semplice, e prevede l’iniezione della tossina botulinica direttamente nel cavo ascellare, effettuando 10-15 piccole punture distribuite omogeneamente nell’ area da trattare.
Gli aghi usati sono molto sottili e il dolore durante il trattamento è modesto. La tossina botulinica richiede qualche giorno per sviluppare la sua azione e, in genere, i risultati del trattamento sono visibili entro 7-10 giorni.
Il trattamento dell’iperidrosi con tossina botulinica non ha effetti permanenti, e la sua durata è di circa 4-6 mesi. Per ottenere una riduzione stabile della sudorazione il trattamento va ripetuto due o tre volte all’anno, in base alle necessità del paziente.
Se si decide di interrompere i trattamenti con tossina botulinica, la sudorazione ritornerà gradualmente al livello precedente, e non ci saranno altri cambiamenti nella zona trattata.

 Controindicazioni ed effetti collaterali

Il trattamento dell’iperidrosi ascellare con tossina botulinica è controindicato nei seguenti casi: allergia alla tossina o ai componenti della preparazione, in gravidanza o allattamento, in pazienti con malattie dei muscoli e terapia con farmaci miorilassanti in corso e precedenti interventi chirurgici al cavo ascellare. In rari casi il trattamento con tossina botulinica può dare sintomi simili a quelli dell’influenza (stanchezza, febbre e dolore muscolare), che normalmente scompaiono in pochi giorni.

In che cosa consiste il trattamento chirurgico per l’iperidrosi (sudorazione eccessiva)?

La chirurgia rappresenta la terapia sicuramente più efficace e soprattutto definitiva per l’iperidrosi palmareascellare e facciale.

Con l’avvento della chirurgia mini invasiva videotoracoscopica e, soprattutto, con l’affinarsi della tecnologia che permette accessi di pochi millimetri, le indicazioni sono sempre più frequenti, i risultati ottimi e il disconfort per il paziente minimo.

Tre sono le tecniche chirurgiche utilizzate per l’iperidrosi:

  • posizionamento di clips a chiudere il nervo simpatico toracico
  • posizionamento di clips e sezione del nervo (simpaticotomia)
  • asportazione del ganglio (gangliectomia-simpaticectomia).

L’intervento, a prescindere dalla tecnica utilizzata, viene eseguito in anestesia generale, affrontato bilateralmente in un’unica seduta operatoria; la durata media è di circa 40 minuti.

I risultati sono sovrapponibili, anche se con la gangliectomia si garantisce un minor rischio di recidive. L’intervento può essere eseguito in day surgery con la degenza di una sola notte postoperatoria.

La sede del posizionamento della clips o della sezione del nervo simpatico varia in base al tipo dell’iperidrosi: T2 facciale,T3 palmare e T4 ascellare.

Il decorso postoperatorio è buono e generalmente rapido, con un recupero immediato nelle prime 24 ore.

Negli anni più recenti Humanitas Gavazzeni ha modificato la tecnica chirurgica eseguendo una gangliectomia mirata e selettiva in base alla sede dell’iperidrosi (palmare, ascellare o facciale) ottenendo i medesimi risultati e riducendo gli eventuali effetti collaterali.

Più recentemente con l’acquisizione di nuovi strumenti chirurgici di soli 3 mm è stato ulteriormente miniaturizzato l’intervento con minor disconfort e traumatismo per il paziente e miglioramento del risultato estetico.

Complicanze ed effetti collaterali del trattamento chirurgico per l’iperidrosi

Le complicanze in mani esperte sono molto rare e di minima entità. La complicanza più temuta ma comunque rara è la sindrome di Horner: si tratta dall’abbassamento della palpebra superiore causata dalla lesione del ganglio stellato o I° ganglio toracico; il rischio è correlato all’esperienza del chirurgo e nei centri meglio accreditati su questo tipo di chirurgia è limitato allo 0.3 % dei casi operati.

Per quanto riguarda gli effetti collateraliil più frequente è la cosiddetta sudorazione compensatoria in altre parti del corpo dopo l’intervento, di solito al tronco e alle gambe. Si tratta di un aumento di sudorazione generalmente leggero, che tende ad attenuarsi gradualmente nel tempo. Una sudorazione compensatoria importante e fastidiosa si manifesta in modo significativo in circa il 5% dei casi, negli altri pazienti non si manifesta affatto oppure può essere presente in grado leggero.

Negli anni più recenti con l’introduzione di un intervento mirato e limitato a una gangliectomia selettiva abbiamo ridotto la percentuale di sudorazione compensatoria severa al 2-3% dei casi.

Negli ultimi 10 anni in Humanitas Gavazzeni sono state eseguite oltre 1.000 simpaticectomie per iperidrosi primitiva, con ottimi risultati e minimo disconfort per i pazienti e un grado di soddisfazione del 98%.

 

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