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Adulti fino a 75 anni. Solamente dopo inizia la «terza età»

Pubblicato in L'Ospedale


Humanitas Gavazzeni Bergamo ripropone dal 15 luglio al 2 settembre il servizio di Ricoveri temporanei di Sollievo, in regime privato, che garantisce alle persone anziane un’assistenza medico-infermieristica continuativa e alle loro famiglie, che quotidianamente se ne prendono cura, un periodo di riposo.

 

Un servizio per assicurare sostegno anche in periodi particolarmente critici: al termine di un’ospedalizzazione o a seguito di eventi traumatici che richiedono cure più intensive.

 

Ne parliamo con Elena Maria Abati, geriatra, fisiatra di Humanitas Gavazzeni, responsabile del servizio.

Chi è l’anziano oggi?

«Fino ai 75 anni una persona è considerata adulta perché un cinquantacinquenne e un settantacinquenne hanno le stesse caratteristiche: conducono una vita attiva e lavorano anche a un alto livello. Parliamo quindi di invecchiamento a partire dai 75 anni. È da questa età che si comincia a parlare di fragilità, perché le patologie diventano più numerose e più incisive e, spesso, determinano una disabilità. L’allungamento della vita media può portare con sé, infatti, l’insorgenza di patologie degenerative o complicanze di patologie croniche».

E succede quindi a molti di dover ricorrere a un sostegno come i ricoveri di sollievo…

«Sì, e Humanitas Gavazzeni offre questo supporto di ospitalità presso la nostra struttura, in forma privata, nel periodo estivo, rivolgendosi a tutte quelle persone che, per 365 giorni l’anno, devono badare a familiari critici e che hanno bisogno di una pausa da tale impegno. Il servizio di Ricoveri temporanei di Sollievo, oltre all’assistenza medica e infermieristica quotidiana, offre al paziente screening diagnostici di base, una dieta personalizzata e attività fisica in gruppi ristretti (o singoli su richiesta). Un’équipe di professionisti, medici e infermieri assiste continuativamente i pazienti, che saranno ospitati in camera singola o doppia».

L’anziano di oggi è più esigente di quello di qualche decennio fa?

«Assolutamente e per fortuna. Una persona anziana ha voglia di condurre una vita attiva, indipendente, ricca di cultura e relazioni sociali. E la ricchezza culturale dei rapporti sociali è una formidabile attività di prevenzione del decadimento. Esiste uno studio finlandese molto citato, del 2015, “Finger”, che ha studiato per 5 anni 1.200 anziani: metà ha seguito un regime di dieta, esercizio fisico e allenamento della memoria; l’altra metà si è comportata liberamente e dopo due anni ha dimostrato di avere il 31% di rischio in più di demenze. Il controllo del peso e della pressione sanguigna, della salute del cuore, del metabolismo e del diabete potrebbero quindi rivelarsi attori importanti per invecchiare bene in generale».

Ma una condizione di fragilità, dovuta a eventi interni o esterni, un lutto, ad esempio, è reversibile?

«Sì, questa condizione può essere reversibile e anche prevenibile, con un’adeguata valutazione del paziente che porta il nome di Valutazione Multi Dimensionale o VMD, che presto introdurremmo nel nostro ospedale. Si tratta di un approccio, in termini valutativi e riabilitativi, esclusivamente geriatrico, che serve a garantire, in un momento che può essere delicato per una persona anziana, un’adeguata strategia per una buona qualità di vita per il soggetto stesso e per i suoi familiari».

 

 

(Articolo pubblicato sul quotidiano "L'Eco di Bergamo" il 9 aprile 2017)

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Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

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