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A settembre 2016 tornano gli incontri di "Ho a cuore il mio cuore"

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Proseguono anche nel mese di settembre, a partire da lunedì 12 alle ore 16, gli incontri di educazione sanitaria dal titolo “Ho a cuore il mio cuore”, che l’Unità operativa di Riabilitazione di Humanitas Gavazzeni Bergamo propone, ogni 2 settimane, ai pazienti di cardiologia, cardiochirurgia, riabilitazione e a i loro parenti e familiari durante il loro percorso di cura e riabilitazione.

 

«L’obiettivo di "Ho a cuore il mio cuore" – spiega Bruno Passaretti, cardiologo, responsabile dell’Unità operativa di Riabilitazione di Humanitas Gavazzeni – è raccontare che cosa succede quando il cuore è malato, come ci si deve comportare dopo che si è intervenuti per curarlo, quanto sia importante dare il giusto peso alle nostre emozioni e come tornare a una vita normale, anche imparando a mangiare in modo sano».

 

Sono diversi gli studi che dimostrano come la riabilitazione possa dare notevoli benefici dopo essere stati colpiti da un evento cardiaco acuto. «Un beneficio dovuto da una parte al fatto di stimolare a riprendere una buona attività fisica ma, dall’altra, anche dall’insegnamento di un corretto stile di vita in cui si devono eliminare abitudini dannose come il fumo, alimentazione inadeguata, stress e sedentarietà – aggiunge il dottor Passaretti -. Per questo gli incontri di educazione sanitaria sono parte integrante a tutti gli effetti di un percorso riabilitativo completo e corretto».

 

Gli incontri si svolgono nella palestra cardiologica di Humanitas Gavazzeni (blocco B, accanto al reparto di cardiologia - secondo piano), e la partecipazione è libera.

 

"Ho a cuore il mio cuore", ll programma di settembre 2016

  • Lunedì 12, ore 16: "Alimentazione amica del cuore: quali alimenti e come cucinarli" - Sabrina Oggionni, dietista.
  • Martedì 13, ore 16: "Il cuore sano, il cuore malato e i modi per curarlo" - Bruno Passaretti, cardiologo.
  • Venerdì 16, ore 16: "Come smettere di fumare e perché"Maria Orlando, cardiologa.
  • Martedì 20, ore 16: "La ripresa dell’attività fisica dopo la malattia e/o l’intervento"Pietro Agostini, fisiatra.
  • Lunedì 26, ore 16: "Alimentazione amica del cuore: quali alimenti e come cucinarli" - Sabrina Oggionni, dietista.
  • Martedì 27, ore 16: "Il cuore sano, il cuore malato e i modi per curarlo" - Bruno Passaretti, cardiologo.
  • Mercoledì 28, ore 16: "Ascoltiamo il nostro cuore: comprendere e gestire le emozioni legate alla malattia" - Agnese Rossi, psicologa.

 

I posti della sala che ospita gli incontri sono limitati e, pertanto, le persone interessate sono pregate di prenotarsi telefonicamente per l’appuntamento che vogliono seguire al numero 035 4204187, da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14 alle 16.

 

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Stenosi dell'uretra, tecniche di cura sempre più efficienti

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


La stenosi dell'uretra colpisce sempre più giovani. Oggi sono a disposizione nuovi interventi chirurgici, come l'uretoplastica, che assicurano ottime percentuali di riuscita con diminuite possibilità di recidiva.

 

Fa parte di quelle patologie urologiche un po' di nicchia, ma non per questo meno importanti e per le quali è necessario trovare un trattamento di cura efficace. Parliamo della stenosi dell'uretra, che interessa anche una popolazione piuttosto giovane, tra i 20 e i 40 anni.

 

«Parliamo di pazienti giovani che hanno difficoltà alla minzione, allo svuotamento vescicale – spiega il dottor Emanuele Micheli, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia di Humanitas Gavazzeni – per un restringimento del canale uretrale. C'è quindi una sensazione di ostacolo al passaggio delle urine durante la minzione e il getto urinario è sottile. La persona ha la sensazione di uno svuotamento incompleto della vescica e sente la necessità di urinare spesso. Questo provoca dolore nella regione sovrapubica, irritazione e bruciore».

 

Le cause della stenosi dell'uretra sono spesso sconosciute

Le cause della stenosi dell'uretra non sempre sono conosciute. Spesso però sono di natura infettiva o traumatica (legate a incidenti stradali o a traumi da colpo), o conseguenti a manovre strumentali effettuate sull'uretra (cateterismo, uretroscopia, cistoscopia, interventi urologici). La diagnosi, oltre che sulla clinica, viene fatta con due esami dirimenti: l'uroflussometria e l'uretrocistografia con mezzo di contrasto.

 

«L'uroflussometria è un esame non invasivo, che si esegue in regime ambulatoriale; al paziente viene richiesto di urinare in un contenitore collegato a un computer che registra i valori del flusso: la riduzione della forza del flusso indica un ostacolo alla minzione – aggiunge Micheli –. Successivamente il paziente esegue l'esame radiologico con mezzo di contrasto che visualizza l'uretra e la vescica. Al contrario del precedente, quest'ultimo è un po' fastidioso ma è l'esame più importante per la diagnosi di stenosi e fondamentale per pianificare l'intervento chirurgico di riparazione dell'uretra».

 

Con l'uretoplastica si riduce il rischio di recidiva

Non essendoci farmaci che possano risolvere il problema, il ricorso alla chirurgia è indispensabile. «Siamo di fronte a una patologia molto delicata e anche con la chirurgia c'è un certo rischio di recidiva. Oggi però esistono tecniche alternative chirurgiche che danno decisamente buoni risultati. Se infatti il trattamento classico endoscopico mediante uretrotomia endoscopica è gravato da recidive in una percentuale molto alta, con l'uretroplastica abbiamo percentuali di successo decisamente interessanti. L'intervento prevede per una stenosi da 1 a 2 centimetri un approccio chirurgico a cielo aperto con la rimozione del tratto malato, e poi una anastomosi termino-terminale con cui i due monconi dell'uretra vengono riavvicinati e suturati. La percentuale di successo è dell'80-90% dei casi» precisa Micheli.

 

«Si tratta di un intervento delicato che viene fatto in pochi e selezionati centri di urologia, Humanitas Gavazzeni compreso. Se la stenosi è più complessa, superiore ai 2 centimetri e non può quindi essere asportata, bisogna ricorrere alle plastiche uretrali con utilizzo di innesti. Oggi il materiale più utilizzato per l'innesto è la mucosa buccale. Il tubo uretrale viene aperto, nel senso della sua lunghezza, in corrispondenza del tratto ristretto e viene ampliato con una toppa di mucosa buccale prelevata dall'interno della guancia del paziente stesso. È un trattamento chirurgico efficace con una percentuale di riuscita del 50-60%».

 

  Articolo pubblicato il 14 agosto 2016 sul quotidiano "Eco di Bergamo".

 

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Un bel sorriso è sinonimo di buona salute

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


La prevenzione e la cura del nostro corpo passano anche attraverso un’attenzione, non solo estetica, ai denti e alla bocca. Controlli periodici e interventi puntuali quando avvertiamo un disturbo possono risolvere molte patologie.

 

Non solo per i denti e per le gengive ma per l’intero organismo. Sono in crescita gli studi scientifici internazionali che dimostrano quanto la salute della bocca sia importante per prevenire non solo problemi e disturbi legati al cavo orale ma anche del nostro corpo, visto che è una spia di diverse malattie, dalle infiammazioni al diabete, dalle malattie cardiovascolari alle malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide.

 

Il che significa che il dentista deve sempre più essere uno degli specialisti da consultare quando il nostro organismo mostra dei problemi, piccoli o grandi che siano, a partire dalla bocca. Certo, nella decisione di “andar dal dentista” gioca molto il fattore economico che la crisi che stiamo vivendo rende più evidente. Per questo oggi la sfida è quella di poter offrire cure che permettano di conciliare bilancio familiare e qualità.

 

Un obiettivo su cui si è costruito il Servizio Odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni, che si avvale di un’equipe qualificata per proporre percorsi di prevenzione, diagnosi e cura personalizzati sulla base delle diverse esigenze, grazie a una task force di specialisti in tutte le branche dell'odontoiatria, dall'implantologia all'endodonzia fino all'ortodonzia.

 

Uno specialista per ogni patologia della bocca

Il Servizio Odontoiatrico è strutturato in modo tale che ogni persona, a seconda della propria problematica, possa avere uno o più professionisti di riferimento all’interno di un ambiente ospedaliero che rende possibile, se necessario, un approccio integrato e multidisciplinare.

 

«Fin dall'inizio – spiegano gli specialisti del Servizio Odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni – abbiamo voluto puntare su un approccio monospecialistico, settorializzando cioè l'odontoiatria. Questo significa che ogni specialista si occupa in maniera specifica di una precisa tipologia di cura: ci sono quindi professionisti che si occupano esclusivamente di endodonzia (i nervi dei denti) e conservativa, protesi, implantologia come di odontoiatria pediatrica e igiene dentale».

 

Tecnologie sempre al passo con i tempi

Anche nell’odontoiatria le nuove tecnologie sono centrali. A cominciare da quelle oggi disponibili per le protesi dentarie come il sistema “CAD-CAM” che, integrando progettazione e fabbricazione attraverso software innovativi, permette la massima precisione clinica e risultati funzionali e estetici superiori alle metodiche tradizionali.

 

In particolare, sono ormai largamente utilizzate protesi fisse in zirconio oltre alla totale assenza di metallo. Sul fronte ortodonzia, un posto di primo piano spetta al cosiddetto “apparecchio trasparente”, un'alternativa al tradizionale apparecchio fisso in metallo.

 

«I materiali utilizzati, scelti tra le migliori linee del mercato – aggiungono gli specialisti – sono tutti testati e la loro qualità è garantita dalla marcatura CE».

 

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.