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Annalisa ha sconfitto l'obesità

Pubblicato in Storie di pazienti

annalisa okAnnalisa è una giovane donna. Lavora part time perché così riesce a seguire da vicino i suoi due gemelli che oggi hanno cinque anni, e a passare un po’ di tempo con loro, accompagnandoli in piscina o nelle tante attività che i bambini, dopo la scuola, frequentano.

E, quando c’è il sole, a caricarseli sulla bicicletta dotata di doppio seggiolino e fare delle passeggiate, come la scorsa estate in una vacanza all’insegna delle due ruote. Una vita tranquilla, serena, semplice come quella di tante altre giovani donne che per Annalisa però è stata una conquista. Ci sono infatti voluti 2 anni prima di poter tornare a muoversi con agilità e sentirsi femminile e bella. E chiudere definitivamente con la malattia dell’obesità. 

 

“Arriva un momento in cui prendi coscienza del tuo stato e dici basta. Così non potevo più andare avanti – racconta Annalisa -. Avevo 28 anni, pesavo oltre 40 chili più di adesso, avevo i capelli lunghi perché pensavo di nascondermi meglio come pure indossando abiti larghi o tute da ginnastica. Un giorno sono andata a una festa organizzata nell’asilo dei miei piccoli, che allora avevano 3 anni; giocavamo tutti insieme ma io non riuscivo a piegarmi sulle ginocchia e muovermi a 4 zampe. Lì ho capito che la mia vita doveva svoltare”.
La strada la trova nei blog e nei forum dove tante persone con la stessa malattia confrontano esperienze e soluzioni. Lì trova il nome del dottor Giuseppe Marinari, chirurgo bariatrico, che da Genova si stava trasferendo in Humanitas Gavazzeni, chiamato a potenziare il Centro Obesità. “Credo di essere stata una delle sue prime pazienti. Non conoscevo i trattamenti chirurgici ma so che volevo lasciarmi alle spalle tutto quel peso che in pochi anni avevo concesso al mio corpo – prosegue Annalisa -. Quando mi sono presentata per la mia prima visita, nell’ottobre 2010, pesavo 107 chili ma ero riuscita ad arrivare anche fino a 112 per 1.70 di altezza. La mia idea era di fare un bendaggio perché ho un amica che l’aveva fatto, ma il dottor Marinari me lo sconsigliò e mi propose invece un trattamento impegnativo ma risolutivo se ce l’avessi messa tutta. Non ha fatto nulla per convincermi ma le sue argomentazioni mi hanno fatto dire sì e quindi, a dicembre di due anni fa, mi sono sottoposta a una Sleeve Gastrectomy”. La Sleeve Gastrectomy è un intervento impegnativo che permette di perdere parecchio peso: lo stomaco viene sezionato verticalmente e una buona parte di esso viene così asportato; lo stomaco restante risulta a forma di tubo stretto, con la conseguenza di una forte riduzione dell’appetito e una sazietà precoce.
“A distanza di 2 anni,con oggi 65 chili di peso, posso dire di avercela fatta ma non è stato facile. E’ un intervento che ti cambia la vita, cambia il tuo fisico ma sopratutto cambia in modo radicale le tue abitudini alimentari. Oggi mangio poco e mangio perché mi devo nutrire. Prima mangiavo perché ero stressata e non so neppure io perché. Mangiavo e basta – spiega Annalisa –. Oggi faccio 5 pasti al giorno anche se per me un pasto significa un piatto. Il primo mese, dopo l’intervento, mi ero preoccupata. La differenza prima dell’intervento era enorme. Pensavo di non farcela. Poi, piano piano, mi sono abituata seguendo anche le indicazioni del team di Humanitas Gavazzeni e, oggi, sono felice. Non tornerei mai indietro”.
Di certo non si cambia se non si è profondamente convinti, se non si ha una forte motivazione interiore. “I miei figli e la mia autostima mi hanno dato la forza di voler svoltare – aggiunge Annalisa -, e mio marito mi è stato sempre vicino, in tutti gli alti e bassi. In questi due anni di percorso ho sempre cercato di non farmi vedere dai miei piccoli in difficoltà o sofferente. Sta di fatto che oggi non passa giorno che non mi ripetano “mamma come sei bella, sei la più bella di tutte” e questo, credo, che sia il mio regalo più grande”.
A questo punto la domanda d’obbligo è se consiglierebbe un intervento bariatrico come la Sleeve. “Sì ma con la consapevolezza di sapere quanto cambierà la tua vita – conclude Annalisa - nel tuo modo di alimentarti. L’ospedale mi aveva detto tutte le informazioni corrette, tutto mi era stato detto ma dal dire al fare c’è una certa differenza. Ma ce la si può fare. Come ho fatto io”.

 

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L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.